11 settembre liberato


darospoaprincipeTutti amano riempirsi la bocca di parole buone.

Libertà è una di esse.

Noi siamo liberi, no?

Siamo liberi di commentare gli avvenimenti che ci dicono essere i 'thread' del momento.

Siamo liberi di sentirci fichi a discettare di massimi sistemi insieme alla massa.

Siamo pure liberi di capire che non serve a nulla?

Non esageriamo.

Liberi liberi siamo noi, però liberi da che cosa, chissà cos'è?... chissà cos'è! - Vasco Rossi


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Ci raccontano dell'Olocausto.

Ci raccontano delle armi di distruzioni di massa in Iraq.

Ci raccontano dell'11 Settembre.

I racconti sono solo un forma di comunicazione, no?

Il povero Joseph Paul Goebbles, ministro della propaganda del glorioso Terzo Reich, è passato alla storia come maestro di comunicazione non ancora superato.

Lui sintetizzò il suo pensiero sull'argomento in 11 punti (un numero che ritorna, eh?)

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

Noi abbiamo adottato tutti la bandiera americana, dopo l'attentato alle torri gemelle. Come prima avevamo adottato quella di israele. E poi abbiamo continuato a cambiare bandiera di volta in volta, a seconda delle esigenze calateci dall'alto (qui): Charlye, Francesi, Primaveri Arabi, etc.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.

Noi abbiamo cominciato a vedere i mussulmani come un unico nemico, dopo l'attentato alle torri gemelle; Osama Bin Laden come incarnazione del Male. Come prima avevamo avvistato il nemico in tutti coloro non si erano dichiarati filo-israeliani: Adolf Hitler come personificazione del Male assoluto.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

Noi abbiamo visto i filmati degli attacchi alle torri gemelle e al pentagono, passivamente guidati dalle sapienti voci fuoricampo. Chi ha cercato di analizzare le sole immagini, è stato dichiarato complottista e anti americano (qui un esempio). Come prima era stato considerato nazista e cattivo chi ha provato a dissentire argomentando scientificamente sull'olocausto: ed è così che, per sicurezza, si è arrivati addirittura a dichiarare fuorilegge il negazionismo.
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4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

Dolo l'attacco alle torri gemelle, ogni scaccolamento di arabo è stato registrato come potenziale attacco all'occidente. E prima ancora, ogni saluto col braccio destro lievemente teso fu letto come offesa alla libertà dell'Uomo.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria. 

Internet ha agevolato il compito della comunicazione massiva: sono stati ideati gruppi di 'influencer' che interagiscono in ogni chat al fine di propagare il Verbo. Chi dubita del Verbo e adduce prove, viene ridicolizzato da questi professionisti della comunicazione che si portano agevolmente dietro la massa.

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

I mussulmani sono cattivi; l'occidente è vittima. Hitler era il male assoluto; gli ebrei sono vittime. Il resto non ha diritto di cittadinanza.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse. 

L'apple ha tirato fuori il nuovo device; Italia's got talents ha sfornato una nuova stella; sbarchi di immigrati a migliaia nelle coste; etc. Sì, ma gli usa hanno bombardato interi villaggi di gente inerme! Ah, ah, ah! È morto un israeliano in un attentato! Oh, Yaveh! Sì, ma sono state ammazzate decine di bambini palestinesi con un missile! Ah, ah, ah! L'italia gioca a calcio stasera.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie. 

I documenti identificativi degli arabi sui luoghi degli attentati sono un topos letterario, ormai (presenti anche sul luogo del crollo delle torri gemelle!); le storie di povertà e malcontento di questi poveri immigrati mai integrati ci forniscono una logica spiegazione al loro gesto estremo. E i probanti scambi dialettici come questo: l’ex presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad era convinto che “il misterioso incidente dell’11 settembre” fosse stato ”un pretesto per l’invasione di due Paesi”, l’Afghanistan e l’Iraq. E chi lo ha smentito? Il Pentagono? La Casa Bianca? No, Al Qaeda. Lo ha scritto nero su bianco sulla sua rivista in inglese, Inspire: “Perché l’Iran dovrebbe credere a una teoria così ridicola, contraria alle prove e alla logica? Al Qaeda è riuscita dove l’Iran ha fallito. Quindi per gli iraniani era necessario screditare l’11 settembre. E quale modo migliore per farlo se non le teorie del complotto?”. Qualche intervista a qualche sopravvissuto dell'olocausto, qualche film che ne rievoca periodicamente l'orrore e... il gioco è fatto anche in quest'altro campo sempreverde. Nessuno ravvisa mai le incongruenze: la voce pilota sa essere sempre assai suadente.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario. 

Ha successo come scrittore, come ospite nei talk-show e come opinion-maker solo chi avvalora la storia principale (mi viene in mente gente come il poro Saviano, quella riconosciuta dall'establishment, mai chi la contesta. Ostracismo esacerbato per personaggi del calibro di Rober Faurisson, e il gioco è fatto. 

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi. 

La religione è strumento abbastanza valido? Son millenni che viene usato con profitto: perché cambiare?

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11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità. 

Internet e i social network sono una mano santa per il Potere: l'impressione di unanimità si genera molto più velocemente in maniera molto più capillare. E la censura a scopo cautelativo è strumento pregno di forza. Al 2015 Freedom House ha classificato la stampa italiana come Partly Free ("parzialmente libera"), mentre nel rapporto dello stesso anno Reporter Senza Frontiere pone l'Italia al 73º posto per la libertà di stampa

Davvero c'è qualcuno che ha l'ardire di sentirsi libero?


Conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi. - Giovanni 8,32