La notte degli Oscar



L'immagine che un Paese offre di sè dipende da molti fattori.

darospoaprincipeL'Italia era nota per mandolino, pizza e mafia, ai bei tempi. Ma anche per Leonardo da Vinci, la Ferrari e la Dolce Vita. Anita Ekberg.

Oggi i bei tempi sono andati. Oggi sono tempi cupi. Oggi vantiamo Maurizio Cattelan; la Fiat, che detiene la maggioranza della Ferrari, con sede all'estero. Belen Rodriguez.

Siamo passati da Vittorio De Sica a Muccino. Dall'Oscar per il neorealismo che tratteggiava la rinascita di un Paese, alla candidatura di un documentario triste che certifica la morte dell'italica vitalità. E se prima si induceva lo straniero a sognare il Bel Paese, oggi lo si conduce per mano a schifarlo.


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Candidare 'Fuocoammare' di Gianfranco Rosi agli Oscar è azione degna del miglior Tafazzi: Daniela Rodorigo ha occupato il posto di rilievo in un altro ufficio? Dopo la direzione per la comunicazione del ministro Lorenzin, è forse lei ad aver selezionato questo film per la notte degli Oscar?Possibile non ci fosse un altro cacchio di prodotto da poter candidare?

D'accordo: Sorrentino non è De Sica, ma siamo proprio sicuri che il suo 'Youth' avrebbe avuto meno chances di questo drammone sentimental populistico incentrato sul problema dell'immigrazione incontrollata che inopinatamente approda sulle coste italiane?

E che dire del pungente 'Perfetti sconosciuti' di Genovese? Troppo provinciale?

Meglio andare sul pietistico, allora. Laviamoci la coscienza. Chiagne e fotte. A questo è ridotta la Patria di Bernini, D'Annunzio e Salvatores. A questo è ridotta la Patria di Verdi, Pavarotti e Nino Rota. 

Fuocoammare: Fantozzi sì, che avrebbe avuto gli strumenti per commentare al meglio un simile film. Noi no: ne siamo sprovvisti. 

darospoaprincipeIl pubblico non s'è nemmeno preso la briga di andarlo a vedere al cinema, in effetti. Anche i martoniani lo hanno accuratamente evitato. Piccole proiezioni tra amici, dunque. 

Chi ne ha goduto? Solo il ristrettissimo gruppuscolo della qualificatissima intellighentia, quella che ha abilmente condotto lo stivale ad essere preso a calci in culo da tutti nel mondo.

Quella divinamente sbeffeggiata da Sorrentino ne 'La grande bellezza', premio Oscar per miglior film straniero.

Quella larvatamente affetta da un possente complesso di superiorità.

Quella che ormai è quasi pronta ad offrire brioches a tutta la plebe affamata.

Quella che di certo non perderà la testa alle proiezioni di 'Fuocoammare'. 

Quella che... noi tutti sappiamo che le vie del Signore sono infinite, e su queste riponiamo la nostra incondizionata fiducia con serena rassegnazione

Ma... a tutto c'è un limite, no!?

Il dolore di oggi fa parte della felicità di ieri Anthony Hopkins (da 'Viaggio in Inghilterra') 

Commenti

  1. http://www.ilpost.it/2016/09/27/fuocoammare-candidato-alloscar-e-un-errore-dice-sorrentino/

    Ma sarà già stato deciso chi ha vinto l'Oscar, figurati...
    ...Fuocoammare avrà finalmente la pubblicità, purché se ne parli, visto che non se ne è parlato.

    Svezia (Anita) vs. Argentina (Belen)? Sarà colpa del papa argentino?
    Ma intanto noi ANDIAMO A COMANDARE; ti pare poco...

    "O tempora, o mores"

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    Risposte
    1. O al passo coi tempi, o muori...
      Oggi viene letto così.
      E le voci di dissenso vengono sempre più sapientemente emarginate.
      E le menti più fragili sempre più facilmente plagiate.
      Lo spettacolo va avanti; gli attori diminuiscono, ma gli spettatori crescono.

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