Batman v Superman: il film


darospoaprincipeLa crisi dello scrittore è un problema sociale: chi vuole scrivere e non trova uno spunto, impazzisce. E la pazzia del singolo diviene naturalmente un problema collettivo.

Della cacca ho già scritto.

Della politica Americana, pure.

Di un film sui supereroi figo, anche.

Il film più brutto? Già trattato

O no? Il dubbio mi conduce al cinema. Lentamente, senza spoiler.


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Batman v Superman: dawn of justice, è film atteso da molto tempo.

Non tradirà le attese. Vanta un cast stellare:  Diane Lane è Martha Kent, la mamma di Superman; Jeremy Irons è Alfred Pennyworth, il maggiordomo di Batman; Holly Hunter è la senatrice Fincher; Laurence Fishburne è il direttore del Planet, Perry White; Kevin Costner è Jonathan Kent, padre putativo di Superman.

Verosimilmente sarà privo dell'ironia di Deadpool e Ironman, d'accordo: questo è un film cupo, vietato ai minori di 14 anni, dopotutto.

La regia di Zack Sniyder (già 300 e Watchmen) si manifesta subito come preziosa, ricca di dettagli e sfumature raffinate.

Puntuali e d'atmosfera anche le belle musiche di Hans Zimmer: una certezza.

Le premesse per godersi due ore e mezza di film ci stanno tutte. Fatta eccezione per la frase di apertura: 'Il tempo della perfezione è ormai andato'. Un oscuro presagio? Siamo ottimisti per natura: non te ne curi e prosegui eccitato nella visione. 

darospoaprincipeNella seconda scena si vede Bruce Wayne (un imbalsamato nonché palestratissimo Ben Affleck che si allena come Rocky nel quarto capitolo della saga) tuffarsi in mezzo alla nuvola di macerie di un grattacielo che si sta sgretolando, nel tentativo di salvare qualcuno. Senza Batmobile. Senza corazza. Il brusio dei Martoniani in sala si accende un po': lo spot FCA è servito!

Nella scena successiva Lois Lane (una sempre brava Amy Adams) si trova al cospetto di un signore della guerra in uno stato africano. Mentre sta per freddarla, pronuncia questa sentenza: 'Ignoranza non significa necessariamente innocenza'. Altro oscuro presagio? Non te ne curi e prosegui eccitato nella visione.

L'ingresso in scena di Superman strizzato nella sua tutina di paillettes (Henry Cavill, Clark Kent / Superman / Kal-El), calato dall'alto come un pupazzo legato all'argano, tutti distrae dalla trama: avranno risparmiato sugli effetti speciali? Oppure sono gli occhialetti 3D a vanificare l'eccellente lavoro compiuto? Non curartene: Lois Lane è salva anche stavolta. É questo l'importante.

Appare poi Lex Luthor (un giovane e davvero bravo Jesse Eisenberg) che dice: 'Il senso d'impotenza rende aggressivi gli uomini deboli'. E il terrore comincia a formicolare lungo la spina dorsale di ogni spettatore: che sia l'ennesimo presagio? Si riferiva al pubblico in sala? Non ti curar di lor, ma guarda.

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Fino a questo punto, in effetti, abbiamo assistito solo alle slegate storie di tre orfani che cercano di sopravvivere lentamente a quella vita che i disastri familiari infantili hanno loro cucito addosso. É dunque un film sulla crisi della famiglia nel 21° secolo, si chiedono i Martoniani? 'C'è figa?', si chiedono sommessamente tutti gli altri.

I tre orfani si ritrovano miracolosamente a un party organizzato dal più giovane (lo sceneggiatore Chris Terrio, già noto per i notevoli Argo e The Foreigner, deve aver scritto questo lungometraggio dopo aver assunto ingenti quantitativi di Moviprep per curarsi). 

Il giovane orfano Luthor incentra il suo discorso di benvenuto sul significato etimologico del termine 'filantropo': chi promuove il benessere altrui. Moviprep (vero autore della sceneggiatura) è ben conscio che non sta affatto tirando fuori il meglio per gli spettatori: e così tira fuori il coniglio dal cilindro. La coniglia. La coniglietta... La discreta modella israeliana Gal Godot, già presente in Innocenti BugieFast & Furious 5 e 6, fa il suo ingresso in scena negli attillati panni di Diana Prince, alias Wonder Woman.

Per lei vale lo stesso commento esprimibile su Cavill: la kryptonite è molto più espressiva, ma senz'altro meno apprezzabile esteticamente.

darospoaprincipeÉ ufficiale: la figa non basta. Il film non decolla. Ed è a questo punto che Moviprep propone un'altra brillante soluzione: un inseguimento tra i docks, se non altro per far ammirare l'ennesima versione della Batmobile. Può un inseguimento risultare lento e impacciato? La kryptonite continua nella sua staticità a rubar la scena a tutti.

E finalmente i due eroi di questo lunghissimometraggio giungono al confronto in uno scambio dialettico esplosivo:
- Non accorrere più quando vedi il tuo segnale in cielo: considera questo avvertimento come un gesto di pietà.- Dimmi una cosa: tu sanguini?Superman lo guarda con alterigia e sorridendo spicca il volo.- Gronderai. Chiosa con voce artefatta un Batman ferito nel fisico e nell'orgoglio.

Dialoghi e tempi da telenovela brasiliana nonché effetti speciali normali e segnali raccolti lungo tutto il film non ti portano a desistere: non ti curi di loro e aspetti l'epico scontro. Il meglio deve sempre venire, no?

Passi sopra a Martha Kent che dice al 'figlio': 'Sii il loro eroe o sii niente: tu non devi nulla a questo mondo!'. 

Passi sopra alla scena da sette anni in Tibet nella quale appare Jonathan Kent che dà consigli filosofici al 'figlio' (davvero Kevin Costner ha sperato di risollevare le sue sorti dalla tonnara partecipando a questo film?). 

Passi sopra alla frase indirizzata da Lex Luthor alla senatora: 'La bugia più vecchia d'america è che il potere può essere innocente' (davvero Moviprep ha così pensato di poter costruire una parvenza di film politicamente impegnato, una volta mancato gli obiettivi 'figa' e 'inseguimento'?). 

Passi sopra agli scambi di battute finalizzati ad ammantare di una qualche base filosofica il nulla cosmico a cui hai assistito: 'dio contro l'Uomo', 'la democrazia esiste dove c'è confronto', 'l'uomo ha creato un mondo dove essere uniti è impossibile', 'il mondo ha senso solo se lo costringe ad averlo'.

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Passi sopra alla rissa alla Bud Spencer tra alcuni scagnozzi del cattivo della storia e Batman.

Passi sopra alla scena in cui la riedizione della natività senza bue e asinello appare in tutto il suo fulgore. E cominci a sentirti tu, un asinello.

Passi sopra... E ti rendi conto solo alla fine che stavi aspettando i liberatori titoli di coda.

Ecco: bisogna essere dei validi schiacciasassi per poter arrivare alla conclusione di questo lunghissimo film. Sempre animati dalla speranza d'imbattersi nell'idea in grado di giustificare il prezzo del biglietto.  Sempre confidando nell'alba di un nuovo giorno. Invano. 

Oppure bisogna assumere Moviprep per passare oltre e lasciarselo scivolare via.

A riveder le stelle...