Matisse: arabesque.


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Una mostra a Roma, ben organizzata e in grado di soddisfare le aspettative, è merce rara quanto la capacità degli ebrei di superare il proprio rancore nei confronti dell'universo.

Matisse... Andarci o no? Dopo la penosa esperienza maturata su Chagall mi ero prefissato di pensarci bene.

I giovani non sono sempre esecrabili nelle loro reazioni scomposte!

E allora ci adattiamo: linguaggio 'Ggiovane', stile Twitter e Whatsapp.

La comunicazione salverà le nuove generazioni dalla verosimile deriva culturale?

Tentar non nuoce.

Tanto, peggio di così...



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Sinfonia cromatica nelle opere di Matisse. Armonia di forme e colori. Contrasti freddo e calore. Due colori sono un accordo: un colore è solo un colore.

Arte è immaginazione e non mera replica della realtà.

Arte negra. Nudo disteso di schiena, L'Italiana (per blandire un po' gli indigeni ospitanti), Nudo accovacciato, Ritratto di Yvonne Landsberg: sono quasi forme di cubismo che non danno importanza a colore (forma anziché colore,;  ragione anziché sentimento). 

Matisse è poco interessato all'intellettualismo.

'Ho scoperto l'oriente con nuovi colori e con le sue ceramiche verdi, azzurre e nere': arte giapponese del 1600 circa presente alla mostra (tipo fotografia, tipo fumetto: non 3d ma finezza delle linee che definisce le forme).

Arte mussulmana aniconica: no dio e no uomo, ma arazzi e tessuti colorati. Presenti alla mostra. Come tessuti indiani. Matisse viaggia nel Maghreb. Esuberanza ornamentale nelle opere morte (vd. Angolo dello studio). Rappresentazioni umane più sobrie. Forti contrasti con le sue origini: lui viene da paese grigio e piovoso del nord della Francia.

Espressionismo: il pomodoro lo mangia come tutti ma lo dipinge come lo percepisce. È un pittore. Zorah sulla terrazza prima volta in italia. Ciabatte sembrano fluttuare. Annullamento spazialità tradizionale.

Giardino marocchino. Esplosione natura lussureggiante e vitale in contrasto con la grigia Francia. Quasi astrattismo. Suggestione di un giardino.

darospoaprincipeOdalisca in una sedia moresca. Il paravento moresco. Ecco giustificato il titolo della mostra. Leit motiv dell'arte di Matisse: ornamento è essenza dell'opera.

Matisse ha vissuto ambo le guerre ma sofferenza soggettiva non ha influenzato mai le sue opere: altro che Chagall! Arte come isola di felicità.

Primo piano. Katia in abito giallo.

Arte russa. Canto dell'usignolo per balletto russo composto da Stravinsky. Poco successo al tempo ma lui disegna costumi studiando in Albert e British Museums: i costumi sono i colori in movimento. Collabora con Massine Leonide.

Recupero sorta tridimensionalità in Interno con fonografo. Anche se valore prevalente è sempre superficie. Sempre tanti ornamenti e arabeschi.

Picasso è inserito nella politica. Matisse non ritiene doveroso schierarsi politicamente come evidenzia Argan. Storia distrugge felicità umana, arte ha compito consolatorio.

La ballerina opera decupage. Tecnica poi usata anche su vetrate, suo terreno di sfida sul calar del tempo.

Opera Pesci rossi, ultimo quadro della mostra. Superficie plasmata dai suoi tratti. Annullamento spazialità. Contrasto freddo-caldo. Ornamento equiparato sostanzialmente ad oggetto. Sfondo: giardino o arazzo? Non importa. Esplosione colori. Riflesso su superficie acqua per rifrazione.

Il suocero lo definisce sarto della luce. Sarto era il padre. Lui ha proseguito nel cucire la luce dove il padre s'era fermato ai tessuti.

Una malattia lunga un anno lo avvicina alla pittura inducendolo ad abbandonare Legge all'università: il mondo è ancora oggi grato alla sorte che ci ha fatto perdere l'ennesimo leguleio a favore di un immaginifico artista dispensatore di emozioni.

Occorre conservare quella freschezza infantile a contatto con gli oggetti, salvare questa ingenuità. Il soggetto di un quadro e il suo sfondo hanno lo stesso valore. L'idea è l’insieme: i dettagli diminuiscono la purezza dell'arte. - Henri Matisse

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