La buona scuola


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La buona squola non è quella normativizzata dall'ennesima nidiata di dilettanti allo sbaraglio che occupa gli scranni del parlamento.

Né tantomeno quella descritta dai lamentosi elementi del corpo docente che son finiti ad insegnare col solo obbiettivo di accaparrarsi l'agognato posto fisso.

La buona scuola è quella fatta da maestri e professori che credono nella loro missione e la perseguono con passione, a dispetto dei bastoni disposti tra le ruote con meticolosa pervicacia dalle su indicate categorie di pagliacci senza gloria e fastidiosi fannulloni.


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Non posso affatto credere che i nostri governanti siano così infinitamente stupidi da non valutare l'importanza di una scuola funzionante: è nelle scuole che vengono formate le persone che guideranno il paese domani.

Opto quindi per il dolo: è loro palese intenzione distruggere le possibilità di ciascuno di emergere leggendo, acculturandosi. Solo sui libri può edificarsi un futuro migliore. E loro lo sanno. 

Un bambino che legge sarà un adulto che pensa.

Ma è difficile scegliere un libro per dei ragazzi: deve essere scritto bene, in primis; deve poi contenere un messaggio; deve far sognare e deve segnare. Un libro che non lascia il proprio seme nel lettore è un libro sterile

Quale la molla che può spingere un soggetto di stipendio fisso dotato a compiere qualcosa di meritorio nell'ambito del proprio lavoro? In fondo, come replicano tanti, 'chi non fa nulla vanta la mia stessa retribuzione'.

darospoaprincipeEd è vero in un'ottica di misero orticello casalingo. É verissimo per chi non ha più nemmeno un principio di amor proprio. Ma diosanto, com'è possibile non essere spinti a dare il meglio di sé quando incroci lo sguardo di un adolescente?

Sembra che si trovi davanti a te in attesa di un'indicazione, di una spiegazione. Del Verbo... Sembra che stia lì solo per imparare. Questo dicono i suoi occhi. E questo abbiamo l'obbligo morale di recepire, al di là delle parole di sfida e dell'atteggiamento strafottente che spesso accompagnerà le sue azioni. Cosa volevamo alla sua età? Crescere.

L'adolescente arde di una furiosa brama di crescere, ed è nostro dovere offrirgli tutti gli strumenti per poterlo fare al meglio: aprire la propria mente per poter sognare. Leggere gli consente di sviluppare la fantasia. Leggere gli consente di accumulare attivamente esperienze di centinaia di vite senza muoversi dal proprio letto: ha una vita da adulto per viaggiare, per scegliere la propria direzione. La TV lo rende invece passivo, ottuso.

Questi e non altri devono essere stati i pensieri della d.ssa Teresa Marino, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Motta San Giovanni (RC) quando, in accordo con l'Uciim (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Formatori), ha organizzato l'incontro con l'autore del libro adottato nell'anno scolastico 2015/2016, a chiusura del percorso "Letturalmente" realizzato nell'ambito del progetto nazionale "Libriamoci".

darospoaprincipeIl libro scelto? Da rospo a Principe. L'autore? Stefano Borzumato (io, n.d.a.).

Tornare tra i banchi di scuola; sentire pronunciare il proprio nome senza ravvisare il minimo tono di rimprovero; godere dei tre lavori multimediali premiati (effettuati sul tuo libro) e rispondere alle domande dei ragazzi, con buona pace di Mastercard, non ha prezzo.

Il 30 maggio 2016 è data che ha lasciato un segno importante: negli studenti che si apprestano a compiere un importante passo della loro vita e in me, mai così fiero del mio operato; mai tanto cosciente di aver lasciato un seme in chi mi ha ascoltato.

Il circolo virtuoso avviato in questo paese del bistrattato Meridione è a mio avviso esemplare. La scuola, qui, non indottrina: offre spunti di crescita; dona conoscenze per ampliare la possibilità di scelta in capo agli studenti; genera la voglia di rendere migliore la propria terra. Non istiga alla fuga per poter sopravvivere.

In quest'ottica è meritoria l'azione di alcuni ex studenti che, una volta cresciuti, hanno deciso di prestare il proprio operato come volontari nella biblioteca del paese, iscrivendosi all'associazione Auxesia e impegnandosi a ottenere donazioni di libri per accrescere il catalogo dei titoli disponibili.

L'humus della cultura ha cominciato a prendere spazio. Se si riuscirà a rendere migliore questo paese sarà solo grazie all'impegno profuso da questi ragazzi: sono loro il nostro futuro. Coccoliamoli: ne avremo tutti da guadagnare.


Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavoGianni Rodari


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