Italiani brava gente


Siamo un grande popolo.
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Ingegnoso, a detta di tutti. Ma anche intimamente votato al rispetto.

Rispettoso delle leggi, ma con intimistica creatività.

Rispettoso dei popoli sottomessi, fin dal glorioso periodo delle colonie.

Rispettoso del prossimo, fintantoché resta al di là del nostro giardino (Nimby).

Rispettoso?!

Sì: quello italiano è proprio un popolo rispettoso. Del proprio cortile.


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Ci sentiamo tutti civili e responsabili. Ma siamo convinti che gli altri siano una massa di zozzoni trogloditi che danneggiano il paese. Noi ingegnosamente interpretiamo, gli altri violano.

Ci lamentiamo a ragion veduta di sporcizia nelle strade e inquinamento. Ma gettiamo le cicche per terra e non curiamo la differenziata.

Ci lamentiamo a ragion veduta del traffico congestionato. Ma non siamo disposti a utilizzare i mezzi pubblici.

Ci lamentiamo a ragion veduta della diffusa corruzione. Ma chiediamo all'amico del medico d'intercedere per l'esame clinico o al vicino ausiliare del traffico di toglierci la multa presa per divieto di sosta sul posto riservato agli handicappati. 'Un attimino...'!

Finché siamo noi ad assumere comportamenti sopra le righe, l'assoluzione piena trionfa; quando li riscontriamo nel prossimo, storciamo la bocca. E ci lamentiamo. Restando ciechi davanti alla morte della coerenza.
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Ci lamentiamo dell'invasione di immigrati solo perché tocca il nostro quotidiano, in effetti: borghesi e nobili non passeranno mai dalla stazione Tiburtina a prendere un pullman notturno. Non si troveranno mai accomodati in mezzo a 50 africani giunti a Roma chissà come, con l'idea di arrivare in Francia passando per Torino.

Loro si riempiono la bocca con tanti bei discorsi sull'accoglienza. A loro, in effetti, arrivano solo i guadagni di questa accoglienza: manodopera a basso costo e rimborsi.

É il popolo a restare a bocca asciutta: come detto, la storce la bocca. Al popolo non rimane che il gruppetto di spacciatori magrebini davanti alle scuole pubbliche; la prostituta nigeriana sotto casa; lo scippo sull'autobus. Pochino, per potersi sentire accoglienti, no?

Sembra tutto ovvio, a livello logico: se non ci sono soldi per pagare la cassa integrazione, come facciamo ad accogliere e inserire nel tessuto produttivo nazionale pure i bisognosi esteri?

Eppure... Eppure... Ci sono alcuni esponenti del popolo che tifano per ingressi massivi e incontrollati. E si sentono buoni. E danno del razzista fascista a chi la pensa diversamente. Ma com'è possibile?

darospoaprincipeLa Tv ci dice che altri Paesi accolgono masse superiori di individui. E noi le crediamo. E ci sentiamo sbagliati e cattivi se non ci uniformiamo.

La Tv ci dice di esultare per la primavera araba. E noi lo facciamo.

La tv ci dice che l'Isis (che ha preso vigore una volta sovvertito l'ordine dei Paesi Nord Africani, n.d.a.) è il nuovo male assoluto. E noi lo bestemmiamo.

La Tv dice che siamo fuori dalla crisi. E noi ci sentiamo subito draghi.

La Tv ci dice di essere Charlie. E noi ci trasformiamo

La Tv ci dice di essere arcobaleno. E noi ci travestiamo.

La Tv: il nostro riconosciuto Vangelo. La Tv... Il portavoce ufficiale del Governo... Anche se le spara grosse, la Tv risulta sempre credibile.

Eppure ormai c'è internet, no!? Non è difficile porsi qualche domanda: chi ci guadagna con la primavera araba? Chi ci guadagna con l'immigrazione? Chi ci guadagna ad aizzare lo scontro tra religioni? Chi ci guadagna col 'divide et impera'?

Volendo, le varie verità verificate si possono trovare, no?!

Ma forse risulta troppo faticoso prendere coscienza di ciò che capita. Forse è più comodo rimanere assopiti davanti alla Tv. Godere dello spot della Vodafone girato da un decadente Bruce Willis e non porsi domande.

É dunque imputabile alla Tv il passaggio dalla storica volontà del mondo di diventare Romani all'attuale vergogna di sentirsi italiani? Maledette teste di grafene!

Se incontri uno schiavo felice della sua condizione non perdere tempo a liberarlo, passerebbe il resto della vita alla ricerca di un nuovo padrone. - Vladimir Lenin.