Lavoro a fumetti


Il lavoro è sempre più un sognoE i sogni son desideri. 

darospoaprincipeChi ce lo doveva dire che saremmo arrivati a sognare di lavorare?

Oggi è considerato fortunato chi un lavoro ce l'ha: la cultura del lavoro ha finalmente sconfitto la cultura della vita. A dispetto della famiglia. A dispetto delle passioni.

Il lavoro è un dispetto che il Padreterno ha fatto all'uomo. Per colpa della donna. E di quella fottuta mela che ci ha fatto mettere all'indice! Altro che mezza mela...

Maledire la Melinda è un obbligo morale, dunque. Inutile il malanimo, però: a parte rovinarsi il fegato non si producono altri effetti degni di nota.

Ed è ovvio che difficilmente si vorrà diventare melaniani


darospoaprincipe
Cliccare 'mi piace' su un lavoro, dunque, è l'unica via percorribile per non farsi il sangue amaro e non appendere la propria vita a un ramo.

Certo... 

Il lavoro, oggi, bisogna inventarselo: il posto fisso non esiste più. E allora, forse, il lavoro assume una volta il ruolo di un utile strumento volto a ritrovare se stessi (qui).

Il mitologico Job Acts non ha naturalmente sfornato nulla di diverso da qualche mela cotta: cibo non esattamente indicato per i sontuosi banchetti promessi. A meno che non si facesse riferimento a quelli elettorali (divenuti sogno di una notte di mezza estate anch'essi, ormai).

L'art. 81 di questa legge ha sortito l'effetto (voluto?) di rendere legale il fenomeno del caporalato: oggi qualunque impresa può sostanzialmente usufruire di manodopera a basso costo per un tempo indefinito. Questi moderni schiavi in prestito non sono altro che soci di cooperative, presi in affitto. Come uno scooter. Come una bicicletta.

La 'Buona Scuola', ha in buona sostanza aggravato la situazione dei supplenti, concretamente cresciuti nei numeri in quanto non abilitati a partecipare al concorso ma necessari per coprire le oggettive carenze di organico (ricordiamo che un docente lavora per un massimo di 22 ore settimanali, ferie e sospensioni festive escluse).

darospoaprincipeÈ ridicolo che i sindacati manifestino in piazza per il lavoro dopo aver avallato questo tipo di riforme, no? Primo Maggio a chi (qui)?

Eppure continuano a mietere consensi e iscritti. Manco fossero Comare Morte... Pollice verso!

D'altra parte perché mai il sindacato, composto di persone che non lavorano più, dovrebbe osteggiare l'azione legislativa esercitata da gente che non ha mai lavorato? È come aspettarsi da un sordo muto la composizione di un'opera sinfonica di prim'ordine.

LA democrazia è stata messa all'indice e, nonostante tutto, c'è ancora qualche suddito che crede nella possibilità di cambiamento di questo paese.

No, non mi riferisco ai bambini: per loro è normale sognare.

E nemmeno ai malati di alzheimer: per loro è normale dimenticare le storture che vivono nel quotidiano a causa di Renzi, Poletti, Boschi, Camusso, etc, etc...

E nemmeno ai beneficiari di favori politici che ricambiano con voti, ovviamente: loro ci sguazzano in questo stato di cose, come un maiale nei propri escrementi.

E nemmeno... Un momento: chi altro resta in italia?

Di certo non chi lavora con passione: questi hanno scelto di andare all'estero per ottenere il giusto tributo. Su tutti viene in mente Claudio Ranieri col suo Leicester; ma anche persone come Vittorio Colao, Ceo di Vodafone; Gianfranco Lanci, Ceo di Lenovo; Mario Greco, Ceo di Zurich.

darospoaprincipeForse dovremmo chiedere a questi fuggiaschi di tornare in italia per risollevarne le sorti. E loro, giustamente, risponderebbero con un dito alzato (differente dal pollice e dall'indice, di sicuro): meglio essere ben considerati in posti civili o essere screditati e dileggiati in una fogna puzzolente?

Questo è il problema. Altro che Amleto!

Evidentemente abbiamo i regnanti che ci meritiamo.

Che ce frega: tanto c'è il mitico concertone in diretta da San Giovanni, dedicato... al lavoro, vero convitato di pietra.


“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!” - Dante Alighieri