Gay e genitori: festa del papà?



È di questi giorni la polemica scaturita da un'innocente espressione del proprio pensiero da parte di un noto stilista omosessuale, Domenico Dolce. 
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È da eroi, oggi, prender posizione su un argomento tanto spinoso come la famiglia.

Qualcuno dice che sia una semplice operazione di marketing, in perfetta sintonia con la comunicazione seguita negli ultimi anni. Non so. E non è neppure importante, in definitiva.

Il linciaggio mediatico subito mi sembra comunque spropositato: lobby gay intollerante come l'Isis? O con noi o contro di noi? Boia chi molla?

Il perché la famiglia sia divenuto argomento tanto spinoso è poi fatto tutto da analizzare. A chi giova la distruzione di un caposaldo sociale quale è appunto la famiglia? Pfui! all'integralista Elton John.

Si parla di evoluzione. Di progresso. Ma ci si dimentica che ciascuno di noi è equilibrio di energie: Yin e Yang, maschile e femminile. È il nuovo ordine mondiale che avanza, baby!




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Si parla con saccenza e sicumera dell'amore e si finiscono col giustificare per amore le peggiori aberrazioni. 

Per 'amore' si giustificano le guerre di religione. Per 'amore' non si riesce ad accettare la posizione altrui. 

L'armonia è meta non più raggiungibile.

Eppure è tutto assai semplice. Naturale.

Il bambino viene al mondo come frutto di un amplesso, dettato dalla passione tra due viventi. 

Viene al mondo indifeso e confida ciecamente nella mano del padre per essere sorretto.

Cresce conformandosi ai due archetipi che la natura gli ha posto innanzi: il padre e la madre. Ed è su di loro che maturerà la propria visione del mondo. Ed è su di loro che calibrerà il proprio maschile e il proprio femminile. 

darospoaprincipeFaticosamente, dati gli inevitabili conflitti che sorgeranno in fase adolescenziale (quella dell'affermazione di sé nell'universo come individuo).

Tanti gesti, sul momento, manco li comprendiamo. È difficile il lavoro del genitore: se si è troppo duri, il rischio di perdere il figlio è dietro l'angolo; se si è troppo morbidi, il rischio di generare amebe prive di carattere prende subito corpo.

Nel bene e nel male, volenti o nolenti, ogni loro gesto ci forgerà. Maturando, e solo maturando, riusciremo a capire. 

Forse diventando a nostra volta genitori. Che, ricordiamolo, è un ruolo a valenza sociale, prima che egoistica.

darospoaprincipeHo ricordo di un ragazzo conosciuto ai tempi dell'università.

Il padre disoccupato. La madre a sbattersi per sbarcare il lunario. Non in modo legale, dicevano alcuni.

Lui trasse la forza da quella situazione per emergere. Usò la figura del padre e della madre come esempio. 

Era riuscito a capire che avevano fatto tutto quello che era nelle loro forze per garantirgli il futuro migliore possibile.

Era riuscito a capire che stava a lui rimboccarsi le maniche per disegnare la propria vita.

Senza scuse. Senza rimpianti. Senza livore. 

darospoaprincipeCon gratitudine.

Perché come ogni persona forte sa, mentre si sbucciava le ginocchia cadendo sul campo da calcio, mentre filosofeggiava sui massimi sistemi, mentre soffriva appresso all'adolescenziale amor perduto, mentre si diplomava... C'era sempre un genitore a farsi in quattro per consentirglielo.

E quel genitore, in una famiglia classicamente intesa, è il papà. Non il genitore 1.

Tanti auguri, Papà. E... Grazie.


La famiglia è l’area in cui l’individuo si adatta o non si adatta a vivere in società, nella quale costruisce la sua ostilità o integrazione nel sistema sociale - Sabino Acquaviva