Kung Fu Panda 3 - il film

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Quando esci dalla visione di una storia come questa della DreamWorks, due sono le considerazioni che ti pervadono:

1) Un film d'animazione per bambini? Wow!

2) Perché mai un film americano dovrebbe porre attenzione su un tema che interessa solo in italia, come il poro Mario Adinolfi ha già avuto modo di sottolineare?

Procediamo con ordine.



Non è inconsueto restare sorpresi quando scopri che un film d'animazione è stato davvero concepito come un film per bambini? Una volta visto Zootropolis è il minimo che si possa provare, lo stupore.

Qui ci troviamo davanti a una trama semplice, con lo sviluppo dei personaggi semplice e le battute semplici. Preziose rarità, dunque.

Come ha ben spiegato il regista bolognese Alessandro Carloni: 'Far vedere un personaggio che ama qualcosa è l’unico modo per far sì che il vostro pubblico ami il vostro protagonista'.

E Po, il nostro eroe, ama mangiare; ama il kung fu e soprattutto ama i suoi amici.

Il terzo capitolo delle avventure del panda ingordo regala, come da facile previsione, molte perle zen:
- 'Più tu prendi, meno hai', Maestro Oogway
- 'Prima della battaglia del pugno, viene la battaglia della mente', Maestro Shifu
- 'Se fai solo quello che sai fare, non sarai mai più di quello che sei', Maestro Shifu
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Po vive in una sorta di bolla: si sente invincibile, ormai; tipo il fratello di Kurt Sloane in Kickboxer - Il nuovo guerriero, per intenderci. Tutti i cattivi sono stati sconfitti e l'armonia regna incontrastata nella terra dominata dal Palazzo di Giada.

Ed è dall'aldilà infatti che arriveranno i guai, nella persona del perfido Kai, vecchio rivale del Maestro Ooogway. Una volta reincarnato, assorbirà il Chi di tutti i guerrieri della nazione. Chi riuscirà a fermarlo se non il mitico Guerriero Dragone?

Finalmente arriva anche la parte per i Martoniani: Po ha nel frattempo ritrovato il suo padre biologico e decide di far ritorno con lui nel loro paese. Si parla evidentemente di immigrazione e stepchild adoption, temi di grande impatto mediatico e sociale. In italia.

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Un pargolo cresciuto da un padre innaturale, poi reclamato dal padre naturale mentre sta cercando se stesso: 'Non so se sono un maestro del Chi, non so se sono il Guerriero Dragone e non so manco se sono un panda, a sto punto: io non so chi sono...', afferma sconsolato il poro Po davanti ai suoi due padri.

Il viaggio di formazione è un classico della letteratura per ragazzi: viaggia con i due papà per far ritorno al Paese dei Panda. Qui si allenerà duramente sotto gli occhi dei premurosi genitori: 'Riprovaci con minore impregno', lo esorta pacato Li, il padre panda. E anche i Martoniani esultano per questo simpatico spot ai due papà, uscito nel giorno della festa del papà. Ideale.

E dopo aver capito che: 'Il miglior maestro è quello che tira fuori il vero Sé dall'allievo', si sente finalmente pronto ad affrontare Kai. Uno 'scatusc' (la tecnica della presa del dito) e tutto passa. E invece no: i reincarnati sono immuni.

E mo? Il terrore s'impossesserebbe di ogni spettatore in casi come questo. Qui no: qui è chiaro a tutti che ci sarà un lieto fine. E infatti, in una scena corale che ricorda la tecnica Genkidama di Goku (energia sferica, unione delle energie di tutti i viventi elargite all'eroe), Po sconfigge definitivamente il Cattivissimo Nemico di questa puntata della saga.

Allenamento, amici e famiglia innaturale possono condurre chiunque nella strada del miglioramento: tutti possiamo passare da arroganti a maestri di tecnica e di vita.

Manca un dettaglio: