Capodanno


darospoaprincipeSembra impossibile, ma siamo riusciti a trascinarci stancamente pure fino a questo Capodanno.

Il passo del giaguaro è stata la nostra modalità di spostamento tra i mesi (dire che abbiamo strisciato pare molto meno poetico, no?!).

Basta forse un'onda del mare a cancellare l'anno finente? Beh... Con tutta la marana che ha assorbito negli ultimi decenni, povero mare, perché non farsi carico pure di questo anno dall'inconfondibile colorito marrone!?

Dopotutto abbiamo riscoperto i nostri valori più alti sul finir dell'anno: colesterolo, trigliceridi, glicemia... Cos'altro ci resta?


E' tempo di bilanci, questo.

Si comincia col pensare a quanto si è fatto e a quanto si sarebbe potuto fare; a come lo si è fatto e a come lo si sarebbe potuto fare.

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E si finisce col provare rimpianti e rimorsi. Come se si potesse cambiare qualcosa del proprio passato...

Ogni posto ha la propria usanza per purificare il passato e ingraziarsi il futuro. In Emilia-Romagna bruciano il Vecchione; in Campania e nel Lazio gettano la roba vecchia dalle finestre; ovunque si mangian zampone e lenticchie, s'indossano rosse mutande, s'inaugura lo streniarum commercium (scambio di strenne), etc, etc. 

Annosa usanza che ha preso piede (e mani!) in ogni parte d'Italia è poi quella dei botti da infilare ovunque. Simpatica. Divertentissima. Apprezzatissima da tutti: cani inclusi.

Costose esplosioni di varia portata ad indicare un anno che se ne va tra i botti (e le botti: anche al femminile, dato il bevuto...); e quello che arriva col botto, rumoroso augurio di prosperità.

Se tutte queste pur rispettabili tradizioni han portato più sfiga che benessere negli anni, non sarebbe il caso di darci un bel taglio deciso e netto?! Così, per provare... Hai visto mai...

P.s. E se invece dei botti si puntasse invece tutti allegramente ad una più prosaica bottarella?

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
- GIANNI RODARI




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