Expo e Primo Maggio: è qui la festa?


darospoaprincipe



Qualche sera fa un servizio delle Iene si è occupato di alcuni lavoratori impiegati in un campo per la raccolta dei limoni pagati 1,50 euro l'ora. Il coro unanime e sorpreso issato al cielo è stato: "Sfruttamento!".

Vero. Poveracci... Sono i nuovi schiavi. Come dissentire? 

Ma poi ho staccato un attimo dal vocio di sottofondo e ho cominciato a riflettere: forse al popolo non è opportuno far sapere dell'istituzione dell'imu agricola; e forse non è nemmeno opportuno metterlo a parte dei trattati sottoscritti come il Green Corridor. Al popolo non interessa sapere che invece di esportare democrazia stiamo importando povertà.

E ho cominciato a riflettere pure su dettagli che non mi sembrano affatto di poco conto: una volta incrementato il flusso di braccia a buon mercato dall'estero nelle vesti di clandestini e sfollati; una volta promulgate leggi che traducono il 70% del guadagno nelle casse dello stato e una volta approvati quei trattati che liberalizzano le merci in ingresso senza curare né tassazione né normative fitosanitarie dei Paesi esportatori, come è possibile stupirsi di quella misera paga?



darospoaprincipe
Il pensiero, si sa, è un'entità fluida e mobile. 

E nei suoi infiniti spostamenti è finito col cadere rovinosamente su tutti quei laureati in Giurisprudenza e in Economia e Commercio che puntano alla professione: il praticantato di due anni non è forse in concreto prestazione d'opera totalmente non retribuita? 

E non mi sembra di aver mai udito urla scandalizzate per queste situazioni. I laureati sono soli: a piedi nudi sui cocci!

Per quanto sin qui evidenziato, sembra proprio potersi dedurre che, al di fuori dell'ampolla 'praticantato', il lavoro può addirittura essere retribuito, anche se miserevolmente. Pazzesco!
darospoaprincipe
E così, con l'approssimarsi del primo maggio, il mio pensiero va alle mandrie malnutrite di praticanti che considerano normale tutto questo; il mio pensiero va a quegli amici che, dopo anni di studio e sacrifici, sono costretti a sacrificarsi in un lavoro-ripiego per potersi sostentare. 

Oltre al sacrificio, offre qualcosa questa breve esistenza nello Stivale?

darospoaprincipe
Forse sì. Magari in quell'Expo che elargisce ben 500 € netti per prestazioni d'opera qualificate; quell'Expo che è già stato definito lo specchio del paese italia; quell'Expo in cui i lavori di allestimento dei singoli padiglioni sono ancora tutti da terminare nel giorno antecedente all'inaugurazione; quell'Expo che omaggia il cibo a km zero offrendo visibilità alle multinazionali che nel quotidiano si adoperano per strozzare economicamente il primo elemento della catena produttiva (il povero lavoratore, n.d.a.). Per non parlar delle tangenti.

Bello specchio. Complimenti.

Il mio disprezzo che monta va a coloro che hanno architettato questo sistema ineccepibilmente adatto allo sfruttamento delle risorse intellettuali e fisiche (moderna schiavitù); a chi ha importato scientemente manodopera a basso prezzo dall'estero per ridurre sempre più il costo del lavoro interno; a chi questo sistema lo pasce giorno dopo giorno; a quelli che ci hanno fatto credere che avendo dedicato del tempo allo studio saremmo contati ben più di chi non lo ha fatto.

darospoaprincipeEd è a questo punto della riflessione che, con gli occhi velati di lacrime e l'energia che va smorzandosi piano piano, ti ritrovi squallidamente a ripeterti: 'Almeno loro guadagnano 1,50 euro l'ora!', in barba a ogni forma di passione e slancio che avevano animato gli anni appena trascorsi.

L'angelo della fame annuncia lugubre: 'Signori: se volete accomodarvi... La guerra tra poveri è servita!'

Tutto sembra volgere al peggio finché non si prende coscienza ch'è il 1 Maggio, la festa dei lavoratori: tutti (specialmente i disoccupati)  hanno l'obbligo morale di darsi allegramente convegno a piazza San Giovanni per cantargliene quattro a tutti i disprezzati. Come ogni anno.

The show must go on.


Commenti

Posta un commento

Arricchiscimi esprimendo il tuo pensiero.