Ricercatori ricercati.


darospoaprincipeLa realtà, diciamocelo, è quello che è. 

Il numero delle partite iva è collassato di 400.000 unità negli ultimi 5 anni.

D'altra parte il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego rinnovato con la nuova 'Legge di stabilità 2014' preclude fattivamente l'accesso al mondo del lavoro anche attraverso questa via.

Se aggiungiamo che il governo italiano sta costantemente svendendo all'estero importanti asset da anni e che, un po' come la Fiat, molte aziende si stanno trasferendo all'estero per evitare l'infernale burocrazia e l'asfaltante tassazione, ne consegue che... Oh, cacchio! Dove trovare lavoro?

Sortite geniali come quelle del rampollo di casa Agnelli, poi, non danno certo un grossissimo contributo alla discussione sull'argomento.

Che fare, dunque?



darospoaprincipeCercare svago fuori dalla realtà, intanto.

Una delle più recenti opportunità m'è stata offerta dal film 'Smetto quando Voglio', carino e divertente: un bell'esempio di commedia all'italiana con un buon cast di attori ed una rigida Valeria Solarino, perfettamente calata nel personaggio.

È la storia di un gruppo di talentuosi ricercatori universitari nostrani che si arrabattano nel quotidiano: ricercatori che hanno desistito dal continuare a tentare la carriera accademica e si sono dedicati al lavoro, quello disponibile su piazza.

La disperazione conduce laddove la mente mai ti avrebbe portato.

C'è chi aiuta il bengalese che ha rilevato la pompa di benzina (due latinisti, vincitori di un certamen propertianum); chi è stato assunto come lavapiatti in un ristorante cinese (un dottore cum laude in biologia molecolare); chi è finito da disoccupato a cercar lavoro anche dallo sfasciacarrozze (un antropologo con pubblicazioni tradotte in 50 Paesi); etc, etc.

Ora non so se gioire di più per il realistico messaggio di cui il film si fa portavoce (i 'choosy' sono solo l'invenzione di un mediocre ministro di questa bistrattata Repubblica), o per il fatto che il governo, tramite Rai e Ministero dei Beni Culturali, si faccia promotore di una critica alle politiche del lavoro attuate in questo Stato, sovvenzionando anche opere meritorie come questa di Sidney Sibilia.

L'ironia dei nostri governanti è notevole: questo è fuor di dubbio! Anche dove involontaria.

darospoaprincipeL'ultimo mirabile esempio è dato dall'assunzione di Marianna Madia al ruolo di Ministro della Semplificazione.

Non è divertente tanto il fatto che nel suo c.v. non figurino altro che spinte date dalla sua vicinanza politica con Veltroni e da quella affettiva col figlio di Re Giorgio: no! L'aspetto più esilarante di questa nomina è senz'altro che la signora in questione sia all'ottavo mese di gravidanza.

Questo è ciò che fa riderissimo! In un Paese in cui non si trova lavoro e uno dei prerequisiti per l'assunzione di donne risiede proprio nel loro impegno a non voler diventar madri per non gravare (?!) sul bilancio aziendale vessato già dalle infinite tasse, ecco, in un Paese siffatto, la scelta ricade su un soggetto che nessuno assumerebbe.

La signora Madia è la personificazione della semplicità della vita: chi più tagliata di lei ad occupare quello scranno?

Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. - Joseph Conrad

Commenti

  1. Credo che Marianna Madia sarebbe stata scelta comunque per quel ruolo. E non sarebbe stata comunque la persona giusta, gestante o no. Tempo fa è stato realizzato un bel reportage da Elisabetta Ambrosi su ciò che le donne nascondono per essere assunte, dalle relazioni affettive ai titoli di studio. Ridotte a macelleria per il miglior offerente, come sempre. Bisogna vergognarsi di aver studiato, di essere madri, di voler costruire una famiglia. Si vive con l'incubo di rimanere incinte anche quando lo si vorrebbe con tutto il cuore. Noi POSSIAMO fare tutto, famiglia e lavoro, ma questo fa paura a qualcuno che decide, volens nolens, di relegarci ancora ad angeli del focolare (un focolare immaginario dato che la maggior parte di noi non ha un soldo che sbatta contro l'altro). Non è normale decidere le tappe della propria vita in base a contratti che, magari, non verranno rinnovati o a scelte politiche malsane. La vita non è una continua campagna elettorale ansiogena, dovrebbe essere un percorso, per lo più bello. Quando diventa un campo minato possiamo decidere di arrenderci o di saltare gli ostacoli al meglio delle nostre possibilità. Con forza e fierezza, avendo bene a mente che in una battaglia i forti solitamente sono i primi che cadono. Sopravvivono gli arguti e i pavidi. Decidiamo chi vogliamo essere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una società civile fornisce servizi per consentire alle donne di POTER fare tutto.
      Invece di bruciare i reggiseni in piazza, sarebbe stato molto più performante costruire le basi di un libero accesso al mondo del lavoro.
      Oggi paghiamo i danni fatti dagli 'eroi' di ieri. E dalle 'eroine'.

      Elimina
  2. (Ma su che fuso orario siamo su questo blog? ^_^)

    RispondiElimina

Posta un commento

Arricchiscimi esprimendo il tuo pensiero.