Suicide Squad


darospoaprincipeLo so, lo so: dopo Batman v Superman (qui) avevamo detto che non ci saremmo mai più ritrovati in una sala cinematografica a vedere un film tratto da novelle DC Comics: sarebbe equivalso a un suicidio, no?

E i Martoniani sono stati di parola: a loro brucia ancora molto quello scempio di film.

Ma vuoi per la curiosità, vuoi per la connaturata attitudine al sacrificio... rieccoci seduti allo spettacolo del primo pomeriggio nel primo giorno di proiezione, per essere tra i primi ad alzare il pollice o a disporlo in modalità 'verso': tanto staranno tutti al mare, no?



No. A parte i Martoniani, in molti hanno puntato sulla prima cinematografica carica di attese piuttosto che sull'ennesima giornata di sole.

L'universo Dc è scuro per definizione. Non ci resta che vedere: ennesimo bluff o promessi lampi di luce?

La colonna sonora ci dispone al meglio fin da subito: risulta spettacolare, puntuale nel sottolineare ogni scena, piena di ritmo.

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Poi però, d'un tratto, prendiamo coscienza che Floyd Lawton è originariamente bianco e col mirino poggiato sull'occhio destro, mentre in questa trasposizione del discreto regista David Ayer (già Training day e Fury) assume il volto (quasi sempre scoperto) di Will Smith, non proprio a suo agio nei panni di un rappresentante della razza ariana. Col mirino sull'occhio sinistro, per di più. 

Va bene, dai: a un buon film non è richiesto il pieno rispetto filologico. E poi è Deadshot che non sbaglia un colpo, mica David Ayer!

Un giorno, non so come, io uscirò di qui e calerò su di te come lo Spirito Santo - Floyd Lawton al secondino
All'onore in mezzo a dei ladri! - Deadshot brinda con la squadra suicida

darospoaprincipeSuicide Squad si propone come prosecuzione ideale delle storie Dc successive alla morte di Superman: e se il prossimo super umano non avesse la rettitudine del poro alter ego di Clark Kent?

Ed è così che un alter ego nero di Hillary Clinton (una perfida Amanda Waller interpretata da una puntuale Viola Davis), decide di mettere insieme una squadra di super soggetti, ciascuno con una sua debolezza: tutti sono ricattabili.

Il nocciolo del film è tutto qui: alleiamoci con qualcuno che ci ha danneggiato al fine di portarlo a fare ciò che ci serve. Ops! Non è né più né meno che sintesi della politica usa in medioriente. Lo spauracchio dell'isis troneggia oscuro e terribile sulle nostre cape.

Ed è così che si fa fatica a capire dove comincia il bene e dove comincia il male. Chi rappresenta il bene e chi rappresenta il male: siamo davvero sicuri che Putin sia un cattivo? E di Erdogan che possiamo pensare?

darospoaprincipeMa qui siamo al cinema. A vedere un film d'intrattenimento. E allora sorge spontanea un'altra domanda: gnocca ce n'è? Ovvio che sì! È elemento imprescindibile, con buona pace delle femministe tutte.

Svetta su ogni presenza femminile (ma anche maschile, in effetti) la Harley Quinn di Margot Robbie (già vista qui), che finisce col rubare la scena anche a Will Smith.

Suoi i siparietti più simpatici (gli unici del film?); suo il contributo sexy ad un film altrimenti piatto.

darospoaprincipeCi si aspettava l'euforia del Joker, ma... Jared Leto non è evidentemente all'altezza dei predecessori.

Un joker ridotto a due di picche...

Sorge anzi spontanea una domanda a fine proiezione: ma il Joker quando arriva?

Alla fine, con qualche buco di sceneggiatura, la storia viene portata a conclusione: tornano tutti in galera a missione terminata.

E ci viene offerta la raffinata morale: sono le piccole cose a rendere la vita sopportabile. Anche quando ti senti in prigione.

Un ultimo quesito: la storia è stata scritta da un dodicenne dedito alla cattura dei Pokemon o da un artritico ottantenne? Tra una scena e l'altra, prive di importanti colpi di scena, si arriva alla classica scena post titoli: il sentimento che rimane è magnificamente riassunto da questa gif.


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