Tanti auguri, Giulio!


darospoaprincipeSi dice che Gaio Giulio Cesare sia nato a Roma il 13 luglio del 100 A.C.

Alcuni propendono per il 12: poco cambia, al dunque.

La grandiosità della sua vita non può certo limitarsi in poche righe, ma può senz'altro essere analizzata confrontando la sua azione con quella degli amministratori contemporanei.

Magnificenza vs. pochezza.

Visione del mondo vs. visione del proprio gabinetto.

Magnifica Visione vs. cecità da cesso...


darospoaprincipe
La Magnifica  Visione è equiparabile al sogno da realizzare: tutti i grandi l'hanno in dote. E ne lasciano naturalmente omaggio alle generazioni future.

È Cesare ad aver unificato l'Europa sotto un'unica cultura, quella Romana, con risultati ben differenti da quelli realizzati dai 'nostri' prodi & draghi & barroso & co., più orientati al cesso, con tutta evidenza.

Il De Bello Gallico e il De Bello Civile sono magnifiche testimonianze della sua capacità di mettere per iscritto pensieri ed emozioni della vita usando da vero maestro una prosa asciutta e diretta. Oggi abbiamo veltroni e salvini che si cimentano con la letteratura.

Era frocio, rivendicano a gran voce i gay che cercano auctoritas giustificativa agli occhi della massa: ma hanno presa solo sui poveri ignoranti che nulla conoscono del sistema educativo Greco del tempo. E oggi roma produce vladimiro guadagno, in arte luxuria.

Il Foro di Cesare non costituisce altro che l'edificazione di questa Magnifica Visione. I politici contemporanei possono serenamente annoverare tra i propri vanti il Serpentone a Corviale.

darospoaprincipeEsiste allora occasione migliore per visitarlo? Il Foro, non il Serpentone... No, direi. In notturna, poi, e perché più suggestivo e perché... di giorno c'è ancora chi lavora!

Ci si trova con la folla sotto la Colonna Traiana, all'inizio di Via dei Fori Imperiali, progetto realizzato nel 1931, sotto Benito Mussolini, ultima italica espressione del binomio architettura-magnificenza: 31 mila metri cubi di macerie spostate per collegare Piazza Venezia al Circo Massimo. Migliaia di persone impiegate per realizzare un'impresa ancora oggi sotto gli occhi di tutti.

Le variazioni paesaggistiche subite dall'area in oggetto sono proiettate sulle pareti dei cunicoli che passano appunto sotto via dei Fori Imperiali: le proiezioni sono accompagnate dall'esaustivo commento di Piero Angela. I 50 minuti di passeggiata nel foro risultano molto piacevoli: calcare la pavimentazione dove era solito passare Giulio Cesare oltre 2000 anni fa è comunque emozionante.

I lavori durarono dal 51 al 46 a.c. Senza bulldozer. Oggi, dal 2012, non si è ancora riusciti a concludere un albergo nei pressi di via Giustiniano Imperatore, il famoso Bidet (il cesso che torna!), ormai occupato da molti immigrati irregolari.

darospoaprincipe
Cosa si prefiggeva di ottenere il buon Gaio della gens Julia? A parte l'imperitura eternità, naturalmente.

Si prefiggeva di allargare e rendere più confortevole l'area civica con uffici, botteghe, scuole, bagni pubblici e la contigua Curia, pensata come una sorta di dependance del foro stesso; con opere d'arte volte a impreziosire l'intero spazio, ma anonime per non minare l'ego del committente; con un imponente colonnato che finiva col garantire adeguata copertura a tutti i presenti, in caso di pioggia.

Il tutto alla modica cifra di 1 milione di monete d'oro, equivalente agli attuali 300 milioni di euro.

Come potrà mai uscire la Raggi da questo confronto? Bene, sembra: mentre Gaio si fece chiamare Cesare dal popolo, Virginia ha esordito appellandosi 'sindaca'. Se il buongiorno si vede dal mattino...

Difficilmente otterrà bottini da altre popolazioni che non siano i cittadini da tassare, la povera Virginia.

Difficilmente verrà accoltellata in aula consiliare come unica risposta al proprio culto nascente, la giovane Virginia.
darospoaprincipe
Difficilmente avrà modo di disegnare la capitale con lo stesso piglio di Giulio, l'ambiziosa Virginia.

Il Mitico Foro di Cesare... Lui non riuscì a vederlo completo di dependance perché scoccarono le Idi di Marzo, quel fottuto 15 marzo del 44 A.C.

Ed uno dei più grandi di sempre si spense così, sul pavimento del Senato, nel suo sangue versato per mano di gente priva della Visione Magnifica; politicanti da quattro soldi che legarono il proprio nome alla Storia solo per aver terminato prematuramente quell'avviato processo di deificazione che fece comunque conoscere al mondo Cesare.

“Finché mi rimanga qualcosa da fare, non avrò fatto nulla” - Gaio Giulio Cesare

Commenti