Siamo tutti Aylan Kurdi


darospoaprincipeIl problema dei migranti sta esplodendo in tutta la sua drammaticità. 

Ai politici sembrava non interessare un granché: in fondo a loro viene solo richiesto di programmare un futuro migliore per tutti.

Forse, e dico 'forse', lo stanno facendo male.

Se solo fosse ancora possibile decidere di mandarli a casa con le elezioni, si tratterebbe solo di pazientare. (Ma la storia del nonno e delle tre palle è nota a tutti...).

E visto che questo diritto ci è stato tolto... Rivoluzione?

Sono i bambini, la nostra ultima speranza: il nostro futuro.



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L'unica strategia di difesa del sistema?

Ucciderli. Con ogni mezzo.

Dobbiamo alla fotogiornalista turca, Nilufer Demir, l'immagine che rapida ha fatto il giro del mondo: Aylan Kurdi è il bimbo designato dal Fato per rappresentare al meglio l'operato di chi agisce per il mantenimento dello status quo.

Il futuro muore e il governo mondiale si riunisce in assise per decidere di continuare a non fare nulla.
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Che aspettative può nutrire un mondo che non permette ai propri figli di giocare sereni sulla spiaggia?

Che aspettative di vita ha una società retta da soggetti che destabilizzano scientemente intere aree dove i Fratelli Musulmani erano tenuti a bada da governi forti (Saddam, Mubarak, Gheddafi, Assad...) e poi si lamenta della nascita dell'Isis?

L'han spacciata propagandisticamente come 'Primavera araba': così ce l'hanno presentata gli organi di regime. 

E siamo approdati invece nell'ennesima calda estate di barconi e lutti.
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Affondare i barconi nella Libia consegnata da usa e francia all'Isis?

Non sembra idea praticabile.

Salvare ogni barcone che salpa corroborando l'idea degli scafisti di avere piena libertà d'azione?

Sembra idea praticabile. Non sostenibile, certo, ma comunque praticabile...

Unico elemento certo è che non tutte le barche di cartapesta che vengono lanciate all'impazzata nella folle traversata del Mediterraneo (con la fallace speranza di raggiungere germania e francia per consentire agli occupanti di ricostruirsi una vita) riescono ad approdare.

Sogni che naufragano in mezzo al guado. Vite che si spezzano. Pezzi di futuro che annegano impotenti, davanti a quella nuova terra promessa che di promesse ha infestato il mondo...

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renzi e i suoi tristi sodali ci han venduto la favoletta che il flusso di migranti approdato sulle nostre coste sia rimasto sostanzialmente identico a quello dello scorso anno.

I numeri, come spesso accade, lo smentiscono dicendoci l'esatto contrario.

Non sarebbe nato il fenomeno Salvini se si fossero adottate politiche d'accoglienza improntate alla crescita sostenibile.

Ma la storia del nonno e delle tre palle è nota a tutti...

Noi ne abbiamo mediamente due: negli ultimi anni a molti girano, ad altri si rompono.

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E nel frattempo, tristemente, il futuro viene immortalato sulla battigia.

Malinconico angelo caduto in una guerra che non ha avuto il tempo di capire.

Triste monito per gli scellerati padroni del mondo che, incuranti degli effetti, procedono decisi nella costruzione delle loro mirabolanti giostre.

Giostre che generano migrazioni.

Fisiologico e scontato il crescente flusso di persone che fugge dalle zone di guerra, aumentate ad arte dalla belligerante politica americana. (Da vedere poi quanti di loro siano effettivamente rifugiati scampati a un possibile genocidio, e quanti invece null'altro che manovalanza a basso costo importata da cooperative e mafie).

Fisiologica anche l'impossibilità di assorbirli in maniera armonica nelle nostre democrazie dimezzate e impoverite da annose politiche stringenti finalizzate a sopportare in silenzio la subalternità alla politica americana. (Da vedere poi quanto saggio sia entrare tutti nel calderone 'U.s.a. e gettacon le buone o con le cattive: il terrore corre sul filo!).

Fisiologica, dunque, l'ennesima guerra tra poveri nella quale donne, anziani e bambini rappresentano inevitabilmente i sacrificabili pedoni disposti sulla scacchiera. (Da vedere poi quanto di voluto ci sia nel sistematico impoverimento delle società europee e nell'imposta accettazione di flussi migratori che sarebbe più economico gestire in loco).

darospoaprincipeCi raccontano che allestiscono giostre per il nostro divertimento. 

Ci raccontano che lo scivolo è è stato approntato per il nostro sollazzo e ch'è giusto sentirsi bambini e giocare.

Ci raccontano che a noi ci pensano loro, i non eletti.

Siamo tutti Aylan Kurdi.

E loro san bene come reagiamo: restiamo subito tutti colpiti davanti alla folle e squallida esecuzione del nostro futuro.

Fino all'uscita del prossimo aifon.

Fino alla prossima partita di Champions.

Siamo tutti discendenti di emigranti, da quando Adamo ed Eva han dovuto lasciare il Paradiso… - R. KERN