Traffico natalizio

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A Natale siamo tutti più buoni?

Lo eravamo, forse. Quando il Natale non esisteva e lo scambio di doni aveva un suo intrinseco perché.

E probabilmente lo spirito di bontà è rimasto in auge fino a quando l'umana specie ha mantenuto in vita il proprio fanciullino interiore.

Ma oggi?

Oggi è tutto traslato. Oggi siam rossi di rabbia, al più!



Ci si sposta, oggi come allora. Ma con sempre minore entusiasmo. 

darospoaprincipeAlla ricerca di sé e delle proprie radici, tendenzialmente: il calore della famiglia è meta per molti (non sempre gradita, in effetti: chi non vanta problemi di sopportazione della suocera?). E poi tutti i nodi irrisolti con le figure paterna e materna, si sa, hanno la brutta abitudine di venire al pettine.

Oggi, per di più, si presenta pure il problema della famiglia allargata: con chi stanno i figli? Chi la sopporta la tua ex? E che dire della suocera acquisita? Traffico sconsiderato pure dentro casa, ormai.

Ma c'è una bella fetta di popolazione che fugge dalla famiglia e dai propri irrisolti prediligendo mete esotiche: chi resta a casa, ammettiamolo, è un poveraccio. Anche se, mal che vada, c'è sempre la revolving a prestar soccorso a tutti, no?

A dispetto della crisi, i voli sono presi d'assalto e non si trova più posto anche perché le prenotazioni messe a disposizione dell'umana gente sono state diminuite in maniera considerevole negli ultimi anni.

Chi resta tristemente ancorato all'italia e al cenone in famiglia troverà sempre il conforto di 'Una poltrona per due'.
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Conforto relativo, in vero: chi resta deve pensare ai regali! A dispetto della crisi, ci si getta con impeto alla ricerca degli ultimi regaliE non si trova posto davanti al luogo prescelto perché anche tutti gli altri hanno creduto di poter dar corpo in quel negozio alla strenna natalizia immaginata, porcocane!

Chi resta deve pure pensare al menù: ci si stressa per requisire le ultime provviste dai banchi del supermercato. Dobbiamo combattere? E lotta sia: è una maledettissima guerra, perdio! E i centri commerciali vengono letteralmente presi d'assalto. Ne resterà solo uno.

Ci si sposta nelle vie cittadine, dunque, intralciando senza il minimo rispetto il passo di chi ancora lavora. Se a questo si aggiunge pure il Commissario Tronca che decide di bloccare il traffico romano con un nuovo, puntuale divieto di circolazione... Ci si stressa sia nel traffico preparatorio che nel traffico in cui si viene risucchiati.

Lo stress natalizio prende il sopravvento. C'è modo di ovviare? Solo in modo cruento, temo.

darospoaprincipeDonne testosteroniche che vagano colme d'ira per la città alla guida del proprio suv d'ordinanza, incuranti di scuteristi, motociclisti, ciclisti e pedoni ai quali è vietato il transito sui marciapiedi occupati da incivili soste selvagge. 

Donne arrabbiate con la vita che, dimentiche dell'uso della freccia, fermano l'automobile in seconda fila nel momento in cui hanno maturato il proprio satori innanzi al negozio tanto ricercato, incuranti della fila di macchine che stupidamente le seguiva nel lento traffico natalizio. 

Donne nervose che, a dispetto del freddo, imbottigliate in una lunga colonna di lamiera e plastica, aprono il finestrino per urlarti rancorose tutta la frustrazione maturata nell'arco della loro esistenza. 
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E l'uomo soccombe, trascinato nella Geenna prima del tempo. Spirito di bontà natalizio, certo. Ma... Auguri de che?

E la domanda, a questo punto, nasce spontanea: il nervosismo delle donne prende vita a causa del traffico o sono proprio loro a generare il traffico? Altro che dilemma dell'uovo e della gallina.

L’automobile è diventata un articolo di abbigliamento senza il quale ci sentiamo nudi, incerti e incompleti nella complessità urbana.Marshall McLuhan

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