Io non voto


darospoaprincipe
Quando non sapevamo leggere ce lo dicevano preti e sindacalisti di andare a votare.

Poi l'istruzione s'è diffusa e oggi il numero degli analfabeti risulta minimale sul totale. E infatti alle ultime elezioni ha vinto l'astensionismo.

Certo, si parla sempre più frequentemente di analfabetismo di ritorno.

Ma si parla anche di disaffezione alla politica.

Si parla... Si parla... E l'azione?



darospoaprincipe
Posso dire che 'recarsi alle urne' è filosoficamente una perdita di tempo?

Il suffragio universale ha creato diverse anomalie, dopotutto.

Grazie al suffragio universale una donna con gli umori naturalmente alterati dal proprio ciclo vanta lo stesso diritto al voto di un uomo lucido e responsabile delle proprie azioni.

Grazie al suffragio universale un professore in economia politica vanta lo stesso diritto al voto del muratore tunisino che ha sposato una donna italiana che ha pronunciato il fatidico 'sì' nei giorni prossimi al 28 del mese.

Grazie al suffragio universale un bigotto fascista clericale vanta lo stesso diritto al voto del granitico e zeccoso compagnuccio che ha cominciato a fumare hashish al liceo perché frustrato dalla donna sotto ciclo che gli ha sempre preferito il ricco borghese.

Può forse sottostare la democrazia di un Paese al ciclo della donna?

Ma se la filosofia non ci invita affatto nella cabina elettorale, la storia evita senz'altro di tirarci dentro.

darospoaprincipeSenza bisogno di ricordare tutti quei referendum sponsorizzati dai nostri saggi governanti che sono rimasti poi lettera morta (dal sistema proporzionale all'acqua pubblica, dall'istruzione al finanziamento pubblico ai partiti), possiamo analizzare brevemente le scelte di chi abbiamo eletto confidando stupidamente nella sua natura di protettore degli interessi nazionali.

Beniamino Andreatta, ministro del pentapartito a maggioranza DC e democraticamente eletto, ha dato il via nel 1981 alla separazione dell'azione di Bankitalia (governata da Ciampi) dal Ministero del Tesoro. 

Gli effetti? Impossibilità di svalutazione competitiva e impossibilità per la banca centrale di finanziare lo Stato.

Era l'Europa a chiedercelo. L'europa che di lì a breve sarebbe diventata a guida tedesca. L'europa di Khol. 

darospoaprincipe
Giulio Andreotti tentò di opporsi politicamente a questa cessione di sovranità. La sua fine è nota.

Aldo Moro cercò la sponda di Berlinguer nel compromesso storico al fine di superare il problema dell'egemonica influenza statunitense. La sua fine è nota.

Enrico Mattei tentò di opporsi con la sua politica filo-araba alla cessione di sovranità energetica alle americane Sette Sorelle. La sua fine è nota.

É in questo periodo che avviene la fantascientifica esplosione del rapporto Debito Pubblico/Pil. 

É infatti in questo periodo che i vari governi cominciano a prendere la decisione di alzare i tassi d'interesse sui titoli pubblici per renderli appetibili ai privati. Le aziende italiane non hanno più alcun interesse ad innovare: comprano bot e cct e puntano sui loro rendimenti per garantire serenamente i dividendi agli azionisti.

Il Paese Italia perde le maiuscole: l'industria si avvia a morire. L'europa ci richiede la 'privatizzazione' di tutte le eccellenze industriali. Il fine? Fare cassa per pagare le rimesse alla Ue e gli interessi sui titoli venduti. Fantastico, no!?

Con Pierluigi Bersani e Giuliano Amato (democraticamente eletti) si dà definitivamente corpo alla deindustrializzazione del paese svendendo colossi del tipo di Ilva, Telecom e Sme.

É l'Europa a chiedercelo.
darospoaprincipe
L'ultimo passo da compiere per continuare a garantire una sorta di rendita ai complici industriali italici era quello di abbassare il costo del lavoro.

Dapprima protetti dalle finte reazioni dei sindacati, poi con la sistematica introduzione nel paese di manodopera non qualificata da poter impiegare con paghe decrescenti e minor tutele, i 'nostri' politici democraticamente eletti si sono abilmente attivati.

Ed eccoci serviti su di un piatto d'argento immigrazione clandestina e job acts

É l'Europa a chiedercelo.

Di quello che chiede l'italia, in definitiva, cosa può importare ai politici profumatamente stipendiati dagli italiani?

darospoaprincipe
Cosa altro potevamo aspettarci da un'azione combinata volta da un lato a sopprimere la sovranità nazionale e dall'altro ad azzerare la produzione interna? 

Povera italia, privata pure di un indigeno nocchiere!

Se il Pil continua incessantemente a decrescere mentre il debito continua esponenzialmente a crescere, che futuro stanno disegnando per noi i nostri cari eletti? 

A chi stanno pensando? Non di certo alla Repubblica.

E allora, in finale, per quale motivo dannato dovrei dedicare il mio tempo a un'attività che non sta in piedi né dal punto di vista filosofico né tanto meno dal punto di vista storico?

W il weekend lungo dettato dalla Festa della Repubblica. Almeno a qualcosa serve...

Follia è continuare a fare la stessa cosa aspettando risultati diversi. - Albert Einstein

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