Tifo e Patria


darospoaprincipeMentre il nuovo presidente della repubblica pronunciava il suo forbito discorso alla nazione (nel quale tutti si sforzano di trovare maestosi significati reconditi), la A.C. Roma si apprestava a degustare un'indigesta Fiorentina.

Dopo aver suonato provocatoriamente il violino, il prode Garcia s'è ritrovato a steccare con la Viola. Prode Garcia che assomiglia sempre più al contendente di Zorro.

E i tifosi della Roma bestemmiano (in senso lato). Cosa dovrebbero fare quelli dell'italia, allora? Quanto è difficile l'amore non corrisposto...

Ci stanno abituando a vivere solo di parole, parole, parole... E i fatti?


darospoaprincipeOggi ci vuole molta forza per cercare i fatti: forse dovremmo cominciare dalle Stazioni centrali delle singole città, laddove gli immigrati clandestini danno il loro maggiore contributo culturale all'italica società.

Ci vuole molta forza per andare avanti in questo sistema. Chi più spende, meno spende? E' sempre più evidente che non è così: la Fiorentina ha incassato 33 milioni di euro dalla vendita di Quadrado; la Roma s'è ulteriormente indebitata.

Ci vuole molta forza per manifestare il proprio libero pensiero e non sentirsi dei reietti.

Ci vuole molta forza per riuscire ad andare avanti con dignità.

darospoaprincipeMa la forza ce la stanno succhiando via giorno dopo giorno.

E sempre più finiamo col sentirci diversi se avanziamo la formulazione di una qualche forma di pensiero critico. Ci vogliono struzzi. Più o meno...

Si va verso il partito unico. A dispetto dei falsi proclami (ad essersi rotto non è il Nazareno...).

Il tifoso viene preso ad ideale paradigma: il cittadino deve solo applaudire. Chi contesta è un gufo. Un menagramo. Un diverso. Così come Icardi s'infuria col supporter che lo insulta per la scarsa prestazione offerta, anche renzi se la prende con i pochi detrattori che ancora vantano il coraggio di esprimere il proprio dissenso.

Ormai non c'è più l'amore per la Patria ad unire.

darospoaprincipeOrmai non c'è più alcuno spirito di appartenenza se non quello orientato alla più servile delle omologazioni.

Ormai non c'è più troppa differenza tra leggere repubblica o il corriere della sera, tra guardare il telegiornale di canale 5 o quello di rai 1. Regna l'indifferenza.

In questo senso la stampa e tutti i media stanno compiendo un grosso lavoro di fino: la standardizzazione del pensiero.
La creazione del mitologico pensiero unico.

Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi;... non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l'esser mio;... vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò. 
- Gabriele D'Annunzio

Qui, evidentemente, il Sommo Vate non si riferiva allo Stato.