Autostrade per l'italia


C'è acqua su Marte, dicono; ma 'c'è vita intelligente in italia' non se lo chiede nessuno?

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Il dubbio (sempre meglio che sia presente) si manifesta talvolta con dannunziana violenza, talaltra con gandhiana accettazione.

Nel corso dei decenni le infrastrutture sono sorte come splendidi funghi per tutto lo stivale e questo ha agevolato l'accorciamento delle distanze interne.

Grazie alla linea ferroviaria si poteva partire nel pomeriggio da Palermo per arrivare il giorno appresso a Milano. Grazie alla linea autostradale ci si poteva sentire completamente padroni del proprio viaggio: anche l'italia, come già gli Stati Uniti, avrebbe potuto finalmente vantare delle meravigliose avventure di stampo letterario on the road.

Linee rette e lisce che secavano la penisola in lungo e in largo per la somma felicità del popolo. Manco interrotte, per di più.


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Si può forse oggi mantenere quello stesso approccio entusiastico? Se solo si fosse salvaguardata la medesima tendenza espansiva di quando lo Stato aveva la S maiuscola e si occupava del benessere dei cittadini, probabilmente sì! 

Si sarebbe financo potuti arrivare su Marte, se solo lo Stato non avesse deciso di privatizzare la Società Autostrade nel 1999 (in onore di Spazio 1999, forse...).

Invece gli altri ci hanno trovato l'acqua, su Marte... Ma tutti stanno ancora cercando alacremente il cervello dell'italiano medio. Evidentemente ben nascosto.

Non altrettanto nascosta è la sapienza manageriale con cui è stata gestita Autostrade Spa prima dalla controllante Società Schemaventotto Spa e poi, dopo il riassetto societario avvenuto nel 2007, dalla controllante finanziaria Sintonia S.a. con sede in Lussemburgo.

La sede garantisce evidentemente dei vantaggi fiscali alla famiglia Benetton, in concreto vera padrona della rete autostradale italiana. E questo l'italiano lo accetta gandhianamente; dove invece risponde con dannunziana violenza è nella chiusura del baretto per evasione... (Fortuna che han trovato l'acqua su Marte!).

Sintonia S.A. è la finanziaria controllata dalla holding Edizione della famiglia Benetton che si occupa principalmente di infrastrutture e servizi per la mobilità.

Dal 1º gennaio 2009, Sintonia S.p.A. ed Edizione Holding S.p.A. sono state incorporate in Ragione S.A.P.A., poi trasformata in Edizione S.R.L.

È rimasta però attiva Sintonia S.A., sub-holding controllata al 79,08% da Edizione S.R.L. che ha mantenuto le stesse partecipazioni in portafoglio.
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Sintonia S.A. possiede:

- 100% di SchemaVentotto S.p.A., che a sua volta controlla il 30,06 % di Atlantia S.p.A., sub-holding che possiede Autostrade per l'Italia S.p.A.;
- 85,45% di Investimenti Infrastrutture spa, che detiene il 29,35% di Gemina: quest'ultima controlla il 95,76% di Aeroporti di Roma SpA.
- 24,38% di SAGAT, che controlla il 100% dell'Aeroporto di Torino e il 55,45% di Aeroporti Holding: quest'ultima controlla il 33,4% di Adf.

Cosa diamine potrà mai fregargliene dello sviluppo autostradale italiano a una famiglia che organizza un simile sistema di scatole cinesi incentrato sul principio 'aiutami che io mi aiuto'?

'Nessuna aspettativa mai!', ammoniva già a suo tempo il buon Maestro di Gandhi, Gautama.

E infatti...

Il giorno 5 ottobre 2015 si ribalta sulla mitologica A1 un'autocisterna dal contenuto potenzialmente pericoloso: gpl.

darospoaprincipe'L'autista stava senz'altro al cellulare', i commenti degli ausiliari anas di pettorina fosforescente abbigliati. E così, tomi tomi, cacchi cacchi il colpevole lo abbiamo trovato subito pure stavolta. In italia, non su Marte: lì solo acqua.

Siamo tutti felici, a sto punto. O no!?

Beh, ecco... Insomma: quando i mitologici Forconi bloccarono l'A1 più o meno alla stessa altezza, i media main stream gridarono al mondo il disastro che quel blocco procurava al paese. Qui il silenzio è stato assordante.

File chilometriche in ambo le direzioni perché nessuno dei numerosissimi pannelli elettronici che ci ricorda di indossare le cinture di sicurezza ci ha comunicato alcunché.

Terminati gli obbligatori interventi medici sui due feriti, la polizia stradale decide di consentire un'inversione sull'autostrada dopo aver provveduto ad aprire un varco spostando il jersey divisorio in cemento armato: un sogno che si realizza. Altro che Steve Mc Queen in Bullit!
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Il biglietto preso alla barriera d'ingresso, nonostante il sequestro in autostrada per un paio d'ore, viene giustamente richiesto per poter uscire al primo svincolo utile, km indietro rispetto alla meta agognata: l'impiegato alla barriera dice di non poter far nulla nel merito, non essendogli pervenuta alcuna disposizione. Dall'italia, non da Marte. E io pago!

Pago un servizio di cui non ho usufruito, in buona sostanza: il dubbio di dover percorrere decisamente la via della violenza prende subito corpo.

Pago un servizio che negli anni è stato via via attenuato, per usare un eufemismo: quanto hanno investito fino ad oggi i Benetton sulle autostrade italiane? Quanto hanno incassato? Quanto hanno laicamente tradotto all'estero?

La A1 è pura cassa contante a manutenzione zero e all'italiano non resta che cantare gandhianamente senza più soldi in tasca. Forse ha fatto davvero bene Matt Damon a filare su Marte!

In italia, quando nevica, quasi non passano più i mezzi spargisale o gli spazzaneve: i cartelli di obbligo di tenuta delle catene in macchina sono più che sufficienti a risolvere il problema della sicurezza in marcia, no!? E pure qui all'italiano non resta che rifugiarsi nel mantra gandhiano.


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E che dire delle toppe appioppate sul manto stradale con l'evidente fine di creare divertenti dislivelli? Dall'asfalto scuro si passa improvvisamente all'abbacinante avana per rendere più emozionante la guida sotto la luminosa stella che naturalmente bacia l'Autostrada del Sole; da quello drenante si passa a quello normale per garantire l'ebbrezza dell'improvviso aquaplaning. Anche in questo caso, gandhiana accettazione!

E gli americani avrebbero reagito dannunzianamente su strade così manotenute: altro che letteratura on the road!

La famiglia Benetton ci usa costante violenza? Ma no, no: vuole solo renderci tutti piloti provetti, emuli del buon Mc Queen, ecco la verità! E sarebbe pure tutto accettabile, se solo i pedaggi non fossero cresciuti ogni anno con la velocità dell'albero di Jack e il fagiolo. 

Ma si sa: i corsi di guida sicura si pagano salati, non solo sull'annacquato Marte.


La pista è la mia tela. La mia auto è il mio pennello.Graham Hill