BITCOIN



darospoaprincipeIl potere delle banche è diventato pressoché assoluto: ben superiore a quello politico.

Ormai i politici sono definiti dal sistema finanziario, non più dagli elettori. 

E allora, come combattere i complotti plutocratici che ci hanno condotto alla povertà contemporanea e generalizzata?

Il baratto è il primo sistema che può venire alla mente.

É realizzabile in modo diffuso? Che percentuale del pianeta è disposta a tornare indietro?



I fumetti vanno forte: il loro uso a mo' di icona di riferimento è evidentemente ipotesi da non sottovalutare.

Oggi al mondo esistono diversi sistemi di valuta complementare. Alcuni di essi si basano sul tempo (attribuendo un valore alle ore lavoro dei partecipanti al circuito), altri funzionano come sistemi di credito reciproco, altri sono “coperti” da un riferimento esterno (un bene o un servizio). 

Questi sistemi sono nati per diverse ragioni, soprattutto basate sulla cooperazione e sulla solidarietà. In Italia esistono diversi progetti attivi come lo Scec, Ecoroma, Promessa di Pisa, Palanca di Genova, e l'EuroSic

Un sistema che si sta diffondendo a livello mondiale è lo scambio di merci in compensazione con il quale le imprese che aderiscono a un circuito specializzato acquistano beni o servizi assumendo un debito che compensano successivamente con la vendita di beni e servizi propri: è il cosiddetto barter, chiamato anche barter trading o corporate barter.

Si possono considerare valute complementari anche, ad esempio, le miglia accumulate dai viaggiatori aerei, i punti dei supermercati o delle stazioni di servizio, i buoni pasto, i punti raccolti con le ricariche telefoniche, ecc, ecc.

Ma esiste anche un'altra soluzione, probabilmente la più sofisticata ed invisa al sistema bancario.

darospoaprincipeGià nel 1998 Wei Dai ideò la cryptocurrency, una moneta virtuale libera, slegata dalle fluttuazioni telecomandate dalla plutocrazia internazionale.

Fu la base su cui nel 2009 Satoshi Nakamoto (nickname di un ignoto hacker) sviluppò il Bitcoin (simbolo: ฿; codice: BTC o XBT), una moneta elettronica frutto di un'idea dello stesso autore presentata su Internet a fine 2008. 

Il nome Bitcoin definisce il software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. Convenzionalmente, il termine Bitcoin maiuscolo si riferisce alla tecnologia ed alla rete mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, bitcoin non dipende da un dittatoriale ente centrale: esso utilizza un socialista database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione di proprietà dei bitcoin. Un sistema perfetto e giusto, non soggetto all'umana avidità. 

La democratica matematica a definirne la storia. Le transazioni sono tutte pubbliche e visualizzabili sul database: vengono effettuate come mero passaggio di proprietà della valuta. Il numero totale di bitcoin tende asintoticamente al limite di 21 milioni, il che rende fattivamente impossibile l'inflazione.

darospoaprincipeIl fastidio che genera una simile moneta virtuale nel panorama mondiale cristallizzato è riscontrabile anche dall'ostracismo portato avanti da Apple, la più organica al sistema tra tutte le Company. Per la transazione peer to peer è infatti necessario avere sul proprio device un programma-portafoglio ad hoc. Apple ha di fatto cancellato le apps che i vari utenti avevano pure manifestato di apprezzare.

Ma l'occasione fa l'uomo ladro, no?

É di questi giorni il crollo di un sogno che aveva troppi nemici: Mt. Gox, la principale piattaforma al mondo per lo scambio di bitcoin, si è dileguata nel nulla, e con lei il suo fondatore Mark Karpeles, e i 744 mila "soldi" depositati: il 6% di tutti quelli in circolazione. Numeri che al cambio degli ultimi giorni si traducono in 100 milioni di dollari, reali.

Così come sono reali gli investitori che stanno dando la caccia a Karpeles.

É però vero che la società era stata spesso accusata dalla concorrenza di scarsa attenzione per la sicurezza e che il valore dei bitcoin nelle ultime settimane era già crollato a causa degli interventi delle autorità di numerosi Paesi volti a porre limiti al mercato in oggetto; su tutti l'arresto per riciclaggio, avvenuto il mese scorso, degli statunitensi Charlie Shrem e Robert Faiella, considerati tra i 'guru' della comunità legata alla moneta elettronica.

Dal 7 febbraio, la data nella quale Mt. Gox sospese i prelievi, il valore dei bitcoin scambiati sulla piattaforma era già sceso dell'83,7%, da 828 a 135 dollari. Nelle stesse due settimane, il bitcoin scambiato sulla rivale Bitstamp si era deprezzato del 40%.

Resisteranno le concorrenti Litecoin, PPcoin, Namecoin, Feathercoin, Novacoin, Primecoin e Terracoin? Si svaluteranno? Raccoglieranno il malcontento generalizzato apprezzandosi?

O è forse giunta la fine di questo sogno incentrato sugli ideali politici di coloro che credono nel diritto fondamentale dell’individuo di essere libero, come WikiLeaks, Anonymous, Linux e Wikipedia?



«Ho avviato il movimento del software libero per rimpiazzare con software libero rispettoso della libertà, il software non libero che controlla l'utente. Con il software libero, possiamo almeno avere il controllo su quel che il software fa nei nostri computer.» Richard Matthew Stallman