Estate poco statica


darospoaprincipeIl 21 giugno, in barba al riscaldamento globale, si presenta più o meno puntuale il solstizio d'estate (anno bisesto, n.d.a.). Ma non il caldo.

Il global warming indossa la sciarpa, anzi. Sotto la folta barba che va tanto di moda.

Piogge sparse. Alluvioni. Neve... Temperature meno che primaverili.

Bestemmie villeggianti. E sulla spiaggia sferzata da venti freddi e acquazzoni vari, indossano la felpa. I villeggianti, no le bestemmie.

E la chiamano estate, cantava qualcuno.

... e all'improvviso ecco l'acqua, cantava più o meno qualcun altro.



darospoaprincipe
Sempre creduto nella Vichiana teoria dei Corsi e Ricorsi.

Anche due anni fa erano in corso i campionati Europei di Calcio: era la nazionale del poro Balotelli, quella. Ci siamo imborghesiti assai negli ultimi due anni: è l'italia di Conte, questa.

Anche due anni fa respiravamo il clima elettorale: le europee che consacrarono il Movimento 5 Stelle erano state archiviate da poco. Ora il tornado a 5 stelle si è abbattuto sulle amministrative, appendendo molti scheletri negli armadi sabaudi e illuminando con forti raggi la capitale.

Virginia Raggi... Il primo erede femmina di Romolo (sindaco? sindachessa? per intanto s'indaga!). Il più giovane erede di Romolo.  Senz'altro l'erede di Romolo più apprezzabile a livello estetico.

Un plebiscito. Una votazione bulgara. Merito delle gonne corte? Ai posteri l'ardua sentenza.

Anche Gianni Alemanno trionfò nel 2008, e senza indossare gonne corte, in vero.

In quel tempo nessuno sano di mente voleva farsi carico della drammatica situazione capitolina (oggi peggiorata, n.d.a.): Gianni accolse l'occasione con immotivato entusiasmo. L'ego, si sa, fotte più di Rocco Siffredi.

La poderosa macchina da guerra della sinistra gli contrappose il potentissimo satrapo Francesco Rutelli, ancora oggi controllore di una nutrita quanto fedele compagine di affezionati elettori. Ai quali fu ordinato di votare compatti Alemanno. 

Se si vuole trovare una data a cui far risalire il declino della destra italica (ah! ah! ah!, n.d.a.), beh, fu proprio quella della candidatura del poro Gianni, meno negro di Balotelli ma a lui assimilato in merito ai risultati conseguiti.

E allora, perché mai non ricorrere allo stesso processo razionale per giudicare la luminosa elezione di Raggi?

Roberto Giachetti sapeva benissimo fin dall'origine di non avere alcuna possibilità di sedersi sullo scranno più altro del Campidoglio, come coscienziosamente ha affermato qui dal minuto 2:00.

Quanto è verosimile la volontà di rendere impossibile la vita politica della carinissima sindaca a 5 stelle, in modo da seppellire l'intero movimento a livello nazionale? Tutto in discesa. Tutto apparentemente semplice.

D'altro canto è lecito dubitare del sostegno della regione targata PD o del governo targato PD alle prosciugate casse capitoline: la ministra Maria Elena Boschi è stata chiara sull'argomento, no?

darospoaprincipeDavvero c'è ancora qualcuno che si ostina a credere che il trionfo di Virginia non sia da imputare alla beltà delle sue cosce? Che dire della bontà dei programmi? O della stanchezza del popolo per i soliti noti? Bologna è mirabile testimone in questo senso: il popolo non guarda ai programmi. Né tantomeno al retaggio politico. Non restano che le cosce, a 'sto punto...

Già me li sento boiardi e mestieranti della politica: ''Se non riescono a governare una città, come diavolo pensano di poter governare un Paese?''

Ma magari è solo fanta-politica. E il riscaldamento globale non è una colossale sciocchezza.

Quelli che pensano che i momenti di cambiamento siano confortevoli e privi di conflitti non hanno imparato la loro storia - Joan Wallach Scott