Siamo tutti razzisti

darospoaprincipe'Ciascuno di noi confida nell’armonica integrazione con poveri extracomunitari, mussulmani e bistrattati zingari. 

E però, in merito al concetto d’integrazione, non credo affatto ci si possa esimere dal prendere in considerazione questo elementare presupposto: per poter essere d’aiuto al prossimo occorre prima diventare forti, padroni di sé; poi ci si potrà concretamente dedicare all’aiuto di terzi. 

E se non impariamo a nuotare più che bene, come possiamo anche solo lontanamente pensare di poter trarre in salvo il malcapitato che sofferente si sta dimenando nell’acqua? Il rischio reale è quello di affogare in due.' S.B.

L'APATIA E LA TOLLERANZA SONO LE ULTIME VIRTÙ' DI UNA SOCIETÀ' MORENTE - Aristotele



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Si parla di integrazione e di razzismo: ma senza intendere i principi alla base di una civile convivenza.

Si parla di ius soli e di ius sanguinis: ma senza conoscere il latino, nostra radice linguistica.

Si parla di sacrifici e di tasse: ma senza aver mai fatto alcuna fatica ad arrivare a fine mese.

La vita è ironica: è come se un bimbo volesse insegnare al padre come riprodursi!

E ci ritroviamo a vivere situazioni imbarazzanti e surreali come quella relativa al clandestino Kabobo, a piede libero dopo aver ucciso a picconate tre ignari passanti; la sempreverde situazione degli sbarchi a Lampedusa; la sempre attuale assegnazione degli alloggi ai nomadi (?).

E adesso Livingsone Temple, ennesimo clandestino (nigeriano, n.d.a.) che delinque (probabilmente confidando nella rinomata bontà dell'italica 'giustizia'), di stanza nel comune di Budrio, nella tollerante provincia Bolognese. Risultato? Accoltellato un carabiniere nell'esercizio delle sue funzioni.

La selezione è cominciata. Loro arrivano. Noi ci siamo arresi.

Malachy ne sapeva a pacchi: la storia lo ha considerato immorale ed antietico; onlus e ong, oggi, lo hanno riesumato in tutta la sua magnificenza. 


Commenti

  1. Originale punto di vista sulla faccenda integrazione, cosiderando anche
    "...che difendere la propria cultura, in Italia, sta diventando peccato mortale. E visto che intimiditi dall’ impropria parola «razzista», tutti tacciono come conigli."

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  2. La paura di manifestarsi genera nevrosi: questo è punto di vista condiviso dalla gran parte del popolo, ma media e pensiero dominante (piccolo borghese e radicalscic) impongono a tutti di uniformarsi per non sentirsi diversi. Diversi da chi, poi!? Dalla 'loro' idea di ordine sociale (NWO). Ci riducono ad essere pecore in mezzo ai lupi.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Carino, il video.
    Io vedo spesso due atteggiamenti agli estremi della linea di discussione : da un lato, il recupero di specifiche nazionali italiane mai rinsaldate a resistenza del tempo presente delle migrazioni globali, dall'altro la postura talvolta ingenua dei generosi poveri di spirito che mai s'estinguono, talvolta avveduta di chi guadagna soldi sonanti con la cosiddetta solidarietà, propensa all'effettivo "tanto peggio, tanto meglio" dell'aprire completamente le frontiere agli extra-comunitari.
    C'è un fatto.
    La situazione sta esplodendo.
    E abbiamo uno Stato guidato da un Pres. del Consiglio ormai ospite fisso all'annuale riunione del Gruppo Bilderberg.
    Sono contrario alla cancellazione dei diritti acquisiti ( anche di quelli degli extra-comunitari ) ma bisognerebbe anzitutto sigillare le frontiere, SUBITO.
    ( lo scrivevo già anni fa, facendo incazzare i contatti di Sinistra, probabilmente è troppo tardi ).
    E sarebbe opportuno uno Stato imponesse la stessa Legge a tutti, gli stessi diritti&doveri per tutti, senza discriminare gli italiani. Gli italiani di nascita e generazioni, che SE non fossero l'Armata Brancaleone che sono, dovrebbero tenere nelle proprie mani il Potere in un Paese che DOVREBBE essere loro.
    E invece ...

    Ma il Diritto ?

    Io non sono un nazionalista, e non mi duole che la Repubblica italiana, storicamente debole e con una memoria scritta sull'acqua, abbia praticamente cessato d'esistere, diluita nelle strutture sovranazionali.
    E questo, lo dico sapendo di fare incazzare qualcuno, mi sembra un FALSO PROBLEMA : chissenefrega.

    Ripeto : e il Diritto ?
    Il Diritto di chi è erede delle generazioni che hanno fisicamente costruito questa civiltà ( parte di quella europea, ormai indivisibile ), questo Paese ?

    Il problema grave è che l'ondata continua, e i diritti di chi c'è già vengono effettivamente erosi dai penultimi e dagli ultimi arrivati, che spingono e premono.
    La crisi economica rischia di fomentare la recrudescenza criminale, che quasi sempre ( nella mia città, per esempio ) vede protagonisti italiani nati in altre regioni e stranieri.

    Prevedo il peggio.

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    1. Storicamente è sempre andata così: gli antichi Romani han cominciato a scricchiolare quando, per interessi politici interni, si sono aperti allo ius soli, allargando il diritto di voto. La Germania è arrivata a 'Weimar' quando si è permesso a tutti di entrare in uno stato già prostrato offrendo manodopera a basso costo. Qualcuno diceva 'Historia magistra vitae': noi non l'abbiamo manco letta...

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    2. E' anche vero che l'Impero Romano ha subito le prime invasioni barbariche nel momento in cui non ha rinsaldato i patti con le tribù che già vivevano ai confini, popoli la cui romanizzazione era in atto da parecchio tempo.
      Perchè se non gliela fai a conquistare l'intero mondo ( e nessuno gliela può fare ), devi vincere ALMENO quello contiguo al tuo possedimento con la cultura, il Diritto, il vassallaggio degli Stati alle porte dell'Impero ( = che ci pensino loro, a frenare l'esodo dei pezzenti, ad eseguire un filtro efficace ).

      Se il Diritto scricchiola in casa tua, è finita.
      Ma che cos'è, oggi, il Diritto in Italia e in tutto il mondo occidentale ?

      E' il diritto di potere usufruire del mercato, sia dei beni essenziali che di quelli inessenziali.
      Facciamo parte di una vasta area di consumatori ( NAFTA, UE, Russia e mercati ex-sovietici, Oriente occidentalizzato ) cui frega solo di mangiare e consumare app per il telefonino.
      Se il nerbo giuridico che sottende le nostre società avanzate ( e le ha rese così uniformi, anche nell'effettivo rispetto della diversità ) si sfilaccia ...
      se arriviamo ai ghetti ...
      allora sarà una Guerra senza frontiere.
      In casa nostra.

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    3. un popolo senza coscienza, non può accogliere nessuno.
      una società senza regole certe è troppo debole per poter supportare altri bisognosi oltre quelli 'endo-prodotti'!

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