Latte e Cazzotti

darospoaprincipeJames Braddok non fu un pugile famosissimo perché invincibile o per chissà quali record battuti.

É stato però di certo il peso massimo più coraggioso e umile che sia mai salito su un ring: la boxe, evidentemente, non è solo Alì.

Nasce il 7 giugno 1905, James, in un posto il cui nome è tutto un programma: Hell’s Kitchen. 

Ma come sempre, la vita ne sa una più del diavolo e decide di sfornarlo proprio lì.

Diceva di sé che era più carne che cervello. Io direi che era più che altro cuore. 


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Gli stava andando tutto piuttosto bene, a un certo punto della vita: la bella moglie che lo amava, i bambini in salute e una carriera che prometteva al meglio. 

Poi un’incredibile sequela di fattori avversi. 

Si rompe la mano destra a ripetizione e non può più combattere. 

Arriva la Grande Depressione. 

È noto: un pugile che non combatte non vince e se non vince... soldi zero. 

Gli rimangono solo moglie e 3 figli piccoli, da portare avanti con una mano sola, la sinistra. 

In molti durante quel periodo finirono alcolizzati e depressi in un bar: non lui. 

Ricomincia da capo lavorando al porto come manovale, usando l’unica mano rimasta buona, cercando di nascondere ai reclutatori del mattino il fatto che l’altra fosse praticamente inutilizzabile. Ha trovato la forza di rimboccarsi le maniche, rimettendosi in discussione, non per lui, ma per chi amava. 

Nonostante i suoi sforzi la famiglia Braddock patisce la fame, il freddo e conosce la povertà più nera. Ed è così che James decide nel 1934 di tornare sul ring 'a combattere per il latte'. È anziano per ricominciare, ma è anche affamato; ha la mano destra che si frattura a guardarla, ma gli è chiaro che combattendo guadagnerà qualcosa in più che facendo il facchino.

Il risultato dell’incontro era scontato per tutti: doveva solo salire sul ring, farsi riempire di pugni e sperare di uscirne vivo. 

E invece sai che succede? A forza di sollevare casse al porto con la mano sinistra era diventato un mancino. E vince! 
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E poi vince ancora e ancora, fino ad arrivare alla finale dei pesi massimi. Una sorta di Cenerentola che arriva al ballo. Solo che dall'altra parte non c’è esattamente il Principe Azzurro: ad attenderlo c’è Max Baer, il campione dei pesi massimi che di base combatteva non per vincere, ma per staccare l'osso del collo all'avversario. 

Si aprono le scommesse. Di quelle che non vorresti mai vivere come protagonista: non si scommette su chi vincerà ma sul fatto se James ne uscirà in verticale o in orizzontale.

E invece... invece al Madison Square Garden, nel 1935, Mr Braddock, dopo 15 riprese al fulmicotone, vince ai punti e, nel farlo su quel ring a due isolati da Hell's Kitchen, diventa la rappresentazione del sogno americano, la favola per tutti quei citadini a cui la Grande Depressione aveva tolto Pane e Speranze. 

E oggi quella di James risulta secondo me favola molto attuale. Coraggio e motivazioni possono sempre spingerti oltre l'ostacolo? Sì. E il Latte è un ottimo motivo per farlo. Con tutto il rispetto per i vegani, vicini e lontani.

Che a me son sempre piaciuti i sogni e meno le ideologie: i sogni stanno ancorati alla realtà, le ideologie agli dei. Ed io, l'unico che riconosco tra gli dei, è d'io.

La storia, subita dagli uomini come falsa coscienza, cioè nelle forme delle ideologie, può essere fatta dagli uomini nella piena consapevolezza delle loro azioni - HANNAH ARENDT