Hardcore - il film


darospoaprincipeSe c'è qualcosa che abbiamo imparato bene negli ultimi anni è che o stai dalla parte degli usa, o non sei nessuno. (Donald Trumbo docebat).

Qualcuno dice che è solo perché risultano il braccio armato degli israeliani. Altri dicono che queste sono solo tesi complottistiche.

Il dato oggettivo è che il TTIP sta per diventare realtà. E che lo stivale è sempre pronto ad aprirsi come supporto a fedele membro della Nato.

L'italia è sempre prona sull'altare sacrificale dell'economia usa, come già ampiamente dimostrato dalle sanzioni comminate alla cattiva Russia del malvagio Putin.



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La vita contemporanea è un intreccio di vicissitudini internazionali degno dei migliori film d'azione.

Andare al cinema è l'unico modo di distrarsi un po': i martoniani convengono. 

Certo, dopo aver visto Batman v Superman, la magia della settima arte è un po' scemata... ma non si può certo aspettare il successivo della Marvel (tra l'altro, una delle tante branche dell'onnipotente Disney) per dilettarsi un po'. Dall'originario teorico antisemitismo, a parte integrante del sistema, il passo per gli studi Disney non è stato affatto breve.

Arrivare a una sintesi tra bocche buone e palati fini è comunque impresa ardua: si può trovare accordo solo su un film antisistema; non sponsorizzato da major americane, dunque.

Escludendo i pretenziosi film francesi e quelli pallosi italiani, tolti i cartoni animati e le commedie prive di aspetti introspettivi, non resta che Hardcore, lungometraggio prodotto nella reietta Russia (ormai spinta all'autarchia in ogni settore).

Ma se i Martoniani pensano subito a Andrej Arsen'evič Tarkovskij, lo sappiano fin d'ora, non c'è coratella per gatti. Stesso dicasi per chi si aspetta un bel pornazzo.

darospoaprincipeQui siamo alla fantasmagorica trasposizione, girata tutta in soggettiva dal capace regista Ilya Naishuller,  di uno sparatutto quali erano Doom, Quake o Nuke 3Dhardita come scelta! Particolare.

Il risultato è affascinante: lo spettatore si ritrova catapultato nel set cinematografico indossando i panni dell'adrenalinico interprete principale, Henry.

Il contorno di un'azzeccatissima colonna sonora conduce velocemente lo spettatore tra una scena e l'altra fino al calzantissimo Don't stop me now dei Queen nell'epico scontro finale.

Le sequenze splatter che rimandano alle glorificate scene montate da Tarantino in Pulp Fiction o in Kill Bill, insieme alle citazioni de l'Arancia Meccanica di Kubrik o del Matrix dei Wachosky, rallegrano i palati degli spettatori affatto delusi dalla mancanza di caviale (in russia è un controsenso, lo so): allegri popcorn per tutti!
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Evitando ogni tipo di spoiler, mi limiterò a dire che la trama prende corpo intrecciando ad alto voltaggio gli eterni fili della lotta tra Bene e Male: Henry (il nostro muto eroe, il nostro alter ego) contro Akan (un pazzoide ben interpretato da Danila Kozlovsky), archetipi diluiti dalla magistrale interpretazione dell'eclettico Sharlto Copley (Jimmy) e dalla presenza della ineludibile gnocca, Haley Bennett (Estelle, moglie di Henry).

Lo scontro si protrarrà lungo tutta la proiezione tra inseguimenti mozzafiato e divertenti espedienti narrativi (tra i quali spicca: Jimmy è immortale?) che, pur nella loro semplicità, non mancheranno di allietare lo spettatore senziente, privandolo di ogni stimolo allo sbadiglio.

Ecco... Gli orfani di Tarkovskij possono restar delusi; ma tutti gli altri, quelli che scelgono scientemente lo spettacolo da andare a vedere, non potranno che uscirne soddisfatti.
Se prendessi questo momento e ne facessi del té, non servirebbe lo zucchero - Akan 

Cosa pretendere, d'altronde, da un film costato come una puntata di Beautiful e arrivato nelle sale a dispetto dello strapotere delle case distributive americane? 

Sul finire si riceve in dono pure questa sana pillola filosofica:
Tieni bene a mente questo, Henry: tu non sei altro che il cumulo dei tuoi ricordi - Jimmy

E allora ricordiamoci bene degli sbadigli accumulati al cospetto dell'osannatissimo quanto costosissimo Hateful Eight, e del divertimento provato davanti all'econimicissimo e risparmioso Deadpool: sarà più semplice scegliere il prossimo godibile spettacolo.

D'altra parte, ricordiamolo, è il povero Leicester di Claudio Ranieri e Richard Vardy ad aver vinto la Premiere League.

La rivincita dei Davide è solo all'inizio.



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