Un salto a Narni

Narni

Dover uscire dalla corrotta Capitale nel giorno del suo 2.767esimo compleanno per poter riscoprire il senso di appartenenza ad un qualcosa di superiore, è un buon segno?

Con un gruppo di amici si decide di passare la giornata a Narni, ridente paesino medievale dell'entroterra (?) umbro noto ai più per la relativa fermata della stazione: Narni Scalo.

Agli acculturati richiamerà senz'altro alla mente le Cronache di Narnia, di C. S. Lewis.



Narni sotterranea: chiesetta

Noi ci siam mossi alla volta dell'antica Nequinum per visitarne la mirabolante parte sotterranea.

La vita è fatta di magici incastri: il ritardo di un componente della comitiva ci fa slittare alla visita successiva.

Ed è proprio grazie a questo intoppo che ci ritroviamo davanti Roberto, appassionato archeologo che, con incredibile entusiasmo, ci racconta della sua scoperta, avvenuta casualmente anni addietro mentre 'giocava' al piccolo speleologo con un amico.

La passione... La passione come unico motore del miglioramento.




Narni sotterranea: torture
Narni sotterranea: cella


Ci descrive con gli occhi pieni d'emozione le modalità di ritrovamento e di scavo effettuate negli anni per riportare alla luce l'antica chiesetta denominata all'origine S. Maria della Rupe, da cui si passa attraverso un corridoio nella cosiddetta Stanza dei Tormenti, adiacente ad una cella piena di iscrizioni a carattere alchemico massonico.




ladri di futuro
25 aprile: ladri di futuro
Al termine di questa bella giornata culturale, mi soffermo pensieroso su alcune delle riflessioni maturate.

In primis sulla domanda iniziale: ritrovare un minimo di spirito di appartenenza grazie alla mirabile Storia ascoltata in quel di Narni ha del paradossale. Eppure...

Il rientro nella corrotta Capitale mi ha portato a confrontarmi con la sporcizia lungo le strade.

Con le scritte di adolescenti cerebrolesi sui muri.

Col rumore diffuso e il traffico scriteriato.

E poi, nello sconforto, il pensiero si allarga: Roma è solo lo specchio del Paese tutto; Narni una delle piccole eccezioni. 

E' vero: oggi in Italia i diritti sociali, il lavoro e la pensione sono diventati una vera e propria chimera.

Imprenditori e disoccupati si suicidano nel quotidiano in preda ad una profonda disperazione, mentre in giro per l’Italia parlamentari, consiglieri e amministratori vari rubano impunemente milioni di euro senza che nulla accada: sanno benissimo che al più finiranno 3 mesi in un convento per poter poi godersi liberamente il frutto delle malversazioni nel prosieguo della vita.
sani principi
convivenza civile

E allora... 25 Aprile, festa della liberazione. Ma da che?

L'unica libertà conquistata è quella dalla grammatica italiana, sempre più offesa e vilipesa dai nostri laureati che arrivano a scrivere con sempre maggior frequenza 'qual è' con l'apostrofo!

Siamo un popolo incatenato alla propria passività, incapace di qualunque forma di reazione!

A distanza di 69 anni, discutiamo ancora con foga di Fascismo e di antifascismo: s'è mai costruito qualcosa di solido sulla negazione di qualcos'altro? Dov'è lo spirito propositivo?

Chi non sa accettare il proprio passato, non riuscirà mai a vivere serenamente il proprio presente.

Il 25 aprile è di sicuro il compleanno di Guglielmo Marconi. 

E pure S. Marco.

Se riuscissimo a recuperare anche solo un po' del vecchio spirito di appartenenza, ci rimboccheremmo tutti le maniche e pure noi riusciremmo a riportare alla luce i tesori di questo bistrattato Paese. Proprio come hanno fatto gli encomiabili volontari di Narni: un esempio per noi tutti.


Il 25 aprile è la Festa della Liberazione d’Italia: un italiano veramente libero è colui che vive, lavora e ama la propria terra. Lo Stato in nessun modo dovrebbe ostacolare questa sua sacrosanta libertà. Siamo sicuri che questo accada? - Stephen Littleword




Commenti

  1. Purtroppo le tue riflessioni sono vere. E siamo OLTRE : come in un racconto fantastico poggiamo i piedi non sulla terra ma sull'aria, ma quel che è peggio, è che la comunità E la maggioranza dei singoli non ha una idea di cosa costruire verso il futuro.

    Davvero affascinante, Narni.

    RispondiElimina
  2. * intendiamoci : non ritengo come necessariamente negativa la perdita delle radici, ovvero lo staccarsi dalle radici, quanto non avere costruito una propria consistenza atta ad attraversare gli universi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza il concetto di radici, non puoi costruirti un'identità.
      E se non sai chi sei, come fai a presentarti al tuo prossimo?

      Elimina

Posta un commento

Arricchiscimi esprimendo il tuo pensiero.