Benvenuti ma non troppo


darospoaprincipeGorino assurto improvvisamente agli onori delle cronache.

Non tanto per essere la propaggine della provincia ferrarese sul delta del Po, quanto per... Beh...

L'accoglienza di profughi è diventato forse un problema?

Gli sgombri di Calais ci dicono di sì (qui).

E pure il gustoso film di Alexandra Leclère (qui) ci indica, con umorismo nero, una situazione ormai al collasso.

I martoniani gioiscono. Non per il collasso, naturalmente!



darospoaprincipe
In uno Stato con la S maiuscola il rifiuto dei cittadini di Gorino è fatto che non si sarebbe mai verificato. Per molteplici ragioni.

In primis lo Stato dovrebbe costituire la più autorevole espressione dell'autorità. Poi... No: basta questo, in effetti.

Nel film francese (qui) i nodi arrivano al pettine al culmine di un rigidissimo inverno (in barba al ventilato riscaldamento globale!): il governo di sinistra impone a tutti i cittadini abbienti, con dimore oltre una certa metratura, di farsi carico di senzatetto e bisognosi.

I cittadini obbediscono serenamente in uno Stato degno di questo nome. Altrimenti... è giungla! 

Certo: c'è la coppia ebrea che vende il proprio appartamento e ne compra uno più piccolo; c'è la coppia di sinistra (interpretata a mo' di macchietta da Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz, bohèmes e assidui lettori di Libération) che stava in strada a manifestare per una pronta risoluzione del problema, ma che poi accetta non esattamente di buon grado di divenire parte attiva di quell'accoglienza tanto urlata; e c'è la coppia di reazionari abbonati a Le Figaro (interpretati da Didier Bourdon e Karin Viard) che si ritrova catapultata ex lege nel peggiore degli incubi.

Ma noi, comunque, non viviamo in uno Stato degno della S maiuscola: noi viviamo in uno staticchio, retto da ominicchi che scaricano bellamente tutto sulla schiena dei cittadini.

Noi viviamo in uno staticchio che, come ha fatto nel recente passato, invia squallidamente donne e bambini per impietosire la popolazione, e poi operare con fantomatici ricongiungimenti fino a far collassare il sito preposto all'accoglienza, per passare quindi al successivo. Praticamente un virus.

darospoaprincipeIn 'Benvenuti ma non troppo' la conclusione è nota fin dall'inizio: e vissero tutti felici e contenti, migliorati dalla fantasmagorica esperienza prodotta dalla forzosa convivenza.

Ma noi non vantiamo sceneggiatori altrettanto bravi: noi viviamo in uno staticchio che si fa di continuo beffe dei cittadini, facendo poi affidamento nel buonismo della massa.

Il parallelo col lungometraggio regge solo sulla figura dei poveracci: risultano, in ambo i mondi, solo un pretesto per mettere all'indice il borghese piccolo piccolo, l'elettore che ha votato il governo che lentamente lo spolpa.

Il governo di quello staticchio in cui politici e prelati che campano sotto scorta in fortezze inespugnabili si permettono di ciarlare sulla moralità dei cittadini abbandonati a se stessi.

Noi, sebbene non sia chiaro a tutti, viviamo in uno staticchio. Uno squallido staticchio.

Che forse sarebbe opportuno riconfigurare in maniera tale da permettergli di indossare ancora una volta la S maiuscola.


Il governo ha per missione di far sì che i buoni cittadini siano tranquilli, e che quelli cattivi non lo siano affatto. - Georges Clemenceau
La buona politica è connessione sentimentale tra governanti e popolo. - Antonio Gramsci
Chi non sa governare, è sempre un usurpatore. - Carlo Bini