PACIFIC RIM


Jeager vs. kaiju
Pacific Rim è un mirabile fumettone: la visione 3D è calorosamente consigliata per apprezzarlo nella sua pienezza.

La trama è semplice: i mostri stanno per terminare il mondo, i buoni li fermano.

Ma le oltre due ore di spettacolo passano rapide grazie al fantastico lavoro della Legacy Effects e delle altre consociate che han curato la realizzazione dei sorprendenti effetti speciali.
Il livello di realismo raggiunto traduce immediatamente nella preistoria Transformers.

La velata quanto forse obbligata vicenda d'amore sullo sfondo è assolutamente marginale ai fini dello sviluppo del film.

Da segnalare la divertente interpretazione dell'attore Ron Perlman (Salvatore ne 'Il nome della rosa'; Hellboy nell'omonimo film, dove fu già diretto dal regista di Pacific Rim, Guillermo del Toro)




Interconnessione piloti Jeager

La storia dei Robot contro i kaiju è un evidente omaggio agli 'antichi' manga del calibro di Jeeg Robot, Mazinga e Goldrake.

Ma qui, oltre ad inneggiare all'atavica lotta tra Bene e Male, al sacrificio, al rispetto per le gerarchie, mi è sembrato di poter cogliere un ulteriore elemento: 'uniti si vince'.

E' infatti obbligatorio essere in due per muovere uno Jeager; ed è parimenti necessario essere perfettamente sincronizzati, muoversi all'unisono per il perseguimento dell'obiettivo: il benessere collettivo, la pace sociale.

Leggere in questo film un appello teso ad invitare tutti all'unione nella lotta al nemico comune è forse eccessivo.

Tuttavia è affascinante credere nei segni da cogliere che indicano la retta via...

Dopotutto, in effetti, il bello di ogni film è proprio quello di trovarci il messaggio che più ci aggrada in quel determinato momento della vita: risposte estemporanee sintetizzabili dagli accadimenti occorsi nel nostro quotidiano. 







Commenti

  1. L'obiezione classica a tale sotto-genere ( fantascientifico ) di film, è proprio l'esiguità della sceneggiatura, oppressa dalla fisicità dell'azione.
    I Kaijū vengono ritualmente sottoposti all'analisi sociologica ( beh ... strafamoso King Kong quale allegoria del Wall Street crash del 1929 ).
    Forse, non è un caso che i due protagonisti siano un uomo e una donna ...

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  2. Ho visto il film, sono anche un appassionato del genere. Devo dire che uscito dalla sala ero un po perplesso. Credo che in alcuni casi si siano commessi degli errori banali ma seccanti. La nuova coppia che deve guidare il robot, la prima volta che si connette insieme ha un problema legato alla procedura di connessione neurale tra i due e a momenti parte il cannone protonico che avrebbe fatto secca mezza base. No dico ma non aveva fatto ore e ore di simulatore? La prima volta hce ti connetti lo fai nel simulatore, provi la coppia in condizione di sicurezza.
    Comunque, rischia di partire il cannone a protoni e dalla base risolvono staccando l'alimentazione, letteralmente staccano una spina dietro al computer...ma il robot non è indipendente? Tanto è vero che è l'unico nucleare che si muove anche dopo gli impulsi che azzerano le attività elettriche.
    Altro problema, il robot USA sarà anche nucleare ma gli impulsi elettromagnetici azzerano l'attività elettrica quindi casomai il robot nucleare fonde il nocciolo perchè è senza controllo, non è che se ne va in giro meglio degli altri...
    E poi, a parte i tecnicismi, hanno perso secondo me l'occasione di sfruttare quello che a mio modo di vedere è la risorsa dell'intera sceneggiatura, cioè il link neurale.
    Io avrei lavorato meglio e di più su questo aspetto, magari con un problema che sorge in mezzo alla battaglia, per esempio uno dei due piloti entra in contatto con la parte dei ricordi legata ad un trauma che l'altro ha subito ma che aveva relegato nei meandri dei suoi neuroni e sinapsi.
    Che ne dite?

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  3. EH.
    La tua idea mi pare buona, a priori di vedere il film.

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  4. Roberto ho assistito alla proiezione del film con un mio amico laureato in fisica: l'approccio tecnico-razionale non credo sia il miglior viatico per goder di questo tipo di fumettoni!
    poi, certo: un po' d'attenzione di certo non guasterebbe.

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