Gigolò per caso.


La crisi morde.
colletti bianchi
moderni colletti bianchi

La vita frena.

La gioia passa lontano.

Il lavoro, lentamente, muore...

Nel 2008 si lavorava di più per guadagnare di più.
Nel 2009 si lavorava di più per guadagnare.
Nel 2010 si lavorava di più.
Nel 2011 si lavorava.
Nel 2012... Sì...
Nel 2013 si cercava lavoro.
Nel 2014... Che fare?



Dopo la fantasia propria del pianeta Marvel, la coscienza mi ha spinto a tornare coi piedi per terra. Si può semplificare dicendo che la coscienza mi ha atterrato...

gigolò per caso
Jhon Turturro mi è sempre piaciuto, fin dalla sua apparizione nel mitico film Vivere e morire a Los Angeles, passando poi per le sue collaborazioni con Spike Lee, ed arrivando quindi alla sua partecipazione nella chiassosa saga di Transformers.

La sua aria ironica e disincantata ha sempre caratterizzato magnificamente i personaggi interpretati.

Nel film Gigolò per caso, da lui scritto, diretto e interpretato, si analizza indirettamente quel fenomeno che in Italia è stato simpaticamente tradotto sotto il nome di esodati, soggetti over 50 che, una volta perso il lavoro, accusano oggettivamente difficoltà a ricollocarsi.

Le spensierate certezze del passato sono state accuratamente dissolte dal governo mondiale. Ed ora?

Non è un giallo: il titolo anticipa già la soluzione. 

Paradossalmente viene fuori che non solo io riconosco un certo fascino a mr. Turturro - Fioravanti

gigolò per caso?
Per una strana serie di vicende fortuitamente concatenate, si ritrova infatti ad essere concupito e profumatamente retribuito da una sempre affascinante Sharon Stone e da una discreta Sofia Vergara.

Quale maschio non si ricollocherebbe a queste amorali condizioni?!

Due gnocche simili, per di più molto ricche, ti pagano sontuosamente per provare l'ebbrezza delle gioie del sesso... A questo punto comincio fortemente a dubitare di essere uscito dal fantasmagorico mondo della Marvel!

Allen è stanco: nella sua rappresentazione dell'ebreo portato per gli affari risulta la macchietta di se stesso.

La presa in giro dell'integralismo ebraico è smussata dal malinconico finale del film che eviterò accuratamente di definire qui per evitare lo spoiler.

Ma, in definitiva... Il prezzo del biglietto ce la facciamo a giustificarlo, o no?

Se ci si accontenta delle ancora magnifiche gambe della Stone - d.ssa Parker, dell'aria svagata di Turturro, di qualche battuta ironica e della bella colonna sonora jazz, sì.

Se si cerca un film solido... Direi proprio di no.

Terrò più a bada la coscienza, la prossima volta!

'Tu porti la magia nella solitudine', dice la d.ssa Parker a Fioravanti


Commenti

  1. Dopo la fantasia propria del pianeta Marvel, la coscienza mi ha spinto a tornare coi piedi per terra.

    Capita anche a me !

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'importante è riprendersi in tempo! ;-)

      Elimina
    2. Massì ...
      che la Realtà materiale è così solida, che ...

      Elimina
  2. Beh ...
    con due gnocche così, il prezzo del biglietto è giustificato !

    *_____*

    Sì ...
    John Turturro è bravo, e m'è sempre piaciuto : è figlio di un carpentiere italo-americano ( vedi ''Mac'' ) → sa cos'è la vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mmhhh... Non ne sono pienamente convinto: sceglierei altro tipo di film!

      Elimina

Posta un commento

Arricchiscimi esprimendo il tuo pensiero.