Sunset Boulevard al Todifestival

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Todifestival

Il Todifestival è uno dei tanti appuntamenti di fine estate presentati nei singoli comuni d'Italia. 

La differenza rispetto agli altri? 

La splendida cornice che offre la sua Piazza del Popolo ha poche possibilità di essere confrontata con alcunché nel resto del mondo. 

Gli scorci che si possono ammirare girovagando tra le piccole vie racchiuse nelle fortificazioni medievali trovano infinito respiro quando si arriva lungo la cinta muraria: è lì che si ha modo di restare abbacinati dalla meravigliosa vista offerta dalla campagna umbra e dai suoi variegati colori.

E questo rende tutto più facile per un artista a cui è offerta l'opportunità di usarla come sfondo.

Ricordiamo che alcuni anni fa Todi venne definita la città più vivibile del pianeta. 



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Todi, Piazza Del Popolo 
Oggi i tempi sono cambiati. Oggi la crisi morde anche qui: il numero sempre più alto di negozi chiusi in centro ne è evidente segno...

Ma Todi resta comunque bellissima nella sua tipica struttura medievale, armonicamente apprezzabile ancora oggi.

Dieci giorni di spettacoli distribuiti nelle diverse fasce orarie e nelle magnifiche sale dei vari palazzi ben manotenuti possono offrire al pubblico molte emozioni.

Ho avuto il piacere di assistere alla serata conclusiva di questo Festival.

Un musical ambientato su di un palco allestito nella piazza centrale, tra gli storici palazzi del potere: Sunset Boulevard, basato sull'omonimo film di quel genio di Billy Wilder e portato per la prima volta in Italia dopo i successi mietuti in quel di Broadway da Glenn Close.

Piazza del Popolo è paragonabile ad un campo di calcio (105 x 68): il suo lato corto definito dalla Cattedrale è di circa 45 mt., quello lungo definito dal Palazzo del Popolo e dal Palazzo del Capitano, che si sviluppano al di sopra dei classici 'voltoni', è di circa 100 mt.

La logica avrebbe forse richiesto un rialzo per il palco: le file di sedie disposte per il pubblico a copertura dell'intera piazza rendevano, oltre i 30 metri, impossibile seguire la recitazione dei sicuramente preparati interpreti. Se ne poteva apprezzare esclusivamente la buona vocalità grazie all'impianto di amplificazione, ecco.

Ho personalmente poi trovato molto carina l'idea di sfruttare un maxischermo sul quale proiettare i diversi cambi di scenografia: questo sì, visibile pure a 60 mt. Altro artificio che ho trovato apprezzabile è stato quello di disporre dietro al maxischermo, volutamente in controluce, l'orchestra ben diretta dal M° Giovanni Maria Lori.

Complice anche un vento gelido che si faceva via via più sferzante, un terzo del pubblico (quello che occupava il secondo settore) ha abbandonato il romantico campo illuminato dal terso cielo ammantato di stelle durante l'intervallo tra primo e secondo tempo...

Che altro dire? Poteva andare peggio: poteva piovere!

Non si lasciano sole le grandi stelle! È per questo che sono stelle.Norma Desmond

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