Mission: impossible - Rogue Nation


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Mission: impossible è marchio che in italia non fallirà mai.

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile Francesco d’Assisi

Fin dall'antichità ci si è dedicati all'impossibile con somma dedizione.

L'impossibile come meta raggiungibile: era questo l'obiettivo di San Francesco, patrono d'Italia (quando ancora meritava la 'i' maiuscola).

Il raggiungibile tradotto in impossibile: è questo l'obiettivo di matteo renzi, palesato da ultimo al meeting ciellino con la promessa abolizione di imu e tasi nel 2016 (a meno di ribattezzarle, naturalmente).

Dall'Assisi del 13° secolo alla ROMa attuale: il senso del fallimento evolutivo è sotto gli occhi di tutti, no!? Meglio recarsi al cinema per rifarseli, gli occhi: aggrapparsi alla fiction con le unghie e con i denti (evitando spoiler) è forse l'unico passo da compiere per mantenere in vita i propri sogni, e continuare a guardare in alto come San Francesco.


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E al celebre santo si ispira con tutta evidenza anche Ethan Hunt fin dalla spettacolarissima e adrenalinica scena iniziale: si aggrappa con le unghie alla maniglia di un aereo in fase di decollo per sottrarre un ordigno nucleare ai russi cattivi.

E già si sentono dei brusii di disappunto in sala: i Martoniani* sono tra noi! 'Ma è impossibile!', 'Ma come fa...?', 'Eddai...', 'Esaggerato...'.

Il titolo non vi dice nulla, eh?! E siamo pure al 5° capitolo di questa remunerativa saga presa in mano da un sempre in palla Tom Cruise. Mah... 

Da notare che la Rogue Nation non è la Russia di Putin come pure tutto lascerebbe intendere: lo stato canaglia è qui identificabile col fantomatico Sindacato (Isis?).

I metodi poco ortodossi e infruttuosi adoperati dall'Imf (Impossible Mission Force) per sgominarlo, inducono il capo della Cia Alan Hunley (un redivivo Alec Baldwin) a chiedere e ottenere un incorporamento della stessa sotto il suo comando.

Ethan Hunt è solo, ora. E il mondo gli dà la caccia. Ma diciamo pure ch'è in grado di badare egregiamente a se stesso.

darospoaprincipeCammina sulle ali di un aeroplano in volo meglio di un acrobata del Cirque du Soleil. Guida una BMW S 1000 RR Sportbike meglio di come farebbe Valentino Rossi. Se ne sta per oltre tre minuti in apnea con moto ondoso contrario meglio di come riuscirebbe a Homar Leuci.

(La spettacolarità di queste scene è impreziosita dall'assenza di controfigure: Tom Cruise ha deciso da sempre di tagliare questa spesa, a dispetto dei 53 anni suonati).

E ogni volta riecheggiano i Martoniani brusii di disappunto: 'Ma è impossibile!', 'Ma come fa...?', 'Eddai...', 'Esaggerato...'.

È l'alfiere di Scientology il dominus indiscusso dell'intera vicenda: ogni inquadratura è finalizzata a far capire al mondo quanto è fico! E non va comunque a detrimento dell'ironia di fondo che pervade il film in ogni 'Ciak: si gira!'. 

'Ho sentito delle storie su di te... Mica saranno tutte vere?', gli dice in tono estatico una comparsa che di lì a breve scomparirà dal set veloce come la pallottola che la fa secca.

Come tutti sappiamo, il gioco si fa più divertente quando si condivide cogli amici di sempre: Simon Pegg nei panni del simpatico Benji (ripreso a trastullarsi con Halo in un'inquadratura); Jeremy Renner nei panni del nuovo capo della Imf William Brandt e Ving Rhames nei panni del gigantesco Luther.

Ed è per loro che probabilmente organizza questa vacanza in giro per l'europa e dintorni: Londra, Vienna, Casablanca, sede di un mirabolante inseguimento in perfetto drifting tra gli antichi vicoli... ('Tanto paghiamo noi!', pensano i Martoniani, sempre attaccati ai dettagli più futili!).

Ma si può girare un film del genere coi soli buoni? No, in effetti: anche i Minions cercano i cattivi. Ed ecco dunque la necessità di definire pure i ruoli delle caselle oscure: ad ogni San Francesco corrisponde un renzi, ricordiamolo.
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L'alter ego di Ethan Hunt è Solomon Lane, indiscusso capo del famigerato Sindacato, interpretato da uno Sean Harris scelto evidentemente in ossequio ai parametri Lombrosiani.

È un agente inglese del servizio segreto di sua maestà che ha deciso di seguire il lato oscuro della Forza (Bond e Star Wars restano sempre un riferimento per tutti!): 
'Prima uccidevo per preservare lo stato di cose: ora uccido per avviare il cambiamento'.
Cinico e glaciale terrorista prodotto e addestrato dal sistema al quale si è rivoltato contro: una nemesi perfetta, ormai non più nuova, data la storia recente (da Videla a Saddam Hussein, gli esempi non mancano).

La pletora di cattivi di cui si circonda è costituita da comparse che vanno a fare il paio con quella del tono estatico: apparse e scomparse con la velocità delle pallottole che girano nella pellicola, fatta eccezione per il dottore delle ossa interpretato da Jens Hultén, già cattivo ne Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve: lui resiste fino alla penultima scena.

darospoaprincipeDefiniti i buoni e i cattivi, non resta che trovare l'imprescindibile gnocca.

E quando appare all'Opera di Vienna come spettatrice de La Turandot di Puccini, fasciata in un abito giallo con spacco inguinale che richiama alla mente la farfallina di Belen Rodriguez, si capisce subito che lei è la nostra Lei.

I Martoniani storcono il muso: 'È poco sofisticata', 'Potevano prenderla meglio'... Uff! É davvero faticoso assistere a uno spettacolo con questi dotti professoroni del cinema.

Rebecca Ferguson nei panni di Ilsa Faust fa invece la sua gran porca figura: testosterone e adrenalina s'impennano sempre quando entra in scena!

E secondo me pure San Francesco sarebbe stato contento di lei.

Notevole nell'inseguimento motociclistico in autostrada che richiama vagamente la Trinity del secondo film della trilogia di Matrix (e ancora brusii Martoniani intorno a noi: 'Ma è impossibile!', 'Eddai...', 'Esaggerata...', 'Ma come fanno a spara' coi guanti?', 'Seee... Usano pure la destra mentre guidano in corsa...'; e superlativa nel corpo a corpo col 'mostro finale'.

Gli elementi son tutti qui: il regista Christopher McQuairre (mica l'ultimo dei pirla: fu Oscar per I soliti sospetti!) riesce ad amalgamare con stile tutti gli ingredienti messi a sua disposizione dalla generosa produzione.

La Bad Robot di J.J. Abrams e la Cinese Alibabà Pictures coadiuvano egregiamente la BMW (che elargisce mezzi in ogni inquadratura) e Tom Cruise (che continua indefesso a risparmiare sulle controfigure).

La Turandot, che si svolge a Pechino, è anzi un probabile omaggio a quelli che da anni risultano in tutti i sensi i veri padroni della Produzione mondiale: i Cinesi, appunto.


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Ethan Hunt e Ilsa Faust novelli Calaf e Turandot? 'Non ci sono alleanze ma solo interessi comuni: noi ci convinciamo sempre di stare dalla parte dei giusti, ma... Scappiamo insieme, Ethan', e lui per tutta risposta prosegue il film alla caccia di mr. Lane. Nessun coronamento d'amore, dunque: ma nel sesto capitolo della saga... Chissà!

È comunque questo elemento culturale a unire i Martoniani agli altri comuni spettatori (siano essi renziani o francescani) nella soddisfazione e negli applausi

Il risultato conseguito con successo anche stavolta ci porta tutti a gridare con entusiasmo: 'Provaci ancora, Tom!'.


*Martoniani: fans di Martone.

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