Je so' pazzo! Firmato: Pino Daniele.

Je so' pazzo, je so' pazzo 
e vogl'essere chi vogl'io 
ascite fore d'a casa mia. 

darospoaprincipeVoce di Napoli dal 19/03/1955 (qui). Domiciliato in Maremma. Trasportato a Roma, dove risiedeva da 30 anni. Morto. Il 4/01/2015.

Due ore di macchina con un infarto in corso. E va bene la scaramanzia, ma... 

La camera ardente chiusa presto senza curarsi della gente in fila. E va bene l'essere discreti, ma...

Cinque figli e tre mogli a decidere per lui. Responsabilità penali da accertare? Vedremo... Di certo lui aveva scelto di star lontano da Napoli. Liberamente.

Fin qui il gossipIl resto, però, è Arte.


darospoaprincipe
Il primo ricordo visivo che ho di Pino Daniele è di un guagliuncèllo un po' paffuto che suona una chitarra senza cassa, la Framework nylon string guitar. Son passati 18 anni...

Mi chiedevo per quale motivo avesse fatto quella scelta, lui, chitarrista talentuoso pervaso dal blues (qui): che suono pensava di far uscire da quell'attrezzo? Fortunatamente per me ho evitato di indagare a fondo con i miei amici chitarristi!

La leggenda metropolitana più accreditata ipotizzava la necessità dell'artista di utilizzare uno strumento più leggero da poter suonare agilmente durante i tour (la sua patologia cardiaca era nota già da tempo). E poco importa che suonasse quasi sempre da seduto: il mito si nutre anche di questi racconti.

È stato ottimo chitarrista e grande compositore: 'Napul'è' (qui), tratto dal suo LP d'esordio, è pezzo dettato evidentemente da qualche divinità celeste.

Quando le Radio trasmisero 'Il mare', estratto dal suo secondo album, le reazioni furono piuttosto freddine, in pochi capirono la grandezza dell'artista; ma quando uscì 'Nero a metà' tutti gridarono AL MIRACOLO, padani inclusi (qui).

Il forte sodalizio amicale con Massimo Troisi ha prodotto tre collaborazioni: 'Le vie del signore sono finite' e 'Ricomincio da tre'. Uniti dall'amore per Napoli; uniti dal cinema e dalla musica; uniti dal cuore non forte. E qui mi sovviene Samarcanda di Vecchioni, riassumibile in un poco poetico: quando tocca, non si scappa.

In ricordo dell’amico, come lui tradito da un cuore troppo fragilenel 1994 organizzò con Eros Ramazzotti e Jovanotti un grande concerto allo stadio San Paolo: «… Volevo cantarla con Massimo, mi hanno detto che era già qui con voi…» disse mentre intonava la profetica 'Quando', scritta per la colonna sonora di 'Pensavo fosse amore invece era un calesse(qui).

Ha suonato praticamente con tutti: basta fare un giro su wikipedia per farsene un'idea. Eviterò però quello che sarebbe l'ennesimo elenco: più piacevole e divertente una ricerca volta ad individuare tutte le sue canzoni che hanno a che fare con il clima (essendo lui meteoropatico), a partire da 'Basta na jurnata 'e sole' (qui). 
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Non mi sento però di omettere l'apertura del concerto di Bob Marley a San Siro nel 1980 (qui), né i duetti con altri due mostri sacri della chitarra come Eric Clapton e Pat Metheny, col sassofonista Wayne Shorter (qui) e poi con la pazzesca pianista Rachel Z (qui).

Tutti quelli che lo hanno conosciuto di persona ne hanno decantato l'incredibile bontà d'animo.

Nel 1980 all'apertura dei suo concerti esordiva così: 'Buonasera a tutti, anche a nome di James Senese, Toni Esposito, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo. Io suono la chitarra e canto in napoletano, quindi se qualche cosa non la capite non fa niente: l'importante è il sentimento'.

Credo possa essere proprio questo il suo manifesto.