Casamonica o casa di tutti?


darospoaprincipeLa casa è sempre stato considerato un bene fondamentale dalle famiglie italiane.

Poi, certo, gli ultimi governi non eletti hanno deciso che poteva essere un buon bancomat per rimpinguare le casse dell'europa e ne han disegnato un nuovo profilo seguendo le linee tracciate dal germanico Atelier Van Lieshout.

Tasse e imposte sono cresciute a dismisura: pagare imu e tasi su un immobile sottoposto a mutuo (di cui è concretamente proprietaria la banca) farebbe anche ridere se non fosse un dramma realmente soggettivo.

Se lo stato esiste solo per prendere e mai per dare, chi rimane a credere nello stato?

Solo qualche 'famiglia', verosimilmente.



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Famigghia: forse è più corretto.

Con oltre 1000 appartamenti di proprietà, quanto cacchio pagherà d'imu la famiglia Casamonica?

Sono problemi veri, porcaloca! Come faranno a campare i loro numerosi figli?

Perché diciamocela tutta: oggi bisogna essere benestanti davvero per poter mantenere una casa, figuriamoci 1000!

Lo stato, magari andrà loro incontro in qualche modo.

D'altronde, lo sappiamo, lo stato non si tira mai indietro quando 'a famigghia ha bisogno d'aiuto.

Lo stato sa chiudere ambo gli occhi, quando serve: e, al servizio della famigghia di turno, lo stato dà il meglio da sempre.

Ma lo stato, alla fine della storia, siamo noi.

Siamo noi che ci siamo stretti osannanti intorno al feretro del fu Vittorio Casamonica: una famigghia decapitata.

darospoaprincipeSiamo noi che abbiamo gettato petali di rosa da un elicottero in volo non autorizzato e siamo noi ad aver intonato in coro il celebre motivo di Nino Rota.

Siamo noi che negli anni ci siamo inchinati ai vari poteri mafiosi subdolamente introdotti nel tessuto connettivo della nostra società, credendo di aver finalmente trovato gli interlocutori ideali per ottenere quei servizi già pagati con tasse e imposte alle amministrazioni corrotte.

Siamo noi che abbiamo generato questo stato di cose girandoci dall'altra parte, incuranti di quanto stava capitando alle nostre spalle: Monica, almeno, ebbe il buon gusto di guardare avanti a sé!

Siamo noi lo stato corrotto che tanto schifiamo, e poco dobbiamo lamentarci se tanto ci brucia.

Quella casa, ahimé, è di noi tutti e non solo di Monica: siamo tutti Casamonica, alla fine della storia.

Bonasera: Anche iddi annu a suffriri chiddu che lei soffre. Dicite o prezzo e io pago. Don Corleone: (Si alza, si gira, si accosta alla finestra) Ma che ti fici, Bonasera? Che ti fici mai per meritare questa mancanza di rispetto? Se venivi da me in amicizia i bastardi che hanno sfigurato tua figlia avrebbero una punizione oggi stesso. E se per questo un onestu'uomo come te si trovasse dei nemici, quei nemici diventerebbero nemici miei e avrebbero paura di te. Bonasera: Mi volete amico… (e chinando la testa sussurra) Padrino? Don Corleone: (Gli mette affettuosamente un braccio sulla spalla) Bravo… un giorno, e non arrivi mai quel giorno, ti chiederò di ricambiarmi il servizio. Ma fino a quel momento consideralo un dono in occasione delle nozze di mia figlia. Bonasera: Grazie… Padrino.

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