La Recensione: Da Rospo a Principe

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Il primo elemento che cattura la nostra attenzione accostandoci a un libro è la copertina.

Scarna, essenziale, estrosa, ornata... Comunque sia stata concepita, la copertina è il primo spot pubblicitario, la veste che conferisce al libro il primo attestato di unicità nell'universo della carta stampata.

Questo libro, come si vede, ha una copertina sobria ma carica di messaggi in codice.

Intanto si fregia di un titolo accattivante, 'Da Rospo a Principe', che rimanda subito la mente al noto fenomeno delle metamorfosi con tutte le sue implicazioni letterarie e filosofiche e al mondo più comune delle fiabe ove ognuno di noi ha sognato avventure di fate, streghe, folletti e cavalieri, evocate dalla magica formula 'C'era una volta...'

Il riquadro sottostante, poi, include una scala stilizzata occupata da ombre che di gradino in gradino prendono forma di sagome umane, e attira il pensiero in un campo più ristretto, sospeso tra scienza e fantasia, che riguarda l'evoluzione della specie.

Elementi diversi che preannunciano fin dal primo impatto i cardini su cui ruota e prende corpo il magma di idee e di emozioni stratificato nella memoria dell'Io narrante e portato in superficie con la forza della maieutica della parola attraverso il filtraggio di materie teoriche speculative.


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Pagina dopo pagina, il libro introduce e coinvolge il lettore in una esplorazione dell'Io profondo

L'espediente narrativo del flashback conferisce alone fiabesco alla realtà vissuta, senza però nulla togliere ai temi di scottante attualità trattati (tra i quali: la famiglia, il bullismo, la pedofilia, l'omosessualità).

Ci si rende conto, con lo scorrere delle pagine, di trovarsi davanti a un libro che presenta due differenti livelli di lettura: uno, per l'appunto, incentrato su continui rimandi filosofici, psicologici ed antropologici; l'altro, più immediato e superficiale che offre alla mente piacevoli elementi di evasione quando non anche risate di cuore, grazie alla straordinaria capacità di affabulazione dello scrittore e soprattutto all'ingrediente magico dell'ironia con cui cosparge a piene mani molti segmenti significativi del narrato.

Il contenuto del libro si articola in 15 capitoli, ciascuno dei quali contraddistinto da un titolo quasi criptico (Certezze assolute, Nemesi Nepesina, Poltrone formative; fino al quindicesimo: Dubbi relativi, in perfetta contrapposizione al titolo del primo).

Questa scelta strutturale contribuisce a determinare una sorta di autonomia narrativa dei singoli capitoli, pur rispettando un filo conduttore che funge da collante, rappresentato dallo sviluppo metamorfico dell'io narrante dallo stato di poppante fino alla sua fase adolescenziale.

'Da Rospo a Principe' è un romanzo che non si può riassumere in modo innocuo.

La lettura integrale è in grado di suscitare empatiche condivisioni e divergenti opinioni: il lavoro di Stefano Borzumato risulta interessante per la mescolanza di verità e fantasia, istruttivo per la trasmissione di esperienza alle nuove generazioni. Condividere passaggi delicati come quelli adolescenziali fa capire come questi siano molto più comuni di quanto ciascuno sia portato a credere chiudendosi nella propria sofferenza. 

Gli artifici linguistici e le trovate narrative rendono questo scritto affatto scontato dalla prima all'ultima pagina.

É un libro nuovo nel suo genere sul quale tanto si potrebbe ancora dire, ma che ciascuno può scoprire fino in fondo solo affrontandone la lettura diretta.

                                                                                                  - prof.ssa Domenica Gurnari

        “Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui.” - ARTHUR SCHOPENHAUER

p.s. Direi che sono salvo!