Maker faire e futuro



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La prima cosa che mi colpisce quest'anno mentre mi dirigo tutto contento all'edizione 2016 del Maker Faire sono le scale mobili.

Non tanto per il gusto di lasciarsi trasportare.

E nemmeno perché costituiscono un'evidente evoluzione delle vicine scale in metallo.

Mi colpiscono perché tutti le prediligono a quelle statiche. Anche Marty McFly avrebbe scelto le mobili?




Entrare in fiera è come entrare nel futuro prossimo venturo: da Goldrake al Maker Faire.

darospoaprincipeLa maggior parte delle invenzioni presentate ha già superato uno primo studio di fattibilità, come ad esempio la moto elettrica a trazione integrale della Armotia (qui).

Esiste forse vetrina migliore per trovare soggetti disposti a finanziare simili sogni all'avanguardia?

Mal che vada, come è capitato a diversi progetti negli anni passati, si può far ricorso al crowdfunding (nell'edizione del 2015, quelli di OLO 3D, dopo aver chiesto 80 mila dollari, si videro consegnare in 7 giorni poco più di un milione e alla fine della campagna chiusero a 2.321.811 dollari, con oltre 16 mila backers. La più piccola stampante 3D al mondo, 7,6 x 12,7 x 5 cm, attrasse molte attenzioni).

Ma veniamo ai tempi nostri. Edizione ricca, questa del 2016: si è addirittura pensato di occupare addirittura 6 padiglioni della Fiera di Roma, dal 5 al 10.

Tutto è pronto, dunque. Le persone continuano a lasciar libero il passaggio sulle scale in muratura, prediligendo quelle mobili: mi fanno sentire un innovatore, più o meno come il Marty che dal 1985 si ritrovò catapultato nel 1955. Altro che acqua calda!

Nessuno che cerchi il sistema per immagazzinare 1,21 gigawatt, d'accordo; e nessuno che cerca il modo di tornare indietro nel tempo... Tuttavia i  motivi di sorpresa sarebbero molti pure per Doc Brown Emmett.

Si passa dallo spazzolino a tre spazzole rotanti della Glaresmile (qui), che evita a chiunque di impegnarsi nel lavaggio dei denti; alla corazza robotica Hubotics (Robotics for Human Beings, qui)ideata da Luca e Chiara Randazzo, una soluzione a basso costo che consente di aiutare nella vita quotidiana le persone disabili con limitazioni motorie

darospoaprincipeSi pensa a come far crescere bene le piante domestiche in nostra assenza col sistema Biopile (qui); e si pensa a come variare al temperatura dei nostri piedi senza cambiare i calzettoni al mutar delle stagioni, col sistema Aria Weareables (qui).

Invenzioni e applicazioni fantastiche, dunque, fino ad arrivare al vincitore dei 100.000 euro dell'edizione del #ROMEPrize del 2016: i maker di #TalkingHands (qui), soluzione che permette a chiunque di comunicare con le persone sorde anche senza conoscere la LIS - Lingua dei segni.

Il futuro, insomma, sembra indicarci le scale mobili come unico strumento di elevazione: abbasso ogni sforzo fisico e mentale (mens sana in corpore sano: puah!), abbasso ogni forma di fatica! 

Ci dice che una mitica De Lorean è più che sufficiente per ottenere tutto il desiderabile, guardandosi bene dall'evidenziare la necessità (Ehi, McFly: c'è qualcuno?) di suonare la chitarra elettrica su un palco e di pigiare sul gas fino ad 88 miglia orarie: in caso contrario, evidentemente, il futuro ci resta precluso e restiamo condannati al grigio presente.

Parola di Marty McFly.


''He used to carry his guitar in a gunny sack,Aveva l'abitudine di portare la sua chitarra in un sacco di iuta,Oh sit beneath a tree by the railroad trackOh si sedeva sotto un albero vicino ai binari ferroviariOh the engineers would see him sittin in the shade,Oh, gli ingegneri lo avrebbero visto sedere all'ombra,Strummin with the rhythm that the drivers made,Suonava seguendo il ritmo che producevano i conducenti,Oh n' people passin' by they would stop and say:Oh quando la gente passava si sarebbe fermata e dire:'Oh my but that little country boy could play''Oh mio dio, come suona quel piccolo ragazzo d'i campagnaGo Johnny Go, Go (x4)Vai Johnny vai, vai (x4)''  - Chuck Berry (qui)