La crisi è passata


darospoaprincipeCosì ci raccontano media nazionali e annunci governativi nel quotidiano.

Poi però un dubbio ti assale a causa di alcuni sottili indizi che ti si illuminano davanti.

Noti che il numero dei tuoi clienti diminuisce, non tanto per tua incapacità quanto per la moria di partite iva che fininisce col colpirti indirettamente. Fino a quando?

Contatti dopo qualche mese un fornitore presente sul mercato da venti anni, e scopri che sta lavorando come barista.

Vaghi mestamente per la città in attesa del cambiamento annunciato.


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No: non pensi alla promessa riforma costituzionale. Di quella te ne sbatti abbondantemente le palle quando hai seri problemi ad arrivare alla fine del mese.

E no: non pensi nemmeno alle nomine Rai. Di quella te ne frega solo nella misura in cui ti tocca pagare il canone maggiorato incluso nella bolletta dell'elettricità.

No: tu pensi ai locali commerciali in vendita che ti scorrono davanti mentre cerchi il prossimo cliente. Nella speranza che sia solvibile.

Pensi ai numerosi negozi in liquidazione per cessazione attività che arredano il turistico centro di Roma. E scopri una lacrima a scorrere discreta lungo il tuo viso.

darospoaprincipeRoma... La Capitale... La città del pubblico impiego. E ripensi a quel concorso non fatto per difendere la tua libertà.

Quattro anni fa un direttore commerciale di Milano disse che dovevo sentirmi particolarmente fortunato: l'economia sarebbe sempre girata a Roma.
Gli impiegati sono i borghesi degli anni 2000!, enunciò tra le amare risate del caso. Sono gli unici sicuri dello stipendio a fine mese, no?

Sono gli unici che possono spendere senza paura. I loro figli possono tranquillamente andare tutte le sere a cena fuori. 

Sono gli unici che popolano le vie commerciali per fare shopping, insieme ai turisti.

Annunciò che la crisi non avrebbe mai toccato la Capitale fino alla capitolazione dello Stato tutto. Cosa è capitato? 

Beh... Le tasse sono cresciute. Le bollette sono cresciute. Le vendite sono calate. Kaput mundi...

Su Amazon e su Zalando si compra a prezzi più bassi financo del 35%.

Come poteva competere il negoziante su strada se non abbassando i propri prezzi e finendo così col non coprire più manco le spese?

È poi venuto il turno di Groupon: gli imprenditori più incapaci hanno svenduto il proprio lavoro per veder aumentare il giro di clientela. 

darospoaprincipeIl cliente, insomma, sembra l'unico vero vincitore di tutto questo moderno e articolato gioco. Che cuccagna!

Sembra. Perché è vero che ha pranzato a base di pesce al costo di 15,00 euro per le tre portate; così com'è vero che ha comprato su Amazon l'ultimo Iphone 6 risparmiando il 35% rispetto al negozio sotto casa. 

Ma ha contribuito in questo modo a frantumare il mondo reale inducendo ambo le attività alla chiusura.

E solo la trinità potrà rimettere in sesto un'economia tanto compromessa.

E non avrà più senso fare i quattro passi in centro tra le decine di saracinesche abbassate.

E un solo pensiero mi sovviene davanti a questi dati: a chi rifilarla la cinquina che ho tra le mani?

Chi risponde bene ha fatto tombola.

Unica avvertenza: i soldi sono finiti. I premi sono tutti in buoni pasto!

Siamo in crisi? Un attimo che chiedo.


Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità. JOHN FITZGERALD KENNEDY



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