Forza panino!



darospoaprincipeQueste costanti allusioni al cibo, complice anche l’atmosfera gastronomica di EXPO, mi han fatto venire in mente la storia del sandwich, il famoso panino.

L’invenzione di questo prodigio dell’arte culinaria si deve a Lord John Montagu, quarto conte di Sandwich, nobiluomo inglese appassionatissimo di burraco, che non voleva rinunciare al suo gioco preferito neppure all'ora dei pasti.

Per nutrirsi in maniera tradizionale avrebbe dovuto adoperare ambo le mani, che voleva invece destinare alla tenuta delle carte.

Che fare?







darospoaprincipeQuelli erano i bei tempi in cui la servitù svolgeva ancora un importante ruolo sociale: soddisfare attivamente tutti i capricci del padrone.

Oggi il numero di servi s'è allargato, ma si sono ristrette assai le mansioni, riducendo il ruolo a mera passività.

Ma ritorniamo a bomba: il nostro Conte demandò al suo maggiordomo l'importante compito di arrivare alla soluzione perfetta in grado di conciliare i piaceri della tavola con quelli del tavolo da gioco.

A noi può apparire ovvio prendere due fette di pane, infilarci qualcosa in mezzo e, reggendo il tutto con una sola mano, destinare la residua ad altre attività, quale ad esempio la tenuta delle carte da gioco. 


darospoaprincipeA posteriori, ma solo a posteriori, tutte le scoperte sembrano scontate: la ruota come la stampa, il cavatappi come appunto il sandwich. Ma questo solo perché il più delle volte ignoriamo i tentativi andati a vuoto, gli studi, le ricerche, insomma gli sforzi immensi profusi per arrivare all'invenzione conclusiva. Un'invenzione è un costante braccio di ferro col quotidiano.

Immaginiamo dunque il solerte Battista di turno, proporre al Conte una serie di soluzioni pratiche al diabolico problema sollevato. Il ricorso al dettato biblico fu naturale scelta ispiratrice.

Il digiuno. Semplice, elegante, decisamente appropriato nel limitato periodo quaresimale, ma inidoneo a soddisfare il dispendioso stile di vita nobiliare nel quotidiano: sospeso al primo mancamento del Conte.

La mangiatoia. Fin da subito non parve affatto consono al rango neppure alimentarsi direttamente con la bocca dal piatto, modello bue e asinello: ipotesi imbarazzante, umiliante e dunque non percorribile. 

L'allattamento. Sia la tetta di una levatrice che il biberon avrebbero generato la necessità di cullare il Conte in attesa del ruttino: tempo perso. Problema irrisolto.

Scartata a causa dell'arretratezza medica del tempo pure la nutrizione per endovena, il perspicace maggiordomo focalizzò quindi l’attenzione sulla preparazione del cibo. 

Determinante l’intuizione del giusto supporto: la fetta di pane. Poi, a seguito dei diversi esperimenti, arrivò anche alla fondamentale definizione della corretta sovrapposizione degli alimenti, vale a dire la sequenza fetta di pane - companatico - fetta di pane. Eureka!
darospoaprincipe

Battista fece il suo ingresso trionfale nella bisca con il primo tramezzino della storia, tra l’incredulità degli aristocratici britannici seguita da titubante assaggio e dalle consequenziali grida di giubilo 'Hip hip hurrà!' , 'God save the Queen!'. Fu il battesimo del tramezzino!

Alcuni avversari sospettarono lungo che quella preparazione fosse solo un espediente per passare di soppiatto le carte vincenti al Conte, e la massiva presenza di maionese su un jolly contribuì ad alimentare la polemica nel breve periodo: poi trionfò la soddisfazione del palato e la cosa finì lì. 

L'evidente discriminazione sociale non basta a ridurre la portata di questa scoperta: il sandwich ha in effetti cambiato usi e costumi della gente nei secoli a venire, pur ereditando il nome del padrone e non del solerte servo che pure tanto s'era industriato, e questo nel pieno rispetto della cosiddetta “legge dell’eponimia di Stigler” che afferma che ad una scoperta scientifica non si dà mai il nome del suo autore.

Tant'è che oggi il panino è universalmente riconosciuto sotto l'emblema di McDonald e l'americanissimo McDonald è uno degli sponsor primari della buona alimentazione e sostenibile, oggetto dell'italianissimo Expo 2015. Ossimori contemporanei.

darospoaprincipe

Un'ultima postilla: John Montagu, quarto conte di Sandwich occupò per quindici anni la carica di Primo Lord dell’Ammiragliato, e proprio a lui il grande navigatore James Cook dedicò ossequiosamente la scoperta di alcune isole polinesiane, oggi però note con il nome di Hawaii.

Per ironia della sorte gli isolani pensarono di ricambiare tale onore applicando alla lettera la nuova denominazione geografica in danno del capitano Cook, prima facendogli la festa e poi mangiandoselo accompagnato da due fette di pane. In pratica si fecero un Sandwich di Cook. La peggior fine possibile per uno che di cognome si chiamava Cuoco: la nemesi della creazione.

Ci sarebbe pure la storia di un’altra apprezzabile invenzione, ideata da un altro nobile inglese pure appassionato di burraco e pure fissato con la necessità di tenersi una mano libera per altre faccende onde evitare interruzioni di gioco: ma forse è bene che di Sir Scottex se ne parli un’altra volta.

Ci sono persone nel mondo che hanno così tanta fame, che Dio non può apparire loro se non in forma di pane.Gandhi


Commenti

  1. Un ringraziamento particolare al prezioso amico Ivan Prandelli, vero autore del pezzo.

    RispondiElimina
  2. Ah ah ah !
    Ecco perché il pezzo è al di sopra della media !

    :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Acquisire ciò che ci circonda e renderlo proprio: è il lavoro di ogni artista, no!? ;-)

      Elimina
    2. No.
      Quello è il ladro.
      E checché ne dica Picasso, l'artista sì recepisce dall'ambiente circostante ma poi metabolizza, fermenta nuove congiunzioni, forme e idee ... è capace, insomma, del cosiddetto processo creativo ...

      Elimina
    3. Ora è tutto chiaro: sono un artista!
      Sappilo

      Elimina
  3. Non conoscevo la Legge dell’eponimia di Stigler ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai visto!? Tutti i miei contatti hanno molto da insegnare! ;-)

      Elimina
  4. Diciamo che hai creato un nuovo stile il network artism! Connetti e assembli....sul processo creativo ancora dobbiamo lavorare ma la idea della connessione funziona. Almeno in questo post.. Che, condivido con Marco, è sopra la media

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non condividere con Marco: lui lo ha già apprezzato.
      Renditi portatrice del verbo in altri lidi!

      Elimina
  5. Diciamo che hai creato un nuovo stile il network artism! Connetti e assembli....sul processo creativo ancora dobbiamo lavorare ma la idea della connessione funziona. Almeno in questo post.. Che, condivido con Marco, è sopra la media

    RispondiElimina

Posta un commento

Arricchiscimi esprimendo il tuo pensiero.