Morte e filosofia

darospoaprincipe
Comare Morte sopra la panca...

Il post 17... L'omaggio alla cabala era obbligatorio, se non altro per scaramanzia!

Si parla molto di morte, in questi giorni. L'amore e l'indifferenza indicano di volta in volta dove porre l'accento.

E giù, i soliti commenti zeppi di commozione e retorica: ogni tragedia su veicoli prevede evidentemente la stessa stucchevole teoria di parole e sofismi. Da anni, ormai.

Si tratta di errore umano; è la mala sorte; è Dio...

E ci si lamenta contro Dio: perché uccidere quegli innocenti!?

Poi, dall'altro lato, si affronta il discorso relativamente a Priebke e a Berlusconi: e qui, all'opposto, ci si chiede perché li lasci ancora in vita...

In ambo i casi, è evidente, non si è mai ascoltato con attenzione il testo della canzone Samarcanda di Vacchioni, quella di oh, oh, cavallo, per intenderci! Noi, si sa, siamo veramente...


... insignificanti davanti all'infinito


darospoaprincipe
Il rimorso di Oreste
Il dolore che si prova in questi casi è dunque solo una forma di presunzione: chi siamo noi per decidere chi deve vivere e chi deve morire (uccidere Hitler in fasce è un bene per quello che diverrà, o un male trattandosi di un innocente?)?

Cosa significa arrivare pronti alla morte, se non aver vissuto con pienezza ogni singolo momento dell'esistenza come fosse l'ultimo!? 
Mai rimorsi ('I rimorsi sono gli impulsi sadici del cristianesimo', diceva Karl Kraus).

Mai rimpianti ('Il rimpianto è il vano pascolo di uno spirito disoccupato', affermava il Vate). 

La vita, dopotutto, può essere anche semplice.

Commenti

  1. Argomento difficile, vita e morte.
    Immagini irrispettose alla tv dovrebbero far giungere almeno ad una riflessione: il dolore sbattuto violentemente agli occhi di tutti fa bene a chi guarda? Come se un male condiviso faccia meno male?
    Poi, da domani, vita di sempre e cattiverie quotidiane; fino a quando la "nera signora", mai dormiente, si ripresenta ridondante.

    Amore e indifferenza indicheranno dove porre l'accento.
    E pietà.
    Quella lontana dalla misericordia religiosa, dalle presunzioni umane e da significati dispregiativi.
    Quella silenziosa; che mi fa sentire insignificante parte di infinito.
    M.

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  2. Non così difficile: son le uniche certezze della nostra esistenza, dopotutto...

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