Bruxelles, Isis e resistenza


darospoaprincipeMentre dalle luci della stella KIC 8462852 gli scienziati traggono conclusioni sulle possibilità di vita extraterrestre, a Bruxelles bloccano ogni attività e chiudono ogni servizio: siamo alla legge marziale?

Luci nello spazio profondo, buio sulla Terra.

E mentre i Mussulmani ci invadono (ma schengen? e la necessità di manodopera a basso prezzo?), 'noi' si va ad invadere altri pianeti.

Con la curiosa pretesa di essere garbatamente accolti in veste di curiosi esploratori nel sistema solare, ma anche quella di essere capiti nella nostra casa priva di regole certe da individui che proprio delle regole hanno fatto uno stile di vita.

Parigi val bene una messa?



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La resistenza è un valore, secondo alcuni.

Resistere a che?

Resistere ad angherie e soprusi? Sopportare, dunque. 

Ma pure liberarsi è un valore, no?

E allora forse prima dobbiamo capire chi è l'aguzzino.

Lo studio della storia, ahimé, non ci viene troppo in soccorso: la storia, si sa, la scrive chi vince.

darospoaprincipeI libri di storia e i film ci hanno sempre dipinto i pellerossa come cattivi, incivili e dotati di usanze barbare. Oggi vengono additati come esempio di vita armonica nella natura.

Ci hanno insegnato che i Repubblichini erano assassini privi del minimo spirito compassionevole. Oggi qualcuno si azzarda a definirli patrioti con un forte senso dello Stato.

Siamo cresciuti nella convinzione che i Palestinesi fossero i cattivi e gli ebrei le vittime. Oggi si può benissimo guardare allo sviluppo degli insediamenti dei coloni per ricredersi.

E arriviamo ad oggi. Oggi ci dicono che i Mussulmani sono i nemici della Democrazia e chiamano il Mondo alle armi. Se tanto mi dà tanto, domani ci racconteranno che il tentativo americano di conquistare quella parte del mondo dove risiedono le maggiori scorte di petrolio ha generato un leggero fastidio nei nativi. 

Nativi per l'ennesima volta costretti ad emigrare per trovare un pezzo di pane e per fuggire da quella guerra che gli yankee vanno portandogli in casa chiamandola 'democrazia'. Not in my name.

La religione, ahimé, c'entra ben poco. L'unico minimo comun denominatore di tutte queste realtà presentate in maniera distorta nelle scuole è rinvenibile negli Usa di Roosvelt, Bush e Obama.

Mi ha molto affascinato leggere la storia del mistico Antonio Vicente Mendes Maciel detto il Conselheiro.

Che c'entra un mistico? Beh... Una volta esclusa la religione dagli argomenti utili a dipanare la matassa annodata attorno alla politica... non ci resta che la libertà.

Il Brasile del 19° secolo, al pari di quello odierno in effetti, non brillava per un eccesso di libertà.

La fondazione di Brasilia aveva decretato l'interesse del Paese a svilupparsi lungo le coste: il sertao doveva soggiacere alle regole nazionali senza però riceverne alcun beneficio.

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Dopo un lungo peregrinare per vie interne, il Conselheiro divenne il capo carismatico di un gruppo di contadini che si stabilì in Canudos senza riconoscere la nuova Repubblica decretata nel 1889.

Il governo centrale inviò un gruppetto di soldati per riportare all'ordine quei jaguncos. Non fecero ritorno al comando. Venne poi inviato un battaglione: stesso epilogo. Fu quindi il turno di un reggimento che ritrovò le divise dei commilitoni appese agli alberi della catinga insieme alle teste mozzate. Ma non riuscirono neanche loro a far ritorno a casa.

Fu solo nel 1897 che una brigata completa dell'esercito repubblicano ebbe la meglio su quei temerari jaguncos, straccioni privi di alcuna preparazione militare, e nell'assedio di Canudos, anche il Conselheiro, carismatico capo affetto da zoppia, perì. 

Visti i recenti accadimenti di Parigi, il rimando al villaggio di Asterix e Obelix in Gallia va da sé. Lì è storia che ha preso vita nelle pagine di Vargas Llosa, qui in quelle dei fumetti di René Goscinny.

Resistere, dunque. Ecco l'imperativo che torna. Per amor di libertà.

Ma a quale fine, in fondo? Un villaggio verrà sempre schiacciato dal resto del mondo. 

La morale è sempre quella: uniti si vince. E solo uniti.

Non ci sono altre strade. Non ci sono altre vie.

''... lì, alla fine del mondo, qualcosa di diverso ordinava le cose, gli uomini, il tempo, la morte; qualcosa che sarebbe ingiusto chiamare follia, e troppo generale chiamare fede e superstizione'' - Mario Vargas Llosa


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