Andy Wharol è a Roma fino al 28 Settembre



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arte e comprensione
Il povero e il ricco bevono la stessa Coca Cola: non c'è denaro che possa garantire una Coca Cola diversa.

Esiste una verità più semplice e più sconvolgente allo stesso tempo?

L'accessibilità al bello è stato uno dei crucci di Andy Wharol: il bello non può essere appannaggio dei soli ricchi ma dev'essere appunto pop (le 30 ripetizioni della Monnalisa in un quadro ne son facile riprova teoretica).

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masse e conformismo
Siamo tutti uguali davanti all'arte: una sorta di approccio egualitario, parallelo a quello attuato da Mao Ze Dong nella cosiddetta società civile. Caratterizzato però dalla libertà di scelta del singolo.

Elvis, Marilyn e Mao nutrono la stessa fama del celebre barattolo di zuppa Campbell. E in pari modo, sostanzialmente, vengono percepiti dalla massa.

Andy Wharol era comunista? Verosimilmente era solo un acuto osservatore del quotidiano, un genio visionario in grado di anticipare i tempi e di segnare l'arte come a pochi altri è riuscito nel panorama mondiale.



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dollaro di Wharol

Questo artista del 1928 fondò una sorta di comune pop, un casa d'appuntamenti per geni in libera uscita; un posto in cui tutti i personaggi cool del tempo potevano trovare agognata dimora: la mitologica Factory, una realtà che in breve tempo finì coll'imporsi nel panorama culturale newyorkese.

La sua analisi della realtà si fece sempre più acuta con lo scorrere degli anni, fino a quando non rimase vittima dell'attentato. Tutti subivano il suo fascino. Valerie Solanas provò col suo gesto a rompere questa magia.

La realtà... Wharol girò interi film con la camera fissa. 'Non sono i film ad essere irreali, è la vita ad esserlo: i film si limitano solo a fissare emozioni che la vita non riesce a catturare'.

Come già Eraclito prima di lui, si sofferma nell'ultima parte della sua esistenza a cogliere il mutamento del reale nello scorrere del tempo. Ed ecco prender corpo il ciclo delle ossidazioni.

La bellezza è ovunque: basta saperla cogliere.


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Gesù pop
'Noto sempre i fiori', diceva, ed era anche una sensibile dedica alla madre che per un periodo di tempo si guadagnò da vivere proprio confezionando fiori: Andy non era poi così superficiale come pure lui stesso amava definirsi.

Era dotato di una sua propria spiritualità, di un suo particolare ed intimo rapporto con la psiche sua e di tutti quelli che frequentava. La sua passione per la psiche umana, riscontrabile nell'intrinseco significato di ogni suo lavoro, lo portò ad affrontare anche le mitiche macchie di Rorschach, ormai sempre più diffuse e conosciute dalla gente comune.

Ne comprese erroneamente la natura, però: lui era convinto che fossero opere dei pazienti interpretate poi dai rispettivi medici e nonanche delle macchie in cui ciascuno poteva vedere ciò che più smuoveva il proprio animo.

Dopo una vita vissuta al massimo, circondato dal massimo del tempo, venne meno davanti ad un'operazione di piccola entità andata male, quattro giorni dopo il mio 14esimo compleanno. 

Anche qui: il suo pensiero aveva generato genialmente questa sua ultima realtà. Morire è l'azione più imbarazzante, diceva: costringi gli altri ad occuparsi di te contro la tua volontà.

Chi sono io? Sono quello che appare dalle mie opere, semplicemente, superficialmente.

E' questo il pensiero di qualunque artista.

E' questa la cifra di Andy Wharol.


p.s. un grazie sentito alla Brant Foundation che ha permesso tutto questo



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