UTO UGHI, un Maestro per la Musica


darospoaprincipeSettembre sta finendo e si sta portando ufficialmente via l'estate

E' il 29. Piove sulla Capitale. Utoughiperroma.

Ci si ritrova assembrati in un'invidiabile cornice: di fronte alla Basilica dell'Ara Coeli; di fianco al cittadino Palazzo del potere per antonomasia (il Campidoglio); al lato del Balcone di Piazza Venezia. 




darospoaprincipeUna serata di beneficenza con incasso devoluto a Save the Children.

Un'occasione mondana di primo piano.

Una mirabile vetrina per parecchi trogloditi che non hanno mai ascoltato un pezzo di musica più articolata di quella composta da Vasco Rossi.

La sfilata di persone procede come magma che cola da un vulcano: lenta ma inesorabile. 

La guardo passare inerme al mio fianco, questa ieratica processione. Ma attento.

E' più VIP il soggetto in completo e cravatta o quello in jeans e maglietta? Quello col completo e le sneakers o quello con lo spezzato e la cravatta? Tutti puntano ad accomodarsi nelle prime file, quelle riservate ai vip, appunto. I più temerari senza alcun titolo. Ma a quale italiano non piacerebbe sentirsi importante anche solo per un momento? Per la propria realizzazione s'accontenterebbe di molto meno dei famosi 15 minuti di Andy Warhol!

darospoaprincipeLa musica del Maestro Ughi è sublime: i suoi movimenti sullo strumento sono poesia. Vibra l'animo di chi ascolta.

Talvolta sembra che stia lì lì per steccare, tanto vicine porta le due mani sul suo violino del 1744. E invece no: si ferma in tempo, sulla perfezione.

Viotti è sublimato. Tanti gli applausi al finir dell'esibizione: si pensa ad un bis.

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Il Maestro esce di nuovo. Il pubblico freme. Lui prende il microfono e chiede ciò che non sarebbe affatto naturale neanche pensare in un Paese d'arte come l'Italia: sosteniamo queste orchestre composte di giovani talenti pieni di passione. (Perché?! Non lo facciamo?). Basterebbe un'esibizione al mese, conclude. Ed invita con piglio deciso gli orchestrali ad uscire. Niente bis. Applausi.

Si capisce quanto il Comune di Roma del nuovo sindaco Ignazio Marino reputi importante l'argomento 'Musica' ascoltando l'intervento dell'assessore alla Cultura, Flavia Barca, nella conferenza stampa di presentazione del programma dell'evento. 'Maestro Muti', lo appella per tre volte consecutive; tra le risa degli astanti alla prima, e un imbarazzo crescente nel prosieguo.

In chiusura, non paga, lo ringrazia sentitamene definendolo 'grande manager'...
La bellezza salverà il mondo, disse Dostoevskij.
Alla d.ssa Barca dev'essere sfuggito.