Star Trek beyond


Cosa c'è oltre Star Trek?

darospoaprincipeL'attentato di Monaco in cui il tedesco diciottenne (di seconda generazione con radici iraniane e che campava di sussidi) Alì Sonboly ha accoppato dieci persone e ne ha ferite ventisette?

La strage di Kabul in cui son perite ottanta persone?

La sparatoria di Miami in cui due individui hanno lasciato il mondo dei vivi?

L'ennesimo barcone carico di fuggitivi affondato nel Mediterraneo?

La Nintendo che non toglie i Pokemon dai lager tipo Auschwitz?

Gonzalo Higuain che passa dal Napoli alla Juventus?

Pochino davvero, no? Meglio trovare qualche martoniano da portare al cinema.



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Il film del momento è senza alcun'ombra di dubbio proprio l'ultimo episodio della saga di Star Trek.

Attuale come non mai, in effetti.

Star Trek è la storia dell'integrazione ben riuscita.

In primis nella nave stellare Enterprise: l'americano capitano Kirk convive magnificamente in armonia con la negra Uhura, col muso giallo Sulu (qui addirittura gay!), col russo Chekov e coll'alieno Spock. E il Commodoro della stazione orbitante Yorktown è una donna! I martoniani gongolano.

Ma anche nell'universo, dove la Federazione ha portato la pace. L'armonia regna sovrana ovunque. Fantascienza, per l'appunto. O no?

Nella pace sembra che nessuna storia possa prender vita. 

Ed è così che ci imbattiamo in Krall, il cattivone di turno con respiro alla Dart Fener che si prefigge di sconquassare l'ordine costituito. Ma le analogie con la pretenziosa saga di George Lucas finiscono qui.

L'abile regista Justin Lin (già alla direzione di alcuni episodi di Fast & Furious nonché della sitcom Community) non si siede sulla storia né vanta con arroganza la trasmissione di chissà quali ambiziosi comandamenti per l'umana stirpe.

No: Lin si limita a dirigere un bel film, veloce, divertente, dalle battute sagaci (''Non esiste l'ignoto, ma solo ciò ch'è temporaneamente nascosto'') e dalla sceneggiatura priva di buchi; una storia che si sviluppa come un giallo e nella quale i vari colpi di scena sono ben inseriti. 
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La gnocca costituisce sempre un forte richiamo e la Bad Robot Production ne è cosciente: Uhura non basta e allora viene definita la parte dell'aliena Jailah, interpretata da una splendida Sofia Boutella (già luminosamente presente in Kingsman, qui). Un bell'effetto speciale, riconoscono i martoniani.

E gli effetti speciali non mancano davvero. Su tutto valga come esempio la scena del combattimento in assenza di gravità: magistrale! Il 3D ha un senso, finalmente: molte sequenze rasentano la perfezione, specie se paragonate ai lungometraggi che fino ad oggi si sono avvalsi di questa tecnologia. Anche i martoniani lo hanno apprezzato.

Ecco: questo Star Trek Beyond è proprio uno spettacolo assai piacevole da godere al cinema. Ci troviamo al cospetto di un film che può essere apprezzato anche senza aver mai seguito una puntata sella serie televisiva, o un'altra avventura della saga.

Questo film è in grado di riconciliare il pubblico con i blockbusters: dopo le ultime ciofeche della Dc Comics e della Lucas Film, era difficile pensare realisticamente a questa opportunità. E invece la risposta la offre lo stesso mr. Spock nel film:

Troveremo la speranza nell'impossibile.


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