40 anni, vergine.


darospoaprincipe40 anni è un'età difficileÈ comunque tempo di bilanci.

Se si è sposati e con figli è tempo di crisi: avrò fatto la cosa giusta? Dopotutto... ''La collega è intrigante assai''... ''Il padre di Giorgetto ammicca sempre''... Manca qualcosa per sentirsi felici, ecco.

Se si è divorziati, nulla quaestio: hai sbagliato qualcosa! La crisi è sotto gli occhi di tutti... A dispetto di quanto bene tu riesca a ricostruirtela, una vita.

Se si è ancora single... Beh... È oggettivo: dov'è l'inghippo? E in questo terzo caso si sviluppano pure considerazioni di genere. 

L'orologio biologico fa tic, tac... Non tutte le donne fanno la fine di Lola Ponce, due volte madre a 32 anni!


darospoaprincipe
Le donne sole, infatti, imputano la propria condizione agli uomini 'peter pan', alla sfiga, al destino cinico e baro che brutalmente si è accanito contro di loro, esseri perfetti incompresi dall'universo e da Dio. Mai al proprio 'carrierismo'.

Al Sud ci si aggiunge pure 'a famigghia a colpevolizzarle, povere fanciulle!

Un uomo solo a 40 anni e senza manco un divorzio alle spalle è visto palesemente come un 'errore di sistema'. 

L'uomo, invece, vive mediamente la propria solitaria condizione come un semplice dato di fatto: è capitato. Punto.

Un Uomo di 40 anni non ritiene che le donne siano 'tutte puttane': sa bene che sono pensieri degni di un quindicenne; sa bene che le generalizzazioni andavano bene quando ancora credeva che le finestre delle camerette dovessero restare aperte.

Poi si cresce.

E si perde la capacità di sognare.

darospoaprincipeJudd Apatow scrive e dirige un film che mette un po' alla berlina il 40enne single che si scopre essere ancora vergine. Steve Carrell dona spessore a un personaggio altrimenti già sviscerato banalmente in molteplici commediole.

Si tratta appunto della storia di Andy Stitzer, un 40enne del 21° secolo con il problema principe che attanagliava gli adolescenti negli anni 80: dare corpo ai sogni.

È la storia che ci pone davanti a noi stessi e all'evoluzione che ha colpito la nostra generazione: si ride amaramente riflettendo su questo punto.

Le paure che nel dopoguerra venivano superate a 11 anni, negli anni 70 a 18. negli anni 80 a 25, oggi si superano con una certa fatica a 40. Viviamo più a lungo, certo, ma sembra quasi che non riusciamo a far tesoro del tempo in più che ci è stato donato dal progresso tecnico-scientifico. Cui prodest?

La commedia si dipana nella classica rete di equivoci fino al lieto fine: la rete (il web) tutti ci aiuta a trovare una nostra dimensione nel reale.

Ma la vita, purtroppo, viene spesso scritta da sceneggiatori meno ottimisti, che tutti ci lasciano in balia di angosce e paure.


-----------------
"Ma hai quarant'anni..."
"Oggi è come averne venti!"