Tarantola

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Titolo originale:
Tarantula

Regia
Jack Arnold

Anno: 
1955

Particolarità: 
esordio di Clint Eastwood, capopilota dei jet

Trama: 


negli anni '50 un ricercatore come il dottor Deemer si era preoccupato di inventare un superalimento che risolvesse il problema ella fisiologica crescita esponenziale della popolazione e della correlata e consequenziale insufficienza delle risorse alimentari.

Ora che abbiamo scavallato il nuovo millennio, c'è una parte di mondo che affronta problemi da iperproduzione e una parte che non riesce nemmeno a soddisfare le necessità primarie.

Il problema è nella distribuzione sballata delle risorse, con la differenza che non vantiamo alcun dottor Deemer in grado di sperimentare una soluzione ad hoc. C'è solo chi propone una dieta a base d'insetti, ormai. E' dunque questo il nostro futuro?!

La gente ha bisogno di un mostro in cui credere. Un nemico vero e orribile. Un demone in contrasto col quale definire la propria identità. Altrimenti siamo soltanto noi contro noi stessi. - Chuck Palahniuk


Commenti

  1. Non c'è solo chi propone una dieta a base d'insetti, c'è anche chi continua a proporre un'altra soluzione, talmente bistrattata da non essere nemmeno considerata.
    Un principio anacronistico e utopico: la destinazione universale dei beni.
    Ma sarebbe davvero un brutto mondo quello così?

    "I beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano. Tuttavia la terra è suddivisa tra gli uomini, perché sia garantita la sicurezza della loro vita, esposta alla precarietà e minacciata dalla violenza. L'appropriazione dei beni è legittima al fine di garantire la libertà e la dignità delle persone, di aiutare ciascuno a soddisfare i propri bisogni fondamentali (....)

    Il diritto alla proprietà privata, acquisita o ricevuta in giusto modo, non elimina l'originaria donazione della terra all'insieme dell'umanità. La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto della proprietà privata, del diritto ad essa e del suo esercizio.

    « L'uomo, usando dei beni creati, deve considerare le cose esteriori che legittimamente possiede, non solo come proprie, ma anche come comuni, nel senso che possano giovare non unicamente a lui, ma anche agli altri ».
    La proprietà di un bene fa di colui che lo possiede un amministratore della provvidenza; deve perciò farlo fruttificare e spartirne i frutti con gli altri,....."

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  2. Interessante rilettura del pensiero di Engels condito sapientemente con le paturnie di Lucia Mondella.
    Credo che ci sia ancora troppo attaccamento ai beni materiali.
    Le donne soprattutto, oggi, non riescono a staccarsi dagli stilemi imposti alle masse dal marketing: il vestito alla moda, l'aifon, l'oggettino di tendenza, il locale fighetto...
    Che faccia parte dell'originario disegno del Padreterno, quello di affiancare esseri superficiali attaccati al materiale al fine di restituire la santità perduta al povero Uomo?!
    La metamorfosi del gentil sesso accusata in questi ultimi decenni avrebbe così una spiegazione.

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  3. L'ingiusta distribuzione della ricchezza non è una questione sessista, e francamente non capisco come si possa farla diventare tale.
    La superficialità non ha sesso, gli stilemi imposti dalle masse sono imposti, appunto, alle masse (uomini+donne).

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  4. Le donne bramano, i maschietti accondiscendono: tutto qui...

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  5. Non vedo nessi tra questi commenti misogini e l'argomento del post... tutto qui

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