Concerto di Vasco

Cosa si può scrivere su un mito vivente?
darospoaprincipe

La religione è da sempre argomento scottante, che fa diventare rossi: nel senso letterale del termine.

Vasco è un mitoAl limite possiamo discutere su 'vivente'...

Cos'è ormai un concerto di Vasco se non 'atmosfera tribale inneggiante a ridondanti messaggi depositati nell'aere da un vecchio stanco'? (Cosa?!)

Eppure... Neppure l'illuminato Piero Fassino avrebbe mai scommesso 20 anni fa che il Blasco sarebbe riuscito ancora oggi a riempire l'Olimpico di Roma per 4 serate con 60 mila paganti cada una!


darospoaprincipeCacchio che energia! Ecco cosa ti viene da dire quando sale sul palco.

Ehhh, già... 64 anni di vita vissuti faticosamente al limite e... è ancora qua! Lo vedi.

Ci vuole occhio. Ci vuole occhio per diventare un menestrello della Solitudine, apprezzato da intere generazioni di fans. Cantare da quasi sei lustri del senso di solitudine e della mancanza di qualcuno con cui condividere le emozioni, un complice con cui poter ridere. Ci vuole occhio per notare la somiglianza col poro Giorgio FalettiCi vuole occhio per apprezzare quella folla festante accalcata intorno al semplice palco eretto a cornice della sua ennesima esibizione.

Curve piene; tribuna Montemario gremita; prato stipato: anche l'occhio vuole la sua parte! Bimbi col sorriso; giovani che, dopo molte birre, urinano serenamente in pubblico sulle gambe degli astanti; sessantenni un po' fumati che stavano tra i trentenni quando Vasco esordì. Torsi nudi; shorts; bermuda; cappelli; fascette... É l'immenso carisma del sig. Rossi a tenere tutti uniti.

darospoaprincipeCacchio che energia! Ecco cosa ti viene da esclamare.

Ma... Dopo ogni mini pausa Vasco rientra con gli occhi più sbarrati di prima e lo sguardo un po' più assente. Aiutino nel retrobottega?

Il pubblico si agita. Salta. Canta. Spesso con le mani alzate. Tutti atleti o aiutino pure per loro?

Intanto, l'occhio che tutto vede sovrasta la folla.

Manco Tupac Shakur arrivò a tanto col suo Killuminati...

I poteri forti tengono in piedi Vasco? 

darospoaprincipeIlluminati

Rettiliani?

Non mi meraviglierebbe: di quante famiglie è responsabile? Quante persone campano su di lui? Che giro movimenta?

Weekend con il morto? Mi sembra più poetico il ricordo di Futurama, dove si vede la testa di Richard Nixon tenuta artificiosamente in vita per governare il mondo: il parallelo regge, no?

Vasco è ancora il komandante del suo mondo?

I primi piani dopo le due ore evidenziano senza pietà alcuna lo sguardo assente che si accompagna ad un'interazione col pubblico tutt'altro che rock, anzi alquanto ridotta all'osso.

La potenziale atmosfera hard rock è poi annacquata dall'italico 'volemose bene': siamo tutti fratelli, no? Abbracci tra sconosciuti, canti condivisi: una chiesa, appunto. Una chiesa che s'infervora con i vecchi successi: Stupendo, Gli spari sopra, C'è chi dice noUna canzone per te, Vita spericolata, Siamo solo noi, Rewind (e le classiche tette al vento delle zelanti fans)... Una generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi: ha Vasco, però.

darospoaprincipeMolto rock sono i suoi compagni di viaggio, non tutti ultrasessantenni ma tutti musicisti di prim'ordine.

Il moro tatuato e di lunghi crini dotato nonché apprezzatissimo dal gentil sesso Stef Burns (pseudonimo di Stephan Birnbaum) alle chitarre con Vince Pastano; Claudio Golinelli ‘Il Gallo’ al basso; Andrea Innesto al sassofono; la storica vocalist Clara Moroni ai cori; Frank Nemola alla tromba; Alberto Rocchetti alla tastiera e il biondo tatuato e di lunghi crini dotato nonché apprezzatissimo dal gentil sesso Will Hunt alla batteria.

Musicisti cazzuti ai quali viene offerto molto spazio per farsi apprezzare in preziosi assoli. E consentire il recupero al poro Vasco nel frattempo.

Una sentenza da vate squarcia l'aere prima dell'ultimo brano 'Il nemico non è l'odio, ma la paura: non dovete avere pauraaaa!'

E così il concerto può finalmente concludersi come da tradizione ormai consolidata, con Albachiara. Nessun bis può essere regalato: la benzina è comunque finita.

Le emozioni sono create più dall'atmosfera d'insieme che dal concerto in sé ma l'atmosfera la crea comunque lui. Da molti anni. Da generazioni. E tu dici: cacchio che energia!

Grazie ancora, vecchio Blasco.

E se per sopravvivere... qualunque porcheria
Lasciate che succeda ... e dite "non e' colpa mia"....
SORRIDETE!... GLI SPARI SOPRA... SONO PER NOI! -
(libera traduzione dal testo originale della band irlandese An Emotional Fish del 1990)