Brick Mansions - (Paul Walker r.i.p.)

new Statue of Liberty
nuova statua della libertà

Gli Ammericani sono la popolazione più giovane del pianeta.

Tanto che battono ancora i piedi per terra quando fanno i capricci!

Il loro legame coi francesi è cosa nota: il loro simbolo (sempre più ironico visti gli sviluppi di politica estera degli ultimi dieci lustri!), la Statua della Libertà, non è altro che un dono dei Francesi agli U.s.a. per commemorare l'ottenuta Indipendenza.

Questo film può dunque essere visto come un tentativo statunitense di rendere il favore ai francesi?

Se così fosse, ci sarebbero gli estremi per un incidente diplomatico!

Il film da cui è tratto era il ben riuscito Banlieue 13 prodotto da Luc Besson e diretto da Pierre Morel nel 2004.

La situazione incandescente delle banlieues parigine aveva dato una solida base d'appoggio alla storia.

David Belle, l'ideatore del parkour, in possesso di una discreta espressività, garantiva da interprete principale un alto tasso di spettacolarità al film tutto. 

Il suo partner era Cyril Raffaelli, esperto di arti marziali e considerato uno dei migliori stuntman del 21° secolo.

La sceneggiatura di Luc Besson era armonicamente ancorata allo sviluppo della storia.

In sintesi, come da premessa, Banlieu 13 risulta ancora oggi un film gradevole.



La domanda prima dello spettatore che ha visto ambo le opere è: perché rifarlo?!

brick mansions
parkour
Per soldi, evidentemente. Razionalmente non si riesce proprio ad argomentare in modo diverso una simile presa di posizione.

Gli Ammericani spostano l'azione a Detroit ma s'imbattono subito nella prima difficoltà: il più sveglio della troupe fa subito notare che mancano le banlieues. E mo?

Dopo aver ingerito qualche lassativo, ecco l'idea che spacca: nel 2018 le banlieues ci saranno anche a Detroit! Applausi di tutti per l'innovativa trovata (Robocop dice nulla!?) e si procede.

La scelta di David Belle è pressoché ovvia. Certo... I 10 anni in più si vedono abbastanza quando salta da un palazzo all'altro, ma fa ancora al sua porca figura.

Il ruolo del collega, però, gli sciovinisti Ammericani vogliono offrirlo ad uno di loro. 

Paul Walker (12/09/73 - 30/11/13)
Solita dose di Guttalax ed ecco il responso: Paul Walker, il mirabolante interprete della serie Fast & Furious, alla sua ultima interpretazione prima della precoce dipartita.

A me era piaciuto assai nel ruolo di Brien O'Conner: scanzonato, figo, abilissimo pilota dalla battuta sempre pronta. Cosa c'entra in questo rifacimento?

Nulla, in effetti. Lo sceneggiatore ha dunque il compito di correggere la sceneggiatura per inserire un interprete che di arti marziali e parkour è evidentemente digiuno. 

Guttalax... Correggere... Lo sceneggiatore è in bagno: il ruolo che fu ritagliato su Cyril (pelato, tracagnotto e agile come un furetto) resta identico ma assume il volto del povero Paul Walker (alto, bello, biondo e con gli occhi azzurri!).

L'unica concessione alle doti del nuovo interprete è un inseguimento architettato in un'area chiusa, assolutamente privo di senso. I frutti del Guttalax continuano a palesarsi anche al di fuori del bagno.

Ecco poi la vetta di arguzia raggiunta dallo sceneggiatore: sostituiamo i magrebini dell'originale banlieue con dei negri, e manteniamo i politici interpretati da bianchi. I diversamente bianchi vengono dipinti per tutto il film come 'cattivi'; i bianchi, invece, son dipinti come guide responsabili. 

Il fantasmagorico colpo di scena finale è che... No: non ve lo rivelerò!

Li ho buttati io i soldi del biglietto per scoprirlo, lo farete anche voi se vorrete conoscerne l'avvincente epilogo. Un epilogo a tinte forti, direi. 

Marroni.


L'escremento, finché è nel corpo, è accettato: non è separato dall'unità del microcosmo; isolato spaventa e ripugna, per l'odore di anima denudata e anonima che esala. Guido Ceronetti