Kintsugi e rotture

darospoaprincipe
Gli orientali ce l'hanno piccolo.

Lo sanno tutti, no?

E forse è proprio per questo che sono riusciti a rendere arte la riparazione di qualcosa di rotto.

I membri occidentali, invece...

Non solo dell'ego vantano dimensioni colossali, evidentemente.

E quindi, quando si rompono... 



darospoaprincipe
E mentre i Giapponesi han dato vita al kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente 'riparare con l'oro', pratica che consiste appunto nell'utilizzo dell'oro per saldare assieme i frammenti sparsi (U-hu!), gli italiani hanno portato avanti la pratica dell'urlo e della bestemmia.

L'umile tecnica orientale permette di ottenere qualcosa di prezioso sia dal punto di vista economico (data la presenza del prezioso metallo) che artistico: ogni oggetto riparato presenta un diverso intreccio di linee dorate ovviamente irripetibile per via della casualità con cui la frantumazione è avvenuta.

Quella altezzosa occidentale finisce col perpetuare sempre le stesse dinamiche: spaccare gli organi d'ascolto dei santi non produce alcunché di unico né tanto meno di artistico.

La pratica orientale nasce dall'idea che da una ferita possa nascere comunque una superiore forma di perfezione estetica e interiore; quella occidentale, che ogni rottura organica miri a comprometterne definitivamente l'originario funzionamento.

Insomma, nasciamo perfetti e moriamo difettosi: tranne che per Cristo (non è una bestemmia, n.d.r.), su tutto il resto del creato la Passione non gioca a favore di un effettivo apprezzamento. Un sudario non fa primavera!

E così, mentre l'orientale ripone nella mano dell'artista ogni speranza di restitutio ad melius, quello occidentale sa che la toppa poggiata maldestramente sulla rottura non scongiurerà la prosecuzione della lesione: si limiterà a nasconderla per un po', rinviando semplicemente la soluzione del problema. Toppa come carezza dalla quale usciranno sorprese poco gradite.

E allora, inutile raccontarcela: bando all'armonia! Agli strumenti di precisione da orafo, noi prediligiamo nel quotidiano il rozzo uso della mazza: mazzate sui lavori per la Tav; mazzate sugli onnivori e su tutti quelli che, non vivendo sotto scorta, apprezzano poco gli ingressi di clandestini sul patrio territorio; mazzate su coloro che patrocinano l'estrazione di idrocarburi nel mediterraneo.

darospoaprincipeAlla luce di quanto detto, il referendum risulta kintsugi o bestemmia?

Oggi indossare la maglietta 'no trivelle' è facile per chiunque, ma lo storico trattamento dei risultati referendari in italia dovrebbe aiutarci a non sbagliare risposta: il quesito del 1993 sui finanziamenti pubblici ai partiti com'è stato accolto dal legislatore? E quello del 2011 sull'acqua pubblica? Possiamo dire che l'unica parte in gioco che ci guadagna è quella del comitato promotore che intasca un euro a firma raccolta, una volta raggiunto il quorum? Ricordo che le firme devono essere almeno 500.000. E poi mi taccio, lasciando il pensiero libero di volare a oriente.


Cercate di mettere in pratica ciò che sapete. In tal modo, le cose che non sapete, a tempo debito, potranno richiedere la vostra attenzione. - Remy de Gourmont.


Commenti

  1. Interessante, Borzum.
    Non conoscevo il kintsugi, grazie.

    ===

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    Risposte
    1. Bisogna impratichirsi sulle rotture: di necessità virtù!
      E soprattutto è necessario conoscere i rimedi.

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    2. La rimozione delle rotture non è affatto utile;
      talvolta, è il contesto sociale ( lavorativo, affettivo ) a necessitare una copertura oppure un ridimensionamento delle rotture ... ma se diventa un processo standard, è patologia.

      ===

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    3. E dalle patologie incancrenite è molto più difficile guarire.

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