Allagamenti e coprifuoco


Allo stadio i Perugini cantavano 'bombe a mano sul Ternano!'

darospoaprincipeInvece il Padreterno getta Bombe d'acqua sul paese. Senza manco essere tifoso.

Poi i vari amministratori eletti democraticamente dal popolo italiano fanno il resto nelle varie città. Genova su tutte.

Ma Roma non poteva essere da meno, pergiuda!: il Genovese Marino, ribattezzato affettuosamente #sottomarinoha pensato di entrare grandiosamente in competizione a latitudini differenti da quelle natali.

Sono ormai due anni che rende Roma una città da bere (ma non come la famosa Milano degli anni '80!). Quest'anno l'ha anche resa set ideale per il remake di 'Io sono Leggenda' sancendo la chiusura delle scuole. Una sorta di coprifuoco. 



Tutto pur di non manutenere strade e tombini. Tutto pur di non rendere la Capitale una città vivibile. 

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E, onore al merito, c'è riuscito anche 'sta volta.

Due giorni di panico e di allagamenti; alberi abbattuti, strade chiuse, gente ferita, voragini spaziali. Porta Pia nuovamente penetrata a distanza di anni...

Come altro può proteggersi il povero Romano che decide di affrontare la propria legittima giornata lavorativa (il lavoro, ricordiamolo, è diritto definito nella nostra Costituzione), evitando di regalare un giorno di ferie?

La tuta qui di fianco è l'unica soluzione, quella più economica, se non altro. Prima di far ricorso a muta e brevetto sub, beninteso. C'è anche quella adatta alle femmine, eh? Varie taglie.

Il faidaté: l'unica feconda salvezza davanti alla passiva sterilità dei nostri politici.

E cominciò a piovere. Dapprima piovve poco, e fu il pediluvio. Poi cominciò a piovere che Dio la mandava e quello fu veramente il diluvio. - Giobbe Covatta