Capitan Harlock


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Dato che gli sceneggiatori col cervello sono venuti meno insieme a Billy Wilder ed Henry Miller, negli ultimi anni il cinema ha cominciato a saccheggiare i fumetti dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, spingendosi addirittura al di là delle mitiche Colonne d'Ercole.

E via con la DC Comics ed i vari Superman, Batman, Lanterna Verde; e la Marvel a rispondere con i suoi X-Men, Iron Man, Thor, Hulk, Spider Man. E questo per quanto riguarda il solo Occidente.

A Oriente si campa da sempre coi manga. E non è uno scioglilingua. 

I Giapponesi sono più ingenui degli Occidentali, però. Non hanno mai dato i natali a qualcosa di assimilabile a Billy Wilder: la loro vetta evolutiva narrativa l'han toccata con Godzilla! Partivano avvantaggiati, dunque.

E' poi venuto il tempo cinematografico per Aeon Flux, Dragon Ball, Kyashan e Pacific Rim






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Capitan Harlogk
Oggi è il turno di Capitan Harlock.

La storia è quella del manga, in effetti. Ed è proprio il romanticismo dei tempi che furono a condurci per mano in una sala cinematografica affollata di persone col tuo stesso pathos, dando per scontato che il motore di questa azione non sia l'occupazione dell'ultima fila come si faceva a 14 anni!

La trama prevede qualche colpo di scena che può cogliere impreparato solo chi non ha visto la serie di cartoni animati in tv. O chi è ormai affetto da alzheimer. Sicuramente anche lo spettatore sano faticherà a ritrovare la atmosfere dell'originale di Leiji Matsumoto.

In un futuro prossimo al 3000 d.c., nel quale i terrestri han dovuto colonizzare l'universo data l'impossibilità di permanere su una Terra divenuta troppo piccola per loro (troppo piccolina), è rimasto qualche drappello di uomini che vive con la strenua volontà di far rientro nel pianeta natio ormai ostaggio di un'oligarchia denominata Gaia.

Il film vive sul culto della mitologica lotta fratricida tra Caino e Abele: i due fratelli Ezra e Logan, i fratelli terrestri contro i coloni... Lotte fratricide a go-go, insomma.

Data l'ingenuità di cui sopra, è evidente che ricercare raffinatezze stilistiche nella sceneggiatura è... Ingenuo.

Ci si potrà trastullare con gli innumerevoli dialoghi tecnici incentrati su teorie fisiche non ancora provate dalla scienza moderna, certo (su tutto si pensi alla materia oscura, dark matter).

Si potrà anche tentare di restare avvinti dall'intensità interpretativa dei protagonisti, ma sarà arduo: la tecnica del Facial Motion Capture applicata a volti di giapponesi in penombra che non credo abbiano mai frequentato scuole di recitazione, è essenzialmente sprecata.
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Arcadia Harlock

La visione di questo film è pertanto severamente vietata nella versione 2D: se non si apprezzano manco i notevoli progressi fatti dalla tecnica video in 3D, resta oggettivamente assai poco. 

Cosa!? Beh... I fantastici abbordaggi da una nave all'altra, le lotte nello spazio, la mitica Arcadia (novella Nautilus del fu Capitano Nemo!) col teschio come polena che fluttua nella modalità salto in skip. Null'altro. Eccezion fatta per il romanticismo che ci ha spinto in sala.


"Un istante ripetuto nel tempo è eternità"
è frase che si ripete nel film.