Golfo Aranci: una perla nel Mediterraneo.

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fondali di Golfo Aranci

Golfo Aranci è uno di quei posti che non si può non visitare almeno una volta nella vita!

Il clima mite.

L'odore della natura.

Il mare azzurro con sfumature smeraldo.

Le spiagge di sabbia bianchissima e finissima. 

La brezza che talvolta muta in vento, abile produttore dei tafoni, sculture naturali che dipingono quell'indimenticabile paesaggio rendendolo vivo.

La particolare morfologia (definita da un curvo lembo di terra che funge da raccordo tra due promontori) consente di godere delle spiagge sempre e comunque, a dispetto del forte vento che pure può spirare.

La gente cordiale, ospite perfetta di una terra meravigliosa.

Ma non a tutti è dato di conoscerla: edio come testimonial conto ANCORA molto poco...



L'ultimo sindaco del paese, Giuseppe Fasolino,  sta dedicandosi molto a questo aspetto di comunicazione con buon profitto: in un periodo di crisi globale, sta mettendo su molte iniziative finalizzate a pubblicizzare quanto creato dal Padreterno. Può apparire banale ai più, ma è paradossalmente difficile vendere una bellezza del genere: si rischia di non essere credibili quando se ne parla!

Detto questo, risulta ovvia la creazione di un concorso fotografico dal nome evocativo: 'in&out'. Quale veicolo migliore di foto sottomarine ed in esterna per promuovere al meglio Golfo Aranci?

In ogni caso resta sempre valido il vecchio adagio 'provare per credere'!

Ma Golfo Aranci è per me anche altro. 


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Sono i ricordi dell'età più tenera, quella legata alle prime cadute dalla bicicletta, ai primi calci al pallone, ai primi tuffi nel mare, alla chiave lasciata serenamente nella toppa del portone di casa, alla prima comunione, al primo approccio alla pesca, ai primi amori... Ricordi di Zico e Bergomi... E poi, dopo 10 anni...

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mare di Golfo Aranci
... 'Addio, mari posati tra i golfi, ed affossati dal cielo; onde inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno dell'aspetto dei suoi familiari; arbusti scossi dal vento, dei quali distingue il fruscio come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sullo sfondo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è triste il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Quanto è triste chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, lascia quei mari per avviarsi alla ricerca di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a definire un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa ormai straniera nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo! Addio, chiesa di dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore! Addio, campo sportivo, teatro ineguagliabile di tante partite! Addio, strade e viuzze per le quali le membra si formarono! Addio, porto di mare che felice accogliesti l'animo e il corpo miei, anni addietro e che ora piangente li lasci! Addio! Di tal genere, se non tali appunto, erano i miei pensieri mentre la nave, lentamente, andava allontanandosi dall'isola (non avrà la forza espressiva di Willy, ma pure il buon Manzoni, a piccole dosi, può dire la sua nel campo dell'ispirazione!..).' S.B.


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n.b. ringrazio sentitamente David Salvatori per le splendide foto (oggetto dell'ennesimo primo premio, n.d.a.) che poeticamente hanno reso vivi i ricordi del tempo che fu.










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