25 Aprile: libera nos a malos!


Alta la retorica in queste giornate.

darospoaprincipeAlti i significati che si vogliono tramandare alle nuove generazioni.

Alti i sentimenti che si celebrano.

La poesia della Resistenza. La poesia della Liberazione. Eppure...

Come può una memoria selettiva essere fonte di pacificazione? Ha senso mettere in gabbia il proprio passato?

Come si può professare la pace rinnegando se stessi? Come si può pretendere tolleranza senza offrire rispetto (qui)?

Si sa: la storia la scrive chi vince (qui)...


darospoaprincipeE nei libri scolastici non è presente la storia di Giuseppina Ghersi, una ragazzina di 13 anni che viveva a Savona. È solo una delle innumerevoli bassezze commesse in onore di quegli alti princìpi urlati oggi nei megafoni di tutto il paese.

La mattina del 25 aprile 1945 Giuseppina Ghersi venne sequestrata in viale Dante Alighieri da tre partigiani comunisti italiani, e condotta nei locali della Scuola Media “Guido Bono”, adibita a Campo di Concentramento per Fascisti. 

La sua colpa? Un tema composto per un concorso che aveva ricevuto il plauso della commissione e la premiazione direttamente dalle mani del Mostro, Benito Mussolini.

Il ratto avvenne sotto gli occhi di tutti. Nessuno oppose alcuna resistenza: si respirava il vero terrore, nelle strade finalmente sgomberate dai fasci bastardi.

Le tagliarono i capelli e le cosparsero la testa di vernice rossa, il colore della vittoria. Il colore della liberazione.

Era una bambina, Giuseppina Ghersi.

Fu pestata a sangue. 

Seviziata. 

Torturata. 

Stuprata.

Il branco operò sotto lo sguardo impietrito degli impotenti genitori, anche loro deportati e imprigionati in quella scuola. 

Ha cercato di opporre resistenza, Giuseppina Ghersi.

Per cinque lunghi giorni...

Il 30 aprile la sua agonia venne interrotta da un coraggioso colpo di pistola alla nuca (il primo maggio, ricordiamolo, è la festa del lavoro...).

Anche Giuseppina Ghersi aveva ottenuto la sua liberazione. Dalla vita.


La poesia non è una liberazione di emozioni, ma una fuga dalle emozioni - Thomas S. Eliot